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Cyberbullismo, per i giovani più grave della droga

Indagine Vodafone: il 20% delle vittime ha pensato al suicidio. Al via la campagna di raccolta fondi #BeStrong

23 Set 2015

Andrea Frollà

Un giovane su cinque tra i 13 e i 18 anni è stato vittima di cyberbullismo. Di questi più del 40% considera gli attacchi ripetuti e sistematici online un problema ben più grave dell’abuso di stupefacenti da parte degli adolescenti. L’indagine commissionata dalla società britannica YouGov, ed effettuata da Vodafone su un campione di circa 5mila ragazzi e ragazze sparsi tra Italia, resto d’Europa, Nuova Zelanda, Stati Uniti e Sudafrica, conferma la gravità di un fenomeno purtroppo sempre più diffuso.

Poco più della metà delle vittime di cyberbullismo sostiene di aver subito un’esperienza peggiore del bullismo faccia a faccia e rivela di non averne parlato con i propri genitori. Inoltre più del 40% dei ragazzi intervistati ha deciso di non andare a scuola il giorno successivo alla violenza subita online oppure ha addirittura pensato al suicidio. Una difficoltà nell’affrontare questi episodi che non riguarda solo chi subisce il cyberbullismo, ma anche gli amici della vittima.

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Sempre l’indagine Vodafone mostra infatti che quasi la metà del campione si troverebbe in difficoltà nel mostrare sostegno e soprattutto nel trovare le parole giuste per confortare chi abbia subito bullismo online. Il 73% di questi userebbe probabilmente un emoticon da accompagnare a un testo. Così Vodafone ha lanciato un’iniziativa chiamata #BeStrong, condividendo sulle proprie piattaforma social delle emoticon create ad hoc. Per ogni like su Facebook o retweet su Twitter la fondazione Vodafone donerà 15 centesimi a favore delle Ong impegnate nella lotta contro il bullismo.

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