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IL RAPPORTO

Datagate, Muiznieks: “Stati Uniti cambino rotta o rete a rischio”

Il commissario Ue ai diritti umani: “Pericolo per i diritti, la privacy e la libertà. Il rischio è che il web si frammenti e i dati di ogni Paese transitino solo su infrastrutture locali. L’America si adatti agli standard internazionali sui diritti umani per l’online”

09 Dic 2014

A.S.

“Il mondo digitale ha, per sua stessa natura, un potenziale enorme per indebolire lo stato di diritto, indebolire o distruggere la privacy, limitare la libertà di comunicare e di associarsi”. Lo ha detto Nils Muiznieks (nella foto), commissario Ue per i Diritti umani, presentando il rapporto “Lo stato di diritto su Internet e i diritti digitali”. Uno dei punti principali dell’intervento di Nils Muiznieks è l’appello agli Stati Uniti a cambiare, dopo lo scandalo intercettazioni emerso con il datagate, le proprie politiche online: se non lo faranno, sottolinea il commissario Ue, il rischio è che la rete si frammenti e che ogni singolo Paese trovi il modo perché i propri dati passino soltanto su reti locali.

Un capitolo dello studio di 120 pagine s’intitola “Dati pericolosi”: “Più le persone usano internet e il mondo digitale per comunicare, informarsi, divertirsi o altro – sottolinea Muiznieks – più diventa difficile garantire il loro anonimato e la loro privacy. Più dati lasciamo nel mondo digitale più diventa facile individuarci”. Per questo motivo, secondo il commissario, è fondamentale rafforzare e applicare a pieno la Convenzione sulla protezione dei dati personali elaborata dal Consiglio d’Europa. Un testo internazionale che secondo Muiznieks anche gli Stati Uniti dovrebbero firmare e ratificare, accettandolo come sistema su cui modulare il proprio modo di agire su internet e nel sistema globale di comunicazione. Il pericolo è altrimenti che “la grande rete” scompaia e finisca per frammentarsi in mille tronconi, rischiando “di distruggere l’internet che conosciamo”.

“La nascita di un internet a tronconi sarà difficile da arrestare”, sostiene il commissario, se l’America non si conforma agli standard internazionali dei diritti umani per quanto attiene alle sue attività su internet e rispetto al sistema di comunicazione globale. Quanto all’intelligence, “L’assenza di un chiaro quadro legale che governi le azioni dei servizi segreti e delle agenzie per la sicurezza nazionale – conclude il rapporto – è un’ulteriore minaccia per il rispetto dello stato di diritto sulla rete”.

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