Debutto ufficiale per Vicker, la Airbnb del lavoro - CorCom

STARTUP

Debutto ufficiale per Vicker, la Airbnb del lavoro

L’app mobile mette in contatto chi ha bisogno di piccoli servizi quotidiani, come la riparazione di guasti casalinghi, con professionisti e artigiani. Portale già attivo su Roma, con l’obiettivo di estendersi presto in tutta Italia

18 Apr 2016

Andrea Frollà

Un’innovativa app mobile gratuita, per iOs e Android, che mette in comunicazione diretta le necessità quotidiane, in qualsiasi ambito professionale, con un universo di piccoli lavoratori e professionisti autonomi sparsi nel territorio. Si chiama Vicker e promette di fare scompiglio nel mercato della sharing economy italiana. Quella che potrebbe essere definita come una Airbnb del lavoro è il frutto di un’idea nata a Roma nella mente di due giovani imprenditori vicentini, Matteo Cracco e Luca Menti. Una soluzione pensata per facilitare il contatto tra le esigenze dei cittadini e i servizi che possono offrire artigiani e professionisti, con un’app che diventa operativa in questi giorni, dopo alcune settimane di test con ottima accoglienza.

Dalla riparazione di guasti casalinghi alle ripetizioni scolastiche, servizi quotidiani offerti da professionisti ed artigiani capaci di soddisfare le esigenze degli utenti e una connessione facilitata dalla geolocalizzazione. Una delle caratteristiche più interessante riguarda il prezzo che verrà deciso dagli utenti, i quali potranno scegliere il compenso offerto per il servizio consultando anche il profilo, i feedback e il videocurriculum dei lavoratori. L’app è anche in grado di garantire il pagamento in modo sicuro ed immediato: tutto avviene tramite Paypal, che tratterrà i soldi dal conto dell’offerente trasmettendo al lavoratore solo a prestazione effettuata.

Tuttavia, e verrebbe da dire fortunatamente, c’è una cifra minima al di sotto della quale non si potrà scendere per pagare i servizi, in quanto non saranno accettate prestazioni che prevedano un compenso inferiore ai 20 euro. L’app, spiegano i fondatori di Vicker, “mette al centro della sua politica il rispetto e la fiducia per lavoratori ed offerenti”. Inoltre, l’iscrizione al database di Vicker come lavoratore avviene dopo un’accurata registrazione che prevede il controllo dei documenti d’identità ed il codice fiscale, così da concedere una maggiore tranquillità all’offerente. Dopo aver inserito la preferenza per la categoria professionale a loro più vicina, i lavoratori saranno avvisati da un alert costante non appena verrà inserito un annuncio di loro interesse. Dal canto suo, invece, l’offerente dovrà solo pubblicare un annuncio con la propria offerta e riceverà poi le candidature dei lavoratori con cui potrà interagire in modo diretto tramite una chat. Tutto con un occhio attento alla privacy: i profili dei lavoratori, infatti, non saranno visibili a tutti, ma solo agli offerenti presso cui decidono di candidarsi.

Dopo una prima fase di test, in cui il progetto è stato presentato in anteprima al pubblico entusiasta del Romics – grazie ad un divertente costume-iPhone con schermo da 40”, progettato dagli sviluppatori di Vicker e realizzato da artigiani specializzati in scenotecnica cinematografica – ed alla platea internazionale del Wolves Summit di Varsavia (11-13 aprile), la conferenza dedicata al networking fra startup, investitori, corporate manager e imprenditori di tutto il mondo, Vicker partirà dunque da Roma con un obiettivo preciso: estendersi quanto prima su tutto il territorio nazionale.

Argomenti trattati

Approfondimenti

A
Airbnb
D
domanda
L
lavoro
O
offerta
V
vicker