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STRATEGIE

Di Maio: “Una Amazon del made in Italy per far crescere le nostre Pmi”

Il ministro delleoSviluppo economico e del Lavoro lancia la proposta di un portale e-commerce multilingua per promuovere i prodotti nazionali. Tecnologia blockchain per combattere la contraffazione

11 Set 2018

F. Me

Un Amazon del Made in Italy che faciliti la vendita dei prodotti italiani e combatta, allo stesso tempo, la contraffazione. È la proposta che arriva dal ministro del Lavoro e Sviluppo economico, Luigi Di Maio, in occasione della riunione odierna della Cabina di Regia per l’Italia internazionale.

“È di vitale importanza per lo sviluppo economico del nostro Paese investire in innovazione e tecnologia – ha sottolineato il ministro – È tempo che l’Italia disponga di un portale di e-commerce multilingua, una sorta di Amazon del Made in Italy, che faciliti la vendita dei prodotti italiani e combatta, allo stesso tempo, la contraffazione”.

Sempre in tema di lotta alla contraffazione e sviluppo tecnologico “stiamo lavorando – ha annunciato – all’utilizzo del Blockchain per la certificazione dei prodotti Made in Italy, investimenti importanti che dobbiamo considerare fondamentali per la nostra strategia promozionale. Le infrastrutture del nostro tempo sono la banda ultra larga e il 5G e devono essere il volano di un nuovo Miracolo Economico”.

“Il nostro obiettivo è di rendere le strategie più efficienti, in modo che gli investimenti in promozione di prodotti Made in Italy abbiano un ritorno sempre maggiore per le imprese – ha chiarito – A tal fine, concentreremo i nostri sforzi per accompagnare le Pmi in un processo di internazionalizzazione stabile e proficuo”.

Anche semplificando la PA. “Bisogna aiutare gli imprenditori in maniera organica, smaltendo la burocrazia che sottrae loro tempo ed energie – ha sottolineato – Il processo di decertificazione è stato avviato e riguarderà anche, tra gli altri, gli incentivi all’internazionalizzazione. Con la banca pubblica degli investimenti, il cui studio è all’attenzione del Governo, sarà finalmente possibile accedere a finanziamenti per investimenti di lungo periodo, come nel caso dell’internazionalizzazione”.

“Il numero di imprese italiane competitive sui mercati internazionali che esportano stabilmente è ancora relativamente basso, anche se il nostro avanzo commerciale è di oltre 47 miliardi di euro. Una particolare attenzione va dedicata al Sud, area del nostro Paese che deve contribuire sempre di più alla crescita economica nazionale – ha concluso – Dobbiamo poi potenziare le azioni che favoriscano l’accesso delle imprese, soprattutto delle Pmi, nei circuiti della grande distribuzione organizzata così da cogliere le opportunità di business offerte dai mercati internazionali e di esplorare i nuovi mercati emergenti”.

Iniziative queste che non sono solo parte di una strategia ma di una missione che è quella di far conoscere il brand italiano nel mondo. “Mi riferisco non solo ai prodotti industriali ma anche alla moda, all’agroalimentare, ai prodotti artigianali, al design e all’industria culturale – ha puntualizzato il ministro –  È una missione nella misura in cui si basa su una concezione di sviluppo e di commercio etico e sostenibile. Non vogliamo, ad esempio, continuare ad esportare armi verso Paesi in guerra o verso altri Paesi che, a loro volta, potrebbero rivenderle a chi è coinvolto in un conflitto bellico”.

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