Depop, piattaforma e-commerce che piace a Rosso e Marzotto - CorCom

INNOVAZIONE

Depop, piattaforma e-commerce che piace a Rosso e Marzotto

Simon Beckermann ha fondato con il fratello la società che permette di aprire un negozio su smartphone e di vendere oggetti esclusivi. Un social eMarket che ha convinto alcuni grandi fondi a investirci 7,4 milioni

16 Ott 2016

Concetta Desando

«Non si fa innovazione inventando qualcosa di nuovo ma lanciando sul mercato qualcosa che faccia apparire come vecchio e superato quello che esiste già. Pensate all’iphone con i telefoni e a quello che sta facendo Tesla nel settore delle automobili». Simon Beckerman ne è convinto: quando ha fondato Depop, piattaforma di e-commerce che consente a chiunque di aprire un negozio personale attraverso lo smartphone comprando e vendendo oggetti esclusivi, c’erano già modelli di ecommerce simili, da eBay a Subito.it. “Io ne ho fatto un social marketplace, grazie al quale utenti e acquirenti posso chattare e vendere i propri oggetti direttamente dall’iPhone, senza bisogno del computer” spiega Beckerman.

Che con questa idea ha chiuso un aumento di capitale da 7,4 milioni di euro sottoscritto dai fondi che hanno già scommesso su alcune delle più riuscite società europee: Balderton Capital (lo stesso fondo che ha investito in Yoox), Holtzbrinck (il primo investitore di Zalando) e Creandum (primo investitore di Spotify), assieme a Red Circle Investments (società finanziaria della famiglia Rosso) e Lumar (società di Luca Marzotto). Ed è con questa idea che Beckerman sogna di fare di Depop il nuovo eBay. Nato a Milano 42 anni fa da mamma italiana e papà inglese, Beckerman prima di vestire i panni da imprenditore, coltiva la passione per il design. Dopo aver frequentato il liceo artistico a Milano, si iscrive alla facoltà di disegno industriale al Politecnico. Terminati gli studi, insieme al fratello minore Daniel, lavora prima in un’agenzia web occupandosi di loghi e siti pe aziende, e poi fonda un free pocket magazine, Pig (People in Groove) che, in breve tempo, si afferma nel panorama editoriale come una delle riviste italiane indipendenti più influenti per la scoperta di giovani talenti emergenti nel campo della moda e della musica mondiale.

Nel 2000, i due fratelli si dedicano a un nuovo progetto imprenditoriale e lanciano Super, un brand per occhiali che conquista presto i personaggi famosi del cinema e dello spettacolo.

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Poi, nel 2011, i Beckerman prendono strade diverse: “Mio fratello ha continuato a gestire il progetto dedicato agli occhiali, mentre io mi sono lanciato in una nuova avventura imprenditoriale. Volevo creare un’app che mi aiutasse a fare ecommerce con gli oggetti presentati sulla rivista Pig”. Beckerman disegna l’app e la chiama Garage: “vista la crisi editoriale, piuttosto che mettere in vendita gli oggetti di una sola rivista, ho pensato che sarebbe stato meglio dare a chiunque la possibilità di mettere in vendita oggetti inutilizzati e lasciati in garage. Come? Con una semplice foto” spiega l’imprenditore. Che capisce fin dall’inizio che questa è un’idea destinata a crescere. Così, quando la fortuna incrocia la sua strada, coglie la palla al balzo. “Un giorno mia madre stava leggendo GQ. C’era un articolo dedicato a Enzo Rosso che aveva appena investito in H-Farm, incubatore per startup digitale. Conosco bene i suoi figli, Stefano e Andrea, inserzionisti del magazine Pig. Li ho chiamati e con loro sono andato per la prima volta a Roncade”.

Nasce così, nell’incubatore veneto, Depop un social eMarket, cioè un social network facile e divertente per comprare e vendere attraverso il telefonino. “Ho cambiato il nome perché Garage era generico, c’erano già altre app che avevano nomi simili. Depop viene da depot, termine francese per indicare un piccolo spazio, un contenitore. Ho sostituito la p con la t per dare una connotazione pop, perché tale vuole essere la startup, cioè alla portata di tutti” spiega Beckerman. Dopo un anno di incubazione in H-Farm, nel 2012 decide di fondare Depop a Londra: “Era la città che stava crescendo di più a livello di startup, dove era facile trovare investimenti e sviluppatori esperti in tutti i campi del mobile”. Nel 2013 Depop riceve un milione di dollari dalla famiglia Rosso e da Luca Marzotto, che ritengono l’app utile e cool. Poi è una continua crescita: “oggi la startup ha tre sedi (a Londra con 55 dipendenti; a Milano dove lavorano due ragazze e a New York, aperta di recente, dove c’è un team di 7 persone); l’app ha 4,7 milioni di utenti, una media di 1,6 milioni di oggetti nuovi caricati al mese nella piattaforma, 500mila oggetti venduti al mese per un controvalore di oltre 5 milioni di euro e una valutazione della società di 38,6 milioni di euro” spiega il founder. “L’ultimo finanziamento da 7 milioni servirà a lanciare il prodotto sul mercato americano”.

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