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STRATEGIE

Data single market, la Ue pronta a stanziare 6 miliardi

Alla vigilia della presentazione del libro bianco sull’AI, la commissaria Vestager delinea il piano d’azione: “Vogliamo creare uno spazio dove i nostri campioni industriali possano condividere i dati e sviluppare servizi e tecnologie 4.0 in grado di competere con Usa e Cina”. Obiettivo: far diventare l’Europa leader

17 Feb 2020

Federica Meta

Giornalista

L’Europa non è più in grado di dare vita a un competitor di Facebook, ma ha una seconda chance di sfidare i giganti della Silicon Valley o di Shenzen grazie a un efficiente utilizzo dei dati prodotti dall’industria e diventare leader nell’AI. Ne è convinta la commissaria Ue, Margrethe Vestager che ha incontrato i giornalisti alla vigilia della presentazione del libro bianco sull’intelligenza artificiale il prossimo 19 febbraio.

La vision della “seconda possibilità” – così la definisce Vestager fa leva sugli investimenti sulla enorme quantità di dati prodotti da campioni industriali europei come  Volkswagen, Engie o Nokia e, soprattutto, su un loro migliore utilizzo rispetto a big di Usa e Cina.

“Uno dei motivi per cui non abbiamo un Facebook o un Tencent – ha spiegato – è che non abbiamo mai dato alle imprese europee un mercato unico completo nel quale espandere le proprie attività –  Dinanzi a questa seconda possibilità, il minimo che possiamo fare è assicurare alle nostre imprese un vero mercato unico dei dati”. Il pilastro del libro bianco sull’AI è proprio la creazione di questo mercato: si tratta di uno spazio – una infrastruttura- dove i big data possono essere condivisi tra aziende, anche di settori diversi, con l’obiettivo anche di migliorare i servizi cloud.  Secondo Politico.eu per realizzare questo grande spazio, la Ue è pronta a mettere sul piatto 6 miliardi di euro on collaborazione con i governi nazionali e le stesse imprese.

“L’Europa vuole diventare il luogo ideale per la produzione e l’utilizzo dati di alta qualità per alimentare l’intelligenza artificiale – ha puntualizzato la commissaria – La necessità di definire una strategia di dati deriva dal fatto che ‘siamo ciò che mangiamo’, anche quando si tratta di dati che alimentano l’intelligenza artificiale: se mangi roba scadente, è probabile che lo sia anche l’algoritmo”. Fare in modo che che le applicazioni di intelligenza artificiale siano facilmente condivisibili consentirà all’Europa di sviluppare il tipo di tecnologia che la aiuterà ad affrontare l’America e la Cina. “Ma il pacchetto sull’AI – ha evidenziato Vestager – che verrà presentato mercoledì farà parte di un piano più ampio (CorCom ha anticipato la bozza ndr) che mira alla realizzazione di un’Europa totalmente digitalizzata”.

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Vestager ha poi sottolineato che l’innovazione non deve andare a scapito dei valori europei bensì a vantaggio dei suoi cittadini e delle sue democrazie. In questo senso ha chiarito che il principio di sovranità tecnologica non va inteso come “protezionismo”. “Essere sovrani significa che puoi fare cose – ha spiegato – Che puoi effettivamente fare ricerca, puoi sviluppare i tuoi progetti e puoi farcela”.

Ma serve anche un cambio culturale. “Per avere successo – ha concluso – l’Europa dovrebbe cambiare la sua immagine: da ‘superpotenza normativa’, esperta a scrivere regole per le tecnologie create da altri Paesi, a motore di innovazione.

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