LA PIATTAFORMA

Gare e appalti, con il data mining Inps stanerà i furbetti

Il sistema di monitoraggio sfrutterà soluzioni innovative per tracciare l’operato delle aziende, favorendo i comportamenti virtuosi e scoraggiando le pratiche sleali

Pubblicato il 13 Gen 2022

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L’Inps ha presentato una nuova procedura di Monitoraggio Congruità Occupazionale negli Appalti (MoCoa), studiata dall’Istituto con lo scopo di fornire agli operatori economici uno strumento per tracciare l’operato delle aziende negli appalti pubblici e privati, favorire i comportamenti virtuosi e scoraggiare pratiche sleali, che danneggiano i lavoratori e la corretta competitività. Il nuovo dispositivo è stato introdotto ieri, in occasione di un incontro tenuto presso la sede dell’ente di Palazzo Wedekind, a Roma.

Cosa consente di fare la nuova piattaforma

“Il sistema MoCoa”, ha spiegato l’Inps, “attraverso attività di data mining e data crossing tra le informazioni dell’appalto definite dal committente e quelle dichiarate nei flussi Uniemens degli appaltatori e subappaltatori intende rilevare tempestivamente eventuali comportamenti non corretti, con la possibilità di mettere in atto azioni correttive. Gli operatori quindi potranno operare correttamente emarginando le aziende non in linea con la normativa lavoristica e previdenziale”.

Gabriella Di Michele, direttore generale dell’Inps, ha spiegato che la nuova procedura è scaturita dall’idea di far evolvere il Durc e di superarne i limiti. “Grazie all’impegno delle professionalità dell’Istituto, si può parlare oggi di controllo del sistema degli appalti e dei subappalti, secondo il principio di responsabilità solidale, già espresso nella Legge Biagi. Grazie a questo nuovo sistema è già possibile tracciare le aziende e i loro lavoratori, per un maggior controllo sulla contribuzione e retribuzione. Solidarietà, quindi, tra committente, appaltatori e subappaltatori, a garanzia della regolarità del comportamento aziendale. Dall’applicazione di questa procedura, al momento utilizzabile dalle aziende su base volontaria, possono discendere diversi interventi migliorativi in termini di sicurezza sul lavoro, di lotta al lavoro nero, trasparenza degli appalti e tutela dei lavoratori. Ogni stazione appaltante è messa in grado di evitare oneri e sanzioni, cioè di rispondere in solidarietà, quindi ha tutta la convenienza nell’aderire a questa tecnologia”.

La genesi del progetto

Il presidente Pasquale Tridico ha ricordato come questo progetto, iniziato a marzo 2020 su proposta del Direttore generale e con la collaborazione di Confindustria ed Enel, “è una delle innumerevoli innovazioni realizzate dall’Istituto. La piattaforma del MoCoa consente alle aziende volontariamente di aderire e rintracciare le ditte che hanno partecipato e partecipano ai subappalti. Come per tanti altri nostri progetti, si tratta di una implementazione ‘bottom up’, nata dall’ascolto delle esigenze degli attori del mercato nostre controparti, le aziende, ed ha precorso i tempi del legislatore. Vogliamo inoltre spingere”, ha proseguito Tridico, “sulla buona pratica di un codice unico degli appalti, che possa rintracciare le retribuzioni, il fatturato, il volume d’affari anche nei subappalti, ceduti dai diversi committenti della filiera. Questo permetterebbe la verifica della congruità del volume d’affari e delle commesse al fine di contrastare pratiche elusive, che portano a retribuzioni inferiori al dovuto, dumping salariale, evasione fiscale e contributiva. Sono anche queste le innovazioni per migliorare il sistema economico e sociale del Paese”.

Vincenzo Tedesco, Direttore centrale Entrate Inps, ha invece sottolineato l’omportante “l’apporto del mondo imprenditoriale desideroso di avere a disposizione nuovi strumenti di controllo di congruità tra dichiarazioni dei committenti e di appaltatori. Le nuove tecnologie saranno in grado di mettere in moto un sistema virtuoso che gioverà sotto molteplici aspetti”.

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