Data center, per Cio e Cto non sono adatti alle sfide digitali - CorCom

L'ANALISI

Data center, per Cio e Cto non sono adatti alle sfide digitali

Per il 30% dei responsabili Ict le attuali strutture non soddisfano appieno le esigenze in tema di sicurezza e ampiezza di banda. I risultati dell’indagine Forbes Insights-Vertiv

24 Feb 2020

D. A.

Solo il 29% dei responsabili decisionali dei data center afferma che le strutture attuali soddisfano le loro esigenze, e appena il 6% sostiene che i data center vengono aggiornati in anticipo rispetto ai loro reali bisogni. Queste sono le principali evidenze che emergono dai risultati del nuovo report di Forbes Insights e Vertiv, “The Modern Data Center: How It is Adapting to New Technologies and Hyperconnectivity”, che esamina i risultati di un’indagine effettuata su 150 persone tra executive e ingegneri dei data center di vari settori in tutto il mondo.

Il punto di vista dei Cio e dei Cto

Più nello specifico, l’indagine sottolinea una mancanza di pianificazione e preparazione per l’odierno ecosistema del data center in evoluzione, con l’inevitabile contrasto rilevato tra executive e ingegneri: l’11% degli executive afferma che i data center vengono aggiornati in anticipo rispetto alle esigenze attuali, mentre solo l’1% degli ingegneri conferma la stessa posizione. Secondo lo studio, inoltre, per il 92% dei Cio e Cto la loro attività imporrà tempi di download e risposta più rapidi nel prossimo futuro. Più della metà del campione (il 63%) afferma di essere sempre in difficoltà nel soddisfare le esigenze di larghezza di banda. Sicurezza (45%) e larghezza di banda (43%) sono in effetti le due aree che presentano maggiori necessità di aggiornamenti. E insieme a backup e preparazione alle emergenze (33%) e capacità di implementare nuove tecnologie (28%) sono le funzionalità più comunemente identificate tra quelle che daranno alle aziende un vantaggio competitivo. Gli intervistati sono infine ottimisti sui data center in grado di configurarsi e ripararsi autonomamente: il 24% ha infatti dichiarato che più della metà dei loro data center sarà in grado di autoconfigurarsi entro il 2025 mentre il 32% ha dichiarato che più della metà dei data center sarà in grado di ripararsi autonomamente.

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“Poiché il data center moderno si evolve per integrare risorse aziendali, cloud e dispositivi edge, sono necessarie una pianificazione approfondita e una previsione dettagliata al fine di soddisfare i requisiti informatici e gli obiettivi di business”, dichiara in una nota Martin Olsen, vice president Global Edge Systems per Vertiv. “È chiaro, tuttavia, che molte organizzazioni sono rimaste indietro su questo fronte, di conseguenza ci aspettiamo investimenti e attività considerevoli tra le aziende che cercano di recuperare il ritardo e di anticipare i cambiamenti”.

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