PROVVEDIMENTO IN GAZZETTA

Decreto Energia, per i microchip oltre 4 miliardi. Dalla Bei spinta a Stm

Previsto uno stanziamento di 150 milioni per il 2022 e di 500 milioni all’anno dal 2023 al 2030 per le attività di ricerca e sviluppo e per sostenenere l’industry. Dalla Banca europea degli investimenti prestito di 600 milioni al colosso italo-francese

02 Mar 2022

Antonello Salerno

europa3, chip

Una dotazione complessiva di 4,15 miliardi di euro da qui al 2030, per “promuovere la ricerca, lo sviluppo della tecnologia dei microprocessori e l’investimento in nuove applicazioni industriali di tecnologie innovative, anche tramite la riconversione di siti industriali esistenti e l’insediamento di nuovi stabilimenti nel territorio nazionale”. E’ quanto prevede il decreto Energia, che all’articolo 23 prevede l’iastituzione di un fondo nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico con 150 milioni di euro per il 2022 e 500 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2030.

A definire gli ambiti di applicazione e di intervento della misura, insieme ai criteri e alle modalità di riparto delle risorse, saranno “uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri – recita l’articolo 23 della Gazzetta ufficiale – su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro dell’università e della ricerca e con il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale”, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto.

Ma gli investimenti previsti dal decreto Energia non sono le uniche risorse destinate a sostenere il comparto dei chip e della microelettronica in Italia. E’ proprio delle ultime ore infatti la notizia che la Banca Europea degli investimenti ha accordato un prestito da 600 milioni di euro al colosso italo-francese StMicroelectronics per finanziarne le attività di ricerca e sviluppo  e di pre-industrializzazione nel campo dei semiconduttori, con l’obiettivo di puntare alla sovranità tecnologica europea nel settore.

L’operazione, si legge in una nota, riguarda investimenti in attività di R&S per tecnologie e componenti innovative, così come in linee di produzione pilota per semiconduttori avanzati: investimenti da realizzare negli impianti esistenti della STMicroelectronics in Italia, ad Agrate e Catania, e in Francia, a Crolles.

“Non c’è sovranità politica senza sovranità tecnologica – spiega Bruno Le Maire, ministro francese dell’Economia, delle Finanze e della Ripresa L’Europa deve usare tutti gli strumenti a sua disposizione per investire nelle nuove tecnologie. A questo proposito, la Bei sta svolgendo appieno il suo ruolo concedendo questo prestito di 600 milioni di euro alla STMicroelectronics. Il nostro obiettivo è chiaro: accelerare la produzione di semiconduttori in Francia e in Italia. Padroneggiare questa tecnologia, che è il cuore delle nostre economie, è essenziale per garantire l’indipendenza strategica dell’Unione europea. Questi investimenti contribuiscono più in generale a sostenere un modello di crescita che crea posti di lavoro industriali ad alto valore aggiunto nel nostro paese”.

“Il settore dei semiconduttori è fondamentale nel percorso di transizione digitale delle economie dell’Unione Europea – aggiunge Daniele Franco, ministro italiano dell’Economia e delle Finanze Il sostegno che la Bei fornisce a ST, una delle realtà più avanzate e innovative nel panorama mondiale, rappresenta un passo importante per rafforzare e rendere maggiormente competitiva l’industria europea dei semiconduttori, con importanti ricadute positive sull’occupazione e sulla crescita”.

“Questo nuovo prestito della BEI, con la quale collaboriamo da molti anni, completa i vari strumenti esistenti a sostegno della nostra industria, come gli importanti progetti di interesse comune europeo (Ipcei) e altri che sono attualmente in corso di preparazione da parte della Commissione europea e degli Stati membri – sottolinea Jean-Marc Chéry, presidente e ceo di STMicrolectronics È essenziale lavorare in Europa su tutta la catena del valore: R&S, progettazione e produzione, in collaborazione con i diversi ecosistemi europei. ST contribuirà all’obiettivo del 20% della produzione globale di semiconduttori in Europa entro il 2030 e continuerà a sviluppare e produrre in Europa tecnologie e prodotti innovativi per sostenere la transizione ambientale e la trasformazione digitale di tutte le industrie”.

“I semiconduttori sono i componenti chiave senza i quali nessuna transizione digitale ed ecologica è possibile – commenta Gelsomina Vigliotti, vicepresidente della Bei Grazie al consolidato rapporto tra la Bei e STMicrolectronics, che ha portato a otto operazioni di finanziamento dal 1994 per oltre 3,15 miliardi di euro, la Bei sostiene l’autonomia, la competitività e la sovranità tecnologica dell’Europa”.

Il finanziamento dell’innovazione, un fattore chiave della competitività e della sovranità tecnologica europea, è una priorità della Bei – conclude Ambroise Fayolle, vicepresidente della Bei – Questo prestito di 600 milioni di euro per sostenere lo sforzo di R&S di un leader europeo dei semiconduttori illustra l’impegno dell’Europa in questo settore, che è cruciale per il futuro delle nostre economie e la nostra autonomia strategica”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 3