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De Giovanni: “Con i pagamenti mobili l’Italia recupererà il gap”

Parla il Business Development and Product Sales di MasterCard: “Le operazioni via smartphone faranno da apripista a tutta una serie di nuovi servizi virtualizzati”

20 Nov 2014

Claudia La Via

Anche in Italia siamo protagonisti di una grande rivoluzione tecnologica “in cui ogni dispositivo mobile potrà diventare uno strumento utile per fare acquisti” dichiara Bruno De Giovanni, a capo della divisione Business Development and Product Sales di MasterCard. MasterCard è convinta che ci saranno ancora moltissimi cambiamenti. “In cinque anni dalla prima contactless sono successe tantissime cose. Persino i Pos si sono smaterializzati, in alcuni casi diventando un’estensione dello smartphone”, dice De Giovanni, secondo il quale gli italiani sono pronti a cogliere il cambiamento. “Siamo solo all’inizio”.
Cosa è cambiato nel panorama dei pagamenti mobili in Italia?
Il nostro Paese segue una tendenza ormai consolidata: gli acquisti si fanno soprattutto in mobilità. Un termine che significa tante cose: dal “classico” e-commerce, fino all’acquisto di un’app sul telefono o l’ultilizzo di servizi come il car sharing senza dover neppure tirare fuori una carta di credito.
Quindi siamo allineati al resto del mondo?
L’Italia non è assolutamente indietro, anche se ancora i pagamenti col cellulare via Nfc hanno bisogno di tempo per prendere piede.
In compenso però siamo il Paese dei telefonini.
Questo non può che essere un elemento importante per la diffusione del mobile payment. Gli italiani hanno grande confidenza con la telefonia mobile: i pagamenti possono diventare parte di un processo che è già in atto.
Nel 2009 MasterCard ha lanciato a Milano la prima sperimentazione con le carte PayPass. Com’è cambiato da allora l’universo delle contactless?
Tantissimo. La curva di crescita sia in termini di carte sia di terminali installati e di transazioni effettuate è esponenziale. Ormai tutte le maggiori banche emettono carte con tecnologia contactless.
E ora qual è il prossimo passo?
Potenziare la rete. Solo per fare un esempio quest’anno anche gli uffici postali hanno aperto ai sistemi di pagamento contactless. A questo si aggiunge il fatto che ormai le banche hanno in agenda la sostituzione progressiva dei vecchi terminali con nuovi modelli dotati di lettore contactless integrato. Tutto il parco dei Pos in Italia dovrà essere sostituito e aggiornato entro la fine del 2016.
Per spingere i pagamenti mobili MasterCard ha messo in campo MasterPass. Come procede?
Siamo molto soddisfatti. Ci sono già sette banche (Bnl, Banca Generali, Findomestic, Bpm, Mps, Ubi Banca e CheBanca!, ndr) che hanno aderito al progetto e più di 4mila esercenti coinvolti. Abbiamo numeri importanti e l’Italia è stato il quinto Paese a lanciare e rendere disponibile il servizio. Ora non resta che far conoscere a tutti il logo MasterPass e le sue funzionalità.
Qual è il valore aggiunto?
Il nostro modello di business è aiutare le aziende a offrire servizi. Forniamo uno standard e una piattaforma che abilita l’interoperabilità e poi ogni banca è libera di applicare metodologie e sistemi di sicurezza personalizzati per il proprio wallet. MasterCard è in prima linea anche con Apple e il suo portafoglio elettronico Apple Pay. Non si tratta della prima partnership con un Ott: abbiamo già da tempo inserito le nostre carte anche sul Google Wallet. Ora però con l’azienda di Cupertino le cose si fanno interessanti.
Perché il sistema di pagamento di Cupertino potrebbe accelerare l’adozione del mobile payment?
Apple da sempre è capace di indirizzare le tendenze e le mode e il fatto che abbia aderito allo standard Nfc e al pagamento attraverso carte smaterializzate sul telefono è una buona notizia per tutti gli attori che, come noi, hanno investito risorse e tempo nei pagamenti di prossimità.
Nel nostro Paese un lavoro importante è stato fatto anche dagli operatori telefonici che sono in prima linea sui pagamenti di prossimità.
Sì, hanno dato vita a una dinamica competitiva che fa bene a tutti. L’importante però è far dialogare tutti gli attori coinvolti per far sì che le soluzioni aderiscano a uno standard in grado di unificare i processi.
Con i pagamenti a portata di mano cosa cambierà davvero?
Il fatto di poter pagare con lo smartphone è solo la premessa di una serie di servizi che faranno la differenza. I portafogli elettronici diventeranno portatori di un’esperienza completa e al loro interno verranno virtualizzati anche molti altri servizi. Su questo terreno si giocherà la partita più importante.

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