MISURE DI SICUREZZA

Cyberterrorismo, Cameron minaccia il blocco di Whatsapp

Il servizio di messaggistica istantanea e altri strumenti di comunicazione online, come iMessage e FaceTime, nel mirino del premier britannico: non possono essere controllati dalle agenzie di sorveglianza

13 Gen 2015

Lorenzo Forlani

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Il premier britannico David Cameron minaccia di bloccare WhatsApp e altri strumenti di comunicazione online, come iMessage e FaceTime, che non possono venire controllati dalle agenzie di sorveglianza. Il premier ha parlato in uno dei primi appuntamenti della campagna elettorale per le elezioni che si terranno in maggio.

Cameron ha spiegato che se dovesse essere rieletto, il suo governo vieterà gli strumenti che permettono di comunicare in maniera criptata, perché potrebbero essere utilizzati da gruppi terroristici per organizzare operazioni. Molte app di messaggistica, infatti, adottano ora sistemi che non consentono a terzi di intercettare le conversazioni online: Apple, ad esempio, ha più volte spiegato di non essere in grado di leggere i messaggi di iMessage, mentre da qualche mese Whatsapp ha introdotto un algoritmo che codifica i testi quando vengono composti sul dispositivo del mittente e li rende di nuovo comprensibili solo quando arrivano al destinatario.

Cameron chiede una backdoor, una porta di servizio delle app e dei servizi di messaggistica, che fornisca accesso ai dati delle conversazioni in caso di sospetti di attività terroristica, per svolgere attività di prevenzione e fornire informazioni ai servizi di intelligence. La proposta fa parte di un nuovo quadro legislativo che obbligherebbe gli operatori telefonici e i provider internet a raccogliere e conservare alcuni dati degli utenti. Riferendosi a servizi come WhatsApp, Snapchat, Telegram e altri, ieri Cameron nel corso di un comizio ha detto: “Possiamo permettere che esista un mezzo di comunicazione impossibile da leggere anche se c’è un mandato del giudice? No, la mia risposta è che non possiamo”. Infine, un riferimento all’attacco a CharlieHebdo: “Gli attacchi di Parigi hanno dimostrato la gravità della minaccia che affrontiamo e la necessità di fornire alle nostre agenzie di intelligence e sicurezza i mezzi per garantire la sicurezza dei cittadini”.