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INTERNET

Cyberbullismo, Martusciello: “La soft regulation non basta, serve legge ad hoc”

Il Commissario Agcom: “Regole certe per tutelare i minori online”. Social network: “Grande opportunità di contatto, ma la condivisione eccessiva espone i più piccoli a rischi”

27 Giu 2016

Andrea Frollà

“È imprescindibile un intervento di rango primario che tuteli i diritti fondamentali dei minori su Internet”. Ne è convinto il Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Antonio Martusciello. Intervenendo durante il convegno “Tutela dei minori sul web e cyberbullismo strategie di intervento e soluzioni istituzionali”, organizzato oggi a Milano dal Corecom Lombardia, Martusciello ha spiegato che l’Agcom “monitorerà con attenzione gli esiti del percorso di approvazione del disegno di legge sul cyberbullismo”, attualmente all’esame della Commissione Affari Sociali della Camera. Nel suo intervento spazio anche per i social network che “costituiscono una rivoluzionaria opportunità di contatto sociale, apprezzatissima soprattutto dalla fascia giovane della popolazione”.

Tuttavia, ha aggiunto il Commissario, “a fronte delle enormi opportunità offerte, l’uso dei social network comporta tuttavia considerevoli rischi connessi all’eccessiva condivisione di informazioni personali”. La rete, ha ricordato ancora il Commissario, “è utilizzata da pedofili per adescare minori, il più delle volte attraverso profili fake” e se si vuole realmente combattere la pedofilia su Internet “un passo importante sarebbe la cancellazione di tutti i profili fake dalle piattaforme social.”

Sotto il punto di vista legislativo, ha proseguito, “il regolatore può adottare delle soluzioni che siano incentrate su due binari: media education e codici di autoregolamentazione” ed è “importante insegnare ai giovani ad utilizzare la rete in modo consapevole, dando essi gli strumenti cognitivi per comprenderne i rischi e le opportunità del Web”.

Martusciello ha inoltre ricordato che, non a caso, la media education è uno dei punti qualificanti dell’Agenda europea 2020. “Le misure di soft regulation sono comunque importanti – ha concluso Martusciello – perché hanno la flessibilità necessaria per adattarsi alle caratteristiche di internet, ma esse da sole non sono sufficienti, rimane improcrastinabile un intervento di rango primario”.

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