Digital Services Act, Confindustria digitale: "Criticità tecniche ed economiche" - CorCom

L'AUDIZIONE

Digital Services Act, Confindustria digitale: “Criticità tecniche ed economiche”

Marzia Minozzi, coordinatrice dello steering Committee dell’associazione sul Digital single market parla in Commissione Trasporti e Tlc della Camera: “Armonizzare le funzioni dei coordinator e del comitato europeo”. E sulle sanzioni: “Troppo elevate anche per le multinazionali”

17 Giu 2021

F. Me

Criticità tecniche ed economiche nel Digital Services Act proposto dalla Commissione Ue. È la posizione di Confindustria Digitale. “Segnaliamo una criticità nell’assenza tra i requisiti – che pure vengono previsti per gli ordini delle autorità – di un riferimento ai concetti di proporzionalità e dell’ordine, ma soprattutto della fattibilità tecnica – ha spiegato Marzia Minozzi, coordinatrice dello steering Committee di Confindustria digitale su Digital single market, in commissione Trasporti della Camera – E anche alla sostenibilità economica, che comunque è un altro parametro che la giurisprudenza comunitaria ha riconosciuto nel tempo”. (SCARICA QUI IL TESTO DELL’AUDIZIONE)

La proposta di Digital services act definisce un quadro normativo aggiornato per i servizi digitali. Questo mi sembra già un primo punto importante da sottolineare rispetto al fatto che quindi non è un provvedimento finalizzato al contrasto della circolazione di contenuti”, ha puntualizzato Minozzi.

Per Confindustria Digitale si tratta di una proposta che “agisce in continuità con il quadro normativo precedente ma in evoluzione” perché “effettivamente, il quadro definito nel 2000 a fronte di una serie di principi ben definiti e chiari e che a nostro giudizio devono essere mantenuti deve però “aggiornarsi perché chiaramente nei 20 anni intercorsi l’ambiente digitale è molto cambiato”.

“Sono sorte diverse tipologie di servizio e diverse tipologie di attori – ha spiegato – L’esigenza di adeguamento è condivisa da tutti perché rispetto a tanti fenomeni di cui abbiamo scritto, letto e che sono nell’osservazione di tutti, effettivamente avere dei capisaldi regolamentari garantisce tutti gli attori del sistema”.

Per quanto riguarda la governance, Minozzi ha evidenziato che “gli organismi e le disposizioni relative alla Governance sostanziano funzioni molto rilevanti in capo al digital services coordinator e al comitato europeo per i servizi digitali”. In questo senso emerge “una esigenza di armonizzazione massima nella loro attuazione e di chiarezza sui requisiti e caratteristiche degli organismi e della loro azione, per evitare che si rivelino fattori di frammentazione del mercato unico digitale”.

Infine le sanzioni. “Si rileva che il parametro massimo del 6% del fatturato appare molto elevato e connotato anche da scarsa chiarezza sia sulle tempistiche che sulla base di calcolo nel caso di soggetti multinazionali”, ha concluso.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 3