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CRIPTOVALUTE

Privacy, Libra nel mirino delle autorità mondiali: “Informazioni insufficienti”

Torna nella bufera il progetto di moneta digitale di Facebook. Nota congiunta dei regolatori, in prima fila quello europeo Giovanni Buttarelli

06 Ago 2019

L. O.

Torna nel mirino Libra, la criptovaluta che Facebook punta a lanciare il prossimo anno. Questa volta sono le autorità mondiali sulla privacy, comprese quelle dell’Unione Europea e del Regno Unito, a unire le forze manifestando “preoccupazioni condivise sui rischi” legati all’iniziativa. Lo scrive il Financial Times citando una lettera congiunta in cui gli organismi a tutela della privacy si lamentano del fatto che Facebook e la nuova controllata Libra non sono riusciti a fornire informazioni sufficienti sulle pratiche che saranno adottate a garanzia della privacy.

I regolatori si definiscono “sorpresi e preoccupati” per l’insufficienza di informazioni che Facebook e la sua controllata Calibra, che gestirà il portafoglio digitale per facilitare i pagamenti con Libra, hanno fornito sul fronte della protezione dati degli utenti.

Il gruppo di authority ha anche esortato Facebook a offrire maggiori dettagli: richiesto il modo in cui i clienti verranno profilati e se i loro dati verranno condivisi tra i 28 membri fondatori della Libra. Tra i firmatari della lettera vi sono la commissaria europea Elizabeth Denham, e Giovanni Buttarelli garante europeo della protezione dei dati. Ancora, Rohit Chopra commissario della Federal Trade Commission, e i commissari per i dati di Canada e Australia.

Il progetto Libra ha suscitato polemiche e altolà già dal suo annuncio. A luglio Jerome Powell, chairman della Federal Reserve americana, ha dichiarato che i piani per costruire una valuta digitale da parte di Facebook “non possono andare avanti” sino a quando non verrà fatta chiarezza su tutti gli aspetti controversi.

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