Cultura, nasce l’alleanza italiana delle industrie creative nell’era digitale

L’iniziativa di Confindustria servizi innovativi e tecnologici coinvolgerà aziende, università, associazioni e fondazioni. L’obiettivo è contribuire attivamente al dibattito legislativo Ue e formulare proposte politiche ad hoc per le imprese

21 Dic 2015

Andrea Frollà

Identificare un’area aperta di dialogo tra attori diversi uniti dall’interesse comune per la crescita sostenibile, l’evoluzione digitale e l’impatto che le industrie creative e culturali hanno sull’economia e alla capacità del Paese di trovare risposte concrete alle sfide sociali. È questo l’obiettivo della Italian Creative and Cultural Industries Alliance (Iccia), l’iniziativa lanciata da da Confindustria servizi innovativi e tecnologici. Un’alleanza aperta agli operatori del settore cultuale e creativo, dalle imprese alle loro associazioni, passando per enti di ricerca, università, fondazioni e attori del terzo settore.

In particolare in ambito europeo e in coordinamento con la European Creative Industry Alliance il nuovo soggetto italiano cercherà di contribuire al dibattito legislativo comunitario. Mentre in ambito nazionale si spingerà sulla formulazione di proposte politiche ad hoc per le industrie creative e culturali, cercando di promuovere una più stretta collaborazione tra queste ultime e gli altri settori industriali.

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Oltre a Confindustria servizi innovativi e tecnologici, promotori dell’iniziativa sono Ipoch2 (Piattaforma nazionale per la ricerca e innovazione del patrimonio culturale), Spin-It (Piattaforma tecnologica nazionale per la ricerca e innovazione nel settore spaziale) e Future of Internet (Piattaforma tecnologica nazionale per l’Innovazione nel settore delle applicazioni e servizi digitali).

“Insieme alle piattaforme tecnologiche da anni impegnate a promuovere il progresso e l’innovazione del settore culturale – commenta Ennio Lucarelli, presidente di Confindustria servizi innovativi e tecnologici – ci siamo attivati come promotori di questa Alleanza che vuole essere inclusiva e coinvolgere tutti gli stakeholder interessati: l’industria, i centri di ricerca, le università, gli istituti di cultura, le fondazioni, gli esperti e professionisti, tutti coloro che condividono la mission dell’Alleanza”.