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L'INTERVISTA

Di Genova: “Consulenza tecnologica chiave di volta per digitalizzare imprese e PA”

L’Enterprise Officer di Fastweb: “I provider devono ampliare le loro competenze. Bisogna affrontare la sfida Pmi. E sul fronte PA è necessario puntare sulle esigenze reali”

12 Lug 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

“È necessario che i provider allarghino le loro competenze e si abituino a fornire anche consulenza tecnologica per supportare le imprese nella dotazione di servizi”: Augusto Di Genova, Enterprise Officer di Fastweb, accende i riflettori sulle “azioni” necessarie per spingere la digitalizzazione delle imprese ma anche della PA italiana. Una sfida che vede in pole position le telco, grazie al mix infrastrutture-servizi.

L’Italia è ancora messa male?

“Non sarei così pessimista. Negli ultimi anni sia le imprese che le PA hanno fatto importanti passi in avanti sia dal punto di vista dell’adozione di infrastruttura a banda ultra larga, presupposto fondamentale per la digitalizzazione del sistema Paese, sia per quanto riguarda l’adozione di servizi digitali. Naturalmente c’è ancora strada da fare e le sfide riguardano tutti. Se lato offerta le competenze dei provider devono dunque ampliarsi sul fronte della domanda è importante che si faccia una sforzo nel superare la naturale diffidenza che si ha nell’abbracciare la digitalizzazione anche quando questo comporta il cambiamento di abitudini e processi interni consolidati”.

Il cloud è considerato da molti il pilastro portante della digitalizzazione, ma bisognerà “convincere” le Pmi.

Avere i servizi in cloud consente alle imprese private e pubbliche di essere operative quando è necessario, in qualunque luogo e attraverso qualsiasi dispositivo. In altre parole, consente di aumentare l’efficienza lungo tutta la catena del valore; dai processi produttivi, fino alla vendita, aiutandole a tenere il passo con la competizione globale. La tecnologia e l’innovazione non sono più un costo aziendale, ma fattori di competitività, ma per convincere le Pmi occorre accompagnarle nel percorso di migrazione verso questi servizi, non lasciandole sole su una strada che richiede competenze talvolta complesse, offrendo un servizio “chiavi in mano”.

Qual è il valore aggiunto che una telco può offrire in termini di offerta?

Quello di poter governare in modalità end-to-end tutto il servizio offerto, dalla connettività all’applicazione residente in cloud fino al pc sulla scrivania dell’utilizzatore finale. In questo modo siamo in grado di garantire ai nostri clienti dei precisi livelli di servizio e di qualità. E poi la convergenza: siamo partiti come un operatore di rete, ma abbiamo capito che per i nostri clienti “business” – imprese e PA – è fondamentale offrire un servizio basato su tre pilastri, cioè connettività ultraveloce, cloud e cybersecurity. Per questo abbiamo investito in Data Center di ultima generazione e in un Security Operation Center attivo 24 ore al giorno per garantire il massimo livello di protezione ai dati delle aziende e delle PA nostre clienti.

Senza banda ultralarga non si potrà andare lontano. Come fare a spingere?

Tutte le aziende, anche quelle più piccole, hanno capito che la digitalizzazione è un elemento fondamentale per lo sviluppo del loro business. Per questo è il momento giusto per supportare l’adoption di connessioni a banda ultralarga, ad esempio con  voucher dedicati in modo specifico alle Pmi: si tratta di aziende spesso lontane dalle aree nere -si pensi ad esempio ad aziende vinicole o a hotel nelle nostre zone turistiche più pregiate -che per avere un collegamento in fibra dovrebbero sostenere investimenti importanti. Un contributo alle spese per portare la fibra fino all’azienda può fare la differenza e accelerare la digitalizzazione di queste realtà produttive. Ma non basta la velocità dell’accesso. La resilienza dei collegamenti, la garanzia di banda, la qualità del servizio, sono elementi altrettanto imprescindibili. In tal senso le reti dei vari carrier non sono tutte uguali. Fastweb, dall’anno della sua fondazione, ha investito oltre 9 miliardi di euro  e investe ogni anno più del 30% de suo fatturato per realizzare una rete in fibra ottica proprietaria utilizzando le tecnologie più innovative. Negli ultimi anni inoltre Fastweb ha messo in campo una strategia di partnership con soggetti nazionali che hanno disponibilità di reti e di relazioni con operatori locali che ci permette di avere la rete più capillare e di maggiore qualità. Il Fixed Wireless Access 5G, che verrà lanciato nel 2020 (la rete nelle prime due città pilota Biella e Bolzano sarà realizzata entro l’estate), ci aiuterà a portare la banda ultra-larga in zone attualmente non coperte, riducendo il digital divide.

Le aziende sono ancora indietro ma bisognerà incidere anche sulla PA a che punto siamo?

Se stiamo parlando di larga banda, la PA italiana ha fatto grossi passi avanti. Grazie alla convenzione SPC le principali pubbliche amministrazioni hanno quasi raddoppiato la banda disponibile. Questo incremento di banda ha consentito sia di sviluppare servizi al cittadino – ad esempio il controllo del territorio attraverso sistemi di videosorveglianza – che  di semplificare molti processi interni della PA, quali la condivisione dei grandi database pubblici  (ad esempio il 730 precompilato). In ultimo, sembrerà banale parlare di fonia nel 2019, ma anche per quanto riguarda questo servizio, la PA ha la possibilità attraverso la convenzione TF5 entrata in vigore l’ottobre scorso di rimodernare tutta l’infrastruttura fonia attraverso soluzioni ToIP che consentirà di rendere più efficiente la comunicazione interna.

Quali sono i servizi più “sfidanti” da mettere in campo per la digitalizzazione della PA?

Quando si parla di servizi per la PA è tutto facile e complicato allo stesso tempo. Il punto fondamentale è soddisfare un’esigenza reale; è su questo che ci piace ragionare con i nostri clienti. Dal punto di vista dei servizi “base” (fonia, dati, cloud, sicurezza), attraverso le convenzioni e gli accordi quadro sottoscritti con Consip, le PA possono acquistare alle migliori condizioni di mercato tutti i servizi che servono per poter proseguire nel processo di digitalizzazione e ammodernamento, e lo stanno facendo. La sfida è fare in modo che tutti questi servizi non siano visti fine a se stessi ma devono essere inseriti in un contesto di servizi evoluti al cittadino e alle imprese. Su questo aspetto nel breve-medio termine i servizi 5G e IoT potranno fare la differenza.

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