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De Laurentiis: “La tv entri nell’Agenda digitale”

Il presidente di Confindustria Radio e Tv: “L’audiovisivo può fornire contributi sul fronte dell’alfabetizzazione IT e per trainare la domanda di banda larga”. E sugli over the top: “Parità di trattamento precondizione per lo sviluppo di un mercato sano”

09 Lug 2015

F.Me.

“La Tv deve essere parte attiva dell’Agenda Digitale, può e deve giocare un ruolo propulsivo, in stretta cooperazione con il Governo”. Ad affermarlo è il presidente di Confindustria Radio e Tv Rodolfo De Laurentiis nel suo intervento all’assemblea dell’associazione. In tema di mercato dell’Ict, De Laurentiis ha spiegato che la parità di trattamento con gli Over the top è precondizione per lo sviluppo di un mercato sano. I contributi che la televisione può fornire all’Agenda Digitale, sul versante della domanda sono in termini di programmi sull’alfabetizzazione digitale nonchè di agevolazione della fruizione dei contenuti che possano alimentare la massa critica necessaria per lo sviluppo della connessione a banda larga e larghissima. “Questo
ichiede però politiche facilitatrici per restituire un vero incentivo ad investire”, osserva De Laurentiis.

E ancora le tv possono contribuire all’alfabetizzazione ”leggera” attraverso le Smart tv per quella parte di popolazione che non si connetterà mai ad Internet via Pc, grazie alla confidenza degli italiani con il telecomando. Sono oltre 4 milioni le tv connettibili nelle abitazioni italiane, di cui circa 50% connesse e le stime dicono che triplicheranno nei prossimi anni.

Sul fronte dell’Agenda digitale inoltre “devono essere corrette urgentemente le asimmetrie del sistema, che attualmente penalizzano gli operatori tradizionali che si muovono all’interno di un quadro vincolistico di norme stratificatosi nel tempo”, spiega il presidente di Confindustria RadioTv. “Gli ambiti di intervento sono noti: tetti alla pubblicità, quote di programmazione e investimento, ‘par condicio’, tutela del diritto di autore sulla rete, allargamento delle tutele dei consumatori ai nuovi operatori; ridefinizione dei mercati secondo un approccio per industria, salvaguardia della pluralità, fiscalità”, spiega.

“Piuttosto che ‘inseguire’ i servizi Ott per sottoporli a queste regole stringenti, è importante ritornare alla radice delle logiche sottese e degli interessi tutelati da questo impianto normativo e valutare rapidamente una deregulation per pervenire a soluzioni flessibili, ma effettivamente uniformi”, conclude De Laurentiis.