Digital Markets Act, PromethEus: “Si rischia di far deragliare il treno dell’innovazione su un binario morto” - CorCom

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Digital Markets Act, PromethEus: “Si rischia di far deragliare il treno dell’innovazione su un binario morto”

In un paper realizzato dal network che vede in campo I-Com, il Real Instituto Elcano e Iob, gli effetti derivanti da un eccesso di regolamentazione. Da Empoli: “L’incertezza sui futuri modelli tecnologici e di business è enorme”

18 Giu 2021

Domenico Aliperto

È possibile che il nuovo quadro legislativo europeo, fondato sul Digital Markets Act (Dma), possa rappresentare un ostacolo per lo sviluppo dell’ecosistema digitale? Prevedendo standard molto elevati per le aziende digitali, paradossalmente potrebbe rallentare il processo di digitalizzazione delle aziende tradizionali, e quindi anche la competizione nonché l’innovazione sul mercato. A sollevare la questione è il paper intitolato “Towards a new European digital environment. Preparing for Dsa and Dma revolution” (SCARICA QUI IL DOCUMENTO) realizzato da PromethEus, il network di think tank specializzato sui temi del digitale e costituito da tre centri di ricerca del Sud Europa: l’Istituto per la Competitività (I-Com), il Real Instituto Elcano (Spagna) e Iobe – Foundation for Economic and Industrial Research (Grecia).

I rischi di un eccesso di regolamentazione

Gli ultimi vent’anni sono stati contrassegnati dal crescente successo dei servizi digitali nella maggior parte dei settori dell’economia mondiale, si legge in una nota. Secondo gli analisti di PromethEus, “se questo ha portato alla crescita di giganti del web con importanti quote di mercato, allo stesso tempo non va trascurato che questi ultimi abbiano anche contribuito in modo significativo all’evoluzione dinamica del mondo tecnologico”. Si pensi che solo nel 2019 l’e-commerce ha rappresentato il 20% del fatturato delle aziende europee, trasferitesi sulle piattaforme digitali per raggiungere un maggior numero di clienti a costi inferiori.

“È dunque naturale e perfino necessario rimettere mano in maniera complessiva e sistematica alla regolamentazione digitale, dopo i tanti interventi verticali e più limitati che sono intervenuti nel frattempo”, ha affermato il presidente I-Com Stefano da Empoli, secondo il quale “occorre tuttavia evitare di cadere nell’errore opposto, cioè quello di regolare il digitale come se stessimo parlando di un settore maturo. L’incertezza sui futuri modelli tecnologici e di business è enorme e, qualora non ben dosata, la regolazione potrebbe facilmente far deragliare il treno dell’innovazione o dirottarlo su un binario morto”.

Come il Dma e il Dsa possono limitare la competitività

In questo senso, il paper ha lanciato un avvertimento in merito al rischio che il Dma (e in parte anche il Dsa) possa rappresentare un ostacolo per lo sviluppo dell’ecosistema digitale. Da questo punto di vista, prevedendo standard molto elevati per le aziende digitali, paradossalmente potrebbe rallentare il processo di digitalizzazione delle aziende tradizionali, e quindi anche la competizione nonché l’innovazione sul mercato. Un fattore rilevante se si pensa che, secondo la ricerca, il 99% di tutte le imprese è rappresentato da piccole e medie realtà che grazie al digitale potrebbero sperimentare importanti fenomeni di crescita e ricadute positive.

Nello specifico, gli analisti di PromethEus sostengono che gli articoli 5 e 6 del Digital Markets Act (Dma) potrebbero contribuire a limitare la competizione tra le grandi piattaforme (Gatekeepers), frenando l’innovazione e l’efficienza del mercato. Quanto al Digital Services Act (Dsa) invece, sarà necessario riuscire a trovare il giusto equilibrio tra l’esigenza di garantire il rispetto dei diritti e delle libertà e quella di promuovere l’innovazione e la competizione nel mercato unico digitale europeo tramite l’introduzione di una regolamentazione ad hoc, chiara e trasparente.

Il paper si divide in quattro capitoli: il primo si concentra sui diversi settori del mercato digitale e le loro principali caratteristiche, il secondo sulla diffusione online di contenuti illegali e pericolosi e sui rischi legati alla disinformazione e alla diffusione delle fake news, il terzo sui due interventi normativi del Digital Services Act e del Digital Markets Act volti ad armonizzare la disciplina digitale a livello europeo e, infine, il quarto sull’impatto economico delle due proposte per le piccole e medie imprese, per la concorrenza all’interno del mercato unico e per la competitività e l’innovazione.

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