Def, Fiom contro Renzi: “Grave errore vendita quota St”

Il Documento di economia e finanza prevede la cessione della partecipazione in StMicroelectronics in capo al Mef. La segretaria nazionale, Roberta Turi: “Così si fa solo cassa, ma non si rilancia un settore strategico”

13 Apr 2015

F.Me.

La Fiom all’attacco del governo. I metalmeccanici della Cgil puntano il dito contro il Def che prevede la cessione della partecipazione in StMicroelectronics Holding da parte del ministero dell’Economia, accusando Palazzo Chigi di voler solo fare cassa e non, invece, puntare al rilancio di un settore strategico come la microelettronica.

“Il soggetto che rileverà la partecipazione sarà il Fondo strategico italiano, società non esattamente pubblica, il cui azionista principale è la Cassa depositi e prestiti. Pertanto con questa operazione il Governo sancisce almeno una diluizione del suo pacchetto azionario – spiega Roberta Turi, segretaria nazionale Fiom-Cgil – Questa privatizzazione mascherata viene tra l’altro effettuata senza garanzie di investimenti o di possibili nuove strategie industriali di crescita da parte del nuovo soggetto proprietario”.

Secondo Turi il cambio di proprietà per il governo italiano “serve solo a fare cassa e non a rilanciare un settore strategico come quello della microelettronica tra i più avanzati in Italia, evidenziando ancora una volta il completo disinteresse da parte del’esecutivo riguardo il futuro industriale di StMicroelectronics nel nostro Paese”

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Il tutto si inserisce in uno scenario già negativo per la mancata conferma dei circa 540 milioni di euro previsti entro il 2017 dai piani industriali di StM e per la posizione di completa chiusura rispetto al rinnovo del contratto di secondo livello.

“Serve immediatamente un incontro presso il ministero dello Sviluppo economico per avere garanzie che questo passaggio di quote non metta in discussione gli equilibri tra Italia e Francia, in verità in parte già compromessi dalle evidenti differenze di investimenti effettuati dai due governi, dove la Francia la fa da padrona – conclude Turi – Occorre invece che il nostro Governo sia parte attiva nella costruzione di politiche industriali che rilancino l’investimento tecnologico, anche recuperando gli ingenti finanziamenti che l’Europa ha messo a disposizione per il settore della microelettrocnica”.

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