STRATEGIE

Data Governance Act, l’Europa trova la quadra: via alle nuove norme

Parlamento e Consiglio Ue siglano l’accordo provvisorio sulla legge per lo sharing delle informazioni. Obiettivo la creazione di un ecosistema in grado di spingere servizi e prodotti innovativi nel settore dell’industria, delle Pmi e della PA

01 Dic 2021

L. O.

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Data Governance Act, ci siamo. L’Europa trova un accordo provvisorio sullo sharing di dati e apre la strada alla strategia europea sulla data economy. Obiettivo la creazione di un ambiente affidabile per facilitare l’uso dei dati per la ricerca e la creazione di nuovi servizi e prodotti innovativi.

Cosa prevede l’accordo

I deputati – si legge in una nota dell’Eurocamera – prevedono disposizioni rigorose per garantire un accesso equo e stimolare la condivisione volontaria dei dati per industria, startup, Pmi e Pubblica amministrazione.

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Un’importante “pietra miliare che darà impulso all’economia basata sui dati in Europa negli anni a venire – si legge nel documento –. Abilitando il controllo e creando fiducia, contribuirà a sbloccare il potenziale di grandi quantità di dati generati da aziende e individui”. Un passaggio indispensabile, si l egge ancora “per lo sviluppo di applicazioni di intelligenza artificiale e fondamentale per la competitività globale dell’Ue in questo settore. Le innovazioni basate sui dati ci aiuteranno ad affrontare una serie di sfide sociali e a guidare la crescita economica nel post-Covid”.

“Questo regolamento – dice la vp esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale, Margrethe Vestager -è un primo tassello per stabilire un’economia basata sui dati solida ed equa”.

Quali dati verranno condivisi

La legge sulla governance dei dati creerà un meccanismo per consentire il riutilizzo sicuro di determinate categorie di dati del settore pubblico soggetti ai diritti di altri. In primis segreti commerciali, dati personali e dati protetti da diritti di proprietà intellettuale. Gli enti pubblici che consentono questo tipo di riutilizzo dovranno essere adeguatamente attrezzati, in termini tecnici, per garantire che la privacy e la riservatezza siano pienamente preservate.

Gli eurodeputati hanno spinto a sfruttare al meglio i dati resi disponibili volontariamente per obiettivi di interesse generale, come la ricerca scientifica, la sanità, la lotta ai cambiamenti climatici o il miglioramento della mobilità.

Rafforzato il Data Innovation Board

Il Parlamento ha anche rafforzato il Data Innovation Board, che fornirà consulenze sul tema. Il Consiglio fornirà consulenza alla Commissione sulla sicurezza informatica per lo scambio e l’archiviazione dei dati e spingerà per la standardizzazione internazionale e la portabilità dei dati. Gli enti pubblici dovranno evitare di creare diritti esclusivi per il riutilizzo di determinati dati e gli accordi di esclusiva dovrannoro essere limitati a un periodo di 12 mesi per i nuovi contratti e 2,5 anni per quelli esistenti, per rendere disponibili più dati alle Pmi e alle startup.

La Commissione istituirà un punto di accesso unico europeo con un registro elettronico consultabile dei dati del settore pubblico. Il registro sarà disponibile tramite i punti informativi unici nazionali.

I passaggi successivi

Le nuove regole si applicheranno 15 mesi dopo l’entrata in vigore del regolamento. L’accordo provvisorio raggiunto è soggetto all’approvazione del Consiglio e sarà presentato al Comitato dei Rappresentanti Permanenti del Consiglio (Coreper) per approvazione.

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