Crowdfunding, via alle nuove regole Ue: più trasparenza a tutela degli investitori - CorCom

LA NORMATIVA

Crowdfunding, via alle nuove regole Ue: più trasparenza a tutela degli investitori

Approvato l’accordo definitivo tra Parlamento e Consiglio sul corpus che aiuterà a promuovere le piattaforme e a proteggere i finanziatori. L’insieme di criteri si applicherà a tutti i fornitori comunitari fino a offerte di cinque milioni di euro

06 Ott 2020

Domenico Aliperto

Ieri sera il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva l’accordo raggiunto con il Consiglio sulle regole comunitarie per promuovere le piattaforme di crowdfunding e proteggere gli investitori. Il nuovo corpus mira ad aiutare i servizi di crowdfunding a funzionare senza problemi nel mercato interno e a promuovere il finanziamento transfrontaliero delle imprese nell’Unione.

Il crowdfunding è sempre più popolare come strumento di finanziamento alternativo per le startup così come per le piccole e medie imprese in fase iniziale di crescita aziendale. Un fornitore di servizi di crowdfunding gestisce una piattaforma digitale aperta al pubblico per aiutare i potenziali investitori o finanziatori a trovare i progetti e le imprese che cercano finanziamenti.

L’insieme di criteri, si legge in una nota, si applicherà a tutti i fornitori europei di servizi di crowdfunding (Ecsp) fino a offerte di cinque milioni di euro (invece del milione di euro proposto dalla Commissione), calcolati su un periodo di 12 mesi per ogni proprietario del progetto in finanziamento.

Trasparenza e tutela degli investitori

WHITEPAPER
Costruire agilità in modo rapido per la tua azienda: 5 passi essenziali
Digital Transformation
Storage

La nuova legge prevede che un foglio informativo sugli investimenti (Kiis), redatto dal proprietario del progetto, sia distribuito a tutti gli investitori e finanziatori che partecipano per ogni offerta di crowdfunding o per ogni piattaforma. I fornitori di servizi di crowdfunding forniranno ai clienti informazioni chiare sui rischi e gli oneri finanziari che potrebbero incorrere, compresi i rischi di insolvenza e i criteri di selezione dei progetti.

Ogni Ecsp dovrà chiedere l’autorizzazione all’autorità nazionale competente (Anc) dello Stato membro in cui è stabilito. Attraverso una procedura di notifica in uno Stato membro, l’Ecsp sarà poi in grado di fornire i propri servizi anche a livello transfrontaliero. La vigilanza sarà svolta anche dalle autorità nazionali della concorrenza, mentre l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma) coordinerà la cooperazione tra i Paesi Ue.

In assenza di emendamenti, il testo è stato considerato adottato, secondo la procedura della seconda lettura legislativa. Le norme cominceranno a essere applicate un anno dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Ue.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5