Datagate: spiati anche i siti porno, nel mirino i musulmani - CorCom

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Datagate: spiati anche i siti porno, nel mirino i musulmani

La Nsa puntava a scovare le “debolezze” di leader islamisti radicali per renderli meno autorevoli agli occhi dei fedeli. Turner (Intelligence Usa): “Mezzi leciti per difendere la nazione”

27 Nov 2013

L.M.

La National Security Agency (Nsa) spiava anche i siti porno di alcune persone per verificarne le “debolezze” e per poterne all’occorrenza rovinare la reputazione.

Lo svela un documento fornito dalla talpa del Datagate Edward Snowden all’Huffington Post, in cui si identificano sei obiettivi, tutti musulmani, come “esempi” di persone che hanno “debolezze personali” le quali possono essere utilizzate per minarne la credibilità.

In particolare l’agenzia avrebbe preso di mira sei leader islamisti radicali, nessuno dei quali coinvolto in complotti terroristici. L’obiettivo era scovare i loro “lati deboli” in modo da poter mettere in discussione la serietà della loro fedeltà alla causa jihadista e rendendoli meno autorevoli agli occhi dei fedeli. Tra queste debolezze su cui indagare – oltre all’eventuale appropriazione di fondi raccolti o gli eccessivi guadagni per i discorsi pronunciati nelle moschee – figurava l’eventuale frequentazione di siti porno.

Il documento della Nsa, datato 3 ottobre 2012, cita chiaramente “la visione di materiale online sessualmente esplicito” e “l’uso di linguaggio persuasivo e sessualmente esplicito nel comunicare con giovani e inesperte ragazze”.

Nell’articolo firmato anche da Gleen Greenwald, il primo giornalista che ha pubblicato lo scoop sui documenti di Snowden, i nomi dei sei “spiati” non sono stati volutamente pubblicati. Solo uno di loro risulta essere stato imprigionato in passato per incitazione all’odio religioso.

Il portavoce del direttore del National Intelligence, Shawn Turner, ha dichiarato, interpellato dall’Huffington Post, di non essere sopreso del fatto che il governo degli Stati Uniti “usi tutti gli strumenti legali a nostra disposizione” per bloccare gli sforzi di chi “cerca di mettere in pericolo la nostra nazione ed istigare gli altri alla violenza”

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