Dal 4K al full digital, è la Vaticano Valley - CorCom

INNOVAZIONE

Dal 4K al full digital, è la Vaticano Valley

Imponenti gli investimenti ed i progetti portati avanti in nome dell’innovazione. La Chiesa pioniera nell’uso dell’Ict. Papa Francesco l'”evangelist” per eccellenza

07 Giu 2014

Luciana Maci

Vaticano come avamposto dell’innovazione tecnologica in Italia e nel mondo. Ai metodi di comunicazione tradizionali, sperimentati nei secoli, l’istituzione sta affiancando l’uso di mezzi tecnologici che le consentono di potenziare in modo straordinario questa stessa comunicazione e di essere pioniera in alcuni campi.

Due esempi su tutti: il debutto del 4K nel nostro Paese durante la canonizzazione dei due Papi e l’imponente opera di digitalizzazione della Biblioteca Vaticana. Ma anche le tecnologie al servizio della segretezza del Conclave e l’uso decisamente innovativo dei social media da parte di Papa Francesco.

Tappa fondamentale nella storia dell’utilizzo delle nuove tecnologie per la televisione e per il cinema è stata proprio il giorno della canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, il 27 aprile scorso. Per la prima volta è stato possibile assistere ad una cerimonia papale in tutto il mondo grazie all’esperienza immersiva del 3D e per la prima volta una trasmissione tv è stata trasmessa in diretta in 4K/Ultra-HD – formato che consente la visione di immagini ad altissima definizione – sia pure in forma sperimentale e in una saletta riservata all’interno del Vaticano.

“Considerata l’importanza dell’avvenimento – spiega Giuliano Berretta, presidente di Dbw Communication, tra i protagonisti hi-tech dell’evento – il Centro Televisivo Vaticano (Ctv) ha deciso di effettuare la produzione cinetelevisiva della giornata anche in 4K/Ultra-HD, formato tecnologico al quale il Ctv aveva già rivolto l’attenzione con attività congiunte di sperimentazione. Prodotto dal Ctv in partnership con Sony e Sky Italia, l’evento ha avuto il nostro supporto tecnologico, oltre a quello di Eutelsat, Globecast e Nexo Digital. In particolare Dbw Communication ha effettuato le riprese con 5 telecamere Sony Pmw-F55. Le telecamere sono state posizionate in Piazza San Pietro e collegate a una nostra regia mobile 4K Ready. Il tutto è stato tramesso in diretta in visione privata in Vaticano”.

Una vera première, considerando che ancora questa tecnologia ad altissima definizione è agli albori: le vendite dei nuovi televisori Ultra HD, sia pur in crescita, sono ancora molto ridotte nel nostro Paese e anche i possessori di questi apparecchi non riescono a vedere le immagini in 4K, perché non esiste il decoder per la televisione e anche i player 4K non sono ancora in vendita.

L’altra impresa tecnologica in cui si è lanciato il Vaticano è la digitalizzazione della sua Biblioteca, una delle più importanti del pianeta per l’antichità e l’esclusività dei manoscritti che contiene.

Al passaggio dalla carta al digitale, in realtà, la Biblioteca è al lavoro già da anni: ad oggi, attraverso collaborazioni con enti e fondazioni, sono stati digitalizzati circa 6.800 testi, sebbene per il momento ne siano disponibili online solo 300. Grazie a precedenti collaborazioni altri 4.200 sono destinati a passare alla versione digitale entro il 2018. Ma i responsabili dell’istituzione hanno deciso di imprimere una svolta iper-tecnologica all’intero processo annunciando il 20 marzo scorso la firma di un accordo con Ntt Data, azienda giapponese di soluzioni IT presente in 40 Paesi, per la digitalizzazione entro il 2018 di 3.000 manoscritti. Se tutto andrà bene la collaborazione con i giapponesi potrebbe proseguire dopo quella data con un obiettivo particolarmente ambizioso: digitalizzare tutti gli 82mila manoscritti conservati presso la Biblioteca, che in pratica significano 40 milioni di pagine e 43 petabyte (milioni di miliardi di byte). Questo vuol dire che entro i prossimi quattro anni studiosi, ricercatori, appassionati e curiosi da tutto il mondo potranno sfogliare online con pochi clic manoscritti preziosissimi come un’Iliade bilingue del XV secolo o un manoscritto azteco colombiano.

L’investimento stimato per l’operazione ammonta a18 milioni di euro per i prossimi quattro anni, cifra che, a detta della Santa Sede, sarà coperta da donazioni e sponsorship. Al progetto stanno già collaborando una ventina di persone, ma Ntt Data conta di arrivare a una cinquantina alla fine del quadriennio (si veda intervista nella pagina a fianco). “Si tratterà di affrontare una serie di documenti con varie caratteristiche, alcuni anche molto delicati, e ci sarà sicuramente qualche incognita – dice Toshio Iwamoto, presidente e ceo di Ntt Data Corporation – ma dal punto di vista tecnologico siamo pronti ad affrontare la sfida. Si tratta di un grande impegno nei confronti dell’umanità e collaboriamo volentieri a questo impegno”.