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SINERGIE

Csit, due nuovi ingressi

Approvata dalla giunta l’adesione di Assistal (impianti tecnologici) e Assoesco (Energy Service Company). Il presidente Lucarelli: “Un altro passo per valorizzare le filiere all’interno della federazione e creare sinergie”

21 Giu 2013

L.M.

Fanno il loro ingresso in Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici (Csit) due associazioni, Assistal e Assoesco, che, insieme ad Agesi, l’Associazione del Facility Management e Energia già aderente a Csit, rafforzano il progetto di riorganizzazione della Federazione e pongono le premesse per l’avvio di sinergie per la filiera dei servizi tecnologici.

L’adesione di Assistal e Assoesco è stata approvata dalla Giunta della Federazione.

Assistal è l’Associazione già aderente a Confindustria, fondata nel 1946, a cui aderiscono 1200 imprese specializzate nella progettazione, fornitura, installazione, manutenzione e gestione impianti tecnologici, servizi e facility management. Entra a far parte di Csit avendo già avviato un percorso di unificazione con Agesi, processo da concludersi entro fine anno 2013.

Assoesco Associazione Italiana delle Energy Service Company (Esco), rappresenta 27 Esco aderenti che operano sul mercato per migliorare l’efficienza energetica dei clienti, con contratti “chiavi in mano a risultato” e ritorni proporzionali al risparmio energetico realizzato dal committente.

“È un ulteriore passo nella direzione delle aggregazioni per valorizzare la rappresentanza in filiere nell’ambito della Federazione – afferma Ennio Lucarelli, presidente Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici – e che rafforza in Csit l’area dei servizi integrati e tecnologie, servizi tecnici in outsourcing per migliorare l’efficienza energetica, per ridurre l’impatto ambientale, aumentare la sicurezza e il controllo, con progetti innovativi per il territorio, le città, le infrastrutture, in ottica Smart cities e Communities. Con molte sinergie con gli altri associati- continua Lucarelli- sui temi di politica economica: dalle liberalizzazioni e outsourcing nel settore dei servizi, alla trasparenza degli appalti pubblici, al miglioramento dei criteri di selezione delle gare della PA, al contrasto al fenomeno della concorrenza indebita delle società pubbliche in house nel mercato dei servizi”.