STRATEGIE

Cyberspionaggio, il Copasir al lavoro da due mesi

Il vicepresidente Giuseppe Esposito: “Preoccupati dall’uso invasivo di tecnologie cyber”. E il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio rilancia: “Portare il tema alla discussione del G7 e del G20”

13 Gen 2017

A.S.

“Eravamo preoccupati dall’uso invasivo di tecnologie cyber che possono mettere a rischio sia la privacy dei cittadini che la sicurezza delle infrastrutture critiche dello Stato”. A parlare è il senatore Giuseppe Esposito, vicepresidente del Copasir, che spiega, dopo il caso della centrale di Cyberspionaggio smantellata dalla Polizia Postale con l’operazione Eye Pyramid, come “già da mesi all’interno del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica è stata avviata un’indagine, di cui sono proponente e relatore”.

“Prima il referendum e poi la crisi di governo – spiega Esposito – hanno rallentato questo percorso conoscitivo che avevamo iniziato molto tempo prima i fatti emersi dall’indagine aperta dal tribunale di Roma che sta investigando circa lo spionaggio che avrebbero subito alte cariche dello Stato attraverso l’uso di malware informatici. Credo che al più presto il Copasir sarà in grado di portare a termine questo approfondimento in un periodo in cui la nostra intelligence, sia sul fronte interno che estero, è coinvolta in molteplici sfide come dimostra la crisi che perdura nell’area libica”.

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Sull’argomento interviene anche il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, che ha preso la parola durante la giornata di approfondimento dei temi della cyber-security organizzata dal M5s a Montecitorio: “Crediamo che l’argomento della Cyber sicurezza debba essere affrontato con grande priorità e per questo chiediamo che le grandi nazioni lo facciano nel G7 di Taormina e del G20 di luglio in Germania. Se in questo paese c’è il rischio che vengano spiati i computer del Presidente del Consiglio, dei Ministri e dei parlamentari, immaginiamoci quale sicurezza possa mai essere garantita alle imprese e ai cittadini”. “Occorre collaborare per garantire soprattutto la sicurezza delle informazione delle nostre infrastrutture strategiche e delle nostre imprese – conclude Di Maio – Non si deve ledere la privacy dei cittadini ma mettere in piedi norme e strutture per evitare che altri paesi o malintenzionati tentino di accedere alle nostre informazioni”.