Mercato unico digitale, la (sofferta) svolta europea - CorCom

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Mercato unico digitale, la (sofferta) svolta europea

Via libera della Commissione Ue a Dsa e Dma. Multe fino al 10% del fatturato mondiale per i gatekeeper che non rispettano le nuove norme e, in caso di recidiva, possibile obbligo di separazione strutturale. Vestager: “Vogliamo garantire agli utenti l’accesso a prodotti e servizi sicuri e alle aziende che operano in Europa di competere liberamente ed equamente online così come offline”

15 Dic 2020

Federica Meta

Giornalista

Via libera della Commissione europea alla proposta di riforma dello spazio digitale del Vecchio Continente. Una proposta sofferta: la presentazione, inizialmente prevista per le 12, poi per le 15 e poi per le 16, è avvenuta poi poco prima delle 17 a causa di pareri divergenti sulle nuove regole. Anche se in conferenza stampa la vicepresidente Vestager ha tenuto a sottolineare che alla fine la quarda è stata trovata.

“La riunione del Collegio è stata ottima – ha detto Vestager – Abbiamo discusso di molti punti e sono delusa per non aver avuto abbastanza tempo di discutere del Digital service act e del Digital market act. Confermo che abbiamo avuto delle discussioni, io e il commissario Thierry Breton siamo due persone diverse, ma è proprio questo che porta a proposte solide”.

Il pacchetto consta di due proposte, il Digital Services Act (Dsa) e il Digital Market Act (Dma).

Le nuove norme puntano a proteggere in modo più efficace i consumatori e i loro diritti fondamentali online e renderanno i mercati digitali più equi e più aperti per tutti. Un corpus normativo per tutto il mercato unico promuoverà l’innovazione, la crescita e la competitività e fornirà agli utenti servizi online nuovi, migliori e affidabili. Sosterrà inoltre l’espansione delle piattaforme più piccole, delle piccole e medie imprese e delle start-up, fornendo loro un facile accesso a clienti in tutto il mercato unico, riducendo nel contempo i costi di conformità. Le nuove norme vieteranno anche l’imposizione di condizioni inique da parte delle piattaforme online che fungono, o si prevede fungeranno, da controllori dell’accesso al mercato unico. Le due proposte sono al centro dell’ambizioso obiettivo della Commissione di fare di questo decennio il “decennio digitale” dell’Europa.

“Le due proposte perseguono un unico obiettivo: garantire a noi, in quanto utenti, l’accesso a un’ampia gamma di prodotti e servizi sicuri online e alle aziende che operano in Europa di competere liberamente ed equamente online così come offline. Si tratta di un unico mondo – spiega Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale – Dovremmo potere fare acquisti in modo sicuro e poterci fidare delle notizie che leggiamo, in quanto ciò che è illegale offline è altrettanto illegale online.”

“Molte piattaforme online occupano ormai un posto centrale nella vita dei nostri cittadini e delle nostre aziende, e persino nella nostra società e nella nostra democrazia in generale – sottolinea il commissario per il Mercato interno, Thierry Breton –  Con le proposte odierne stiamo organizzando il nostro spazio digitale per i prossimi decenni. Tramite norme armonizzate, obblighi ex ante, una migliore sorveglianza, un’applicazione rapida e sanzioni dissuasive provvederemo a garantire sicurezza, fiducia, innovazione e opportunità commerciali a chiunque in Europa offra e utilizzi servizi digitali.”

Digital Services Act

Il panorama dei servizi digitali è oggi notevolmente diverso rispetto a quello di 20 anni fa, quando è stata adottata la direttiva sul commercio elettronico. Gli intermediari online sono diventati attori di vitale importanza per la trasformazione digitale. Le piattaforme online, in particolare, hanno creato vantaggi significativi per i consumatori e per l’innovazione, hanno agevolato gli scambi transfrontalieri all’interno e all’esterno dell’Unione e hanno aperto nuove prospettive a un’ampia gamma di aziende e di operatori commerciali europei. Allo stesso tempo, possono essere utilizzate come mezzo per la diffusione di contenuti illegali o per la vendita online di beni o servizi illegali. Alcuni grandi operatori sono diventati spazi quasi pubblici per la condivisione di informazioni e per il commercio online e hanno assunto una natura sistemica, il che comporta rischi particolari per i diritti degli utenti, i flussi di informazioni e la partecipazione del pubblico.

In virtù della legge sui servizi digitali, obblighi vincolanti a livello dell’UE si applicheranno a tutti i servizi digitali che collegano i consumatori a beni, servizi o contenuti e saranno previste nuove procedure per una più rapida rimozione dei contenuti illegali e una protezione globale dei diritti fondamentali degli utenti online. Il nuovo quadro riequilibrerà i diritti e le responsabilità degli utenti, delle piattaforme di intermediazione e delle autorità pubbliche e si baserà sui valori europei, compresi il rispetto dei diritti umani, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza e lo Stato di diritto. La proposta integra il piano d’azione per la democrazia europea volto a rendere le democrazie più resilienti.

Concretamente, la legge sui mercati digitali introdurrà una serie di nuovi obblighi armonizzati per i servizi digitali a livello dell’UE, attentamente calibrati in funzione delle dimensioni di tali servizi e del loro impatto, quali:

  • norme per la rimozione di beni, servizi o contenuti illegali online;
  • garanzie per gli utenti i cui contenuti sono stati erroneamente cancellati dalle piattaforme;
  • nuovi obblighi per le piattaforme di grandi dimensioni di adottare misure basate sul rischio al fine di prevenire abusi dei loro sistemi;
  • misure di trasparenza di ampia portata, anche per quanto riguarda la pubblicità online e gli algoritmi utilizzati per consigliare contenuti agli utenti;
  • nuovi poteri per verificare il funzionamento delle piattaforme, anche agevolando l’accesso dei ricercatori a dati chiave delle piattaforme;
  • nuove norme sulla tracciabilità degli utenti commerciali nei mercati online, per contribuire a rintracciare i venditori di beni o servizi illegali;
  • un processo di cooperazione innovativo tra le autorità pubbliche per garantire un’applicazione efficace in tutto il mercato unico.
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Le piattaforme che raggiungono più del 10% della popolazione dell’Ue (45 milioni di utenti) sono considerate di natura sistemica e sono soggette non solo a obblighi specifici di controllo dei propri rischi ma anche all’introduzione di una nuova struttura di sorveglianza. All’interno di questo nuovo quadro in materia di responsabilità si inserirà l’attività di un consiglio dei coordinatori nazionali dei servizi digitali, e la Commissione sarà dotata di poteri speciali per quanto riguarda la supervisione delle piattaforme molto grandi, anche con la possibilità di sanzionarle direttamente.

Digital Market Act

“La legge sui mercati digitali affronta le conseguenze negative derivanti da determinati comportamenti delle piattaforme che hanno assunto il ruolo di controllori dell’accesso al mercato digitale – spiega una nota della Commissione – Si tratta di piattaforme che hanno un impatto significativo sul mercato interno, fungono da importante punto di accesso attraverso il quale gli utenti commerciali raggiungono i consumatori e godono, o potranno presumibilmente godere, di una posizione consolidata e duratura, che può conferire loro il potere di agire come legislatori privati e di costituire una strozzatura tra le aziende e i consumatori”. Talvolta queste imprese hanno il controllo su interi ecosistemi di piattaforme e, qualora un controllore dell’accesso ponga in essere pratiche commerciali sleali, servizi preziosi e innovativi dei suoi utenti e concorrenti commerciali potrebbero non giungere al consumatore o il processo di accesso potrebbe essere rallentato. Questo si verifica ad esempio quando queste pratiche comportano l’uso sleale dei dati delle aziende attive su tali piattaforme o determinano situazioni in cui gli utenti sono vincolati a un determinato servizio e hanno poche possibilità di sceglierne un altro.

La legge sui mercati digitali si basa sul regolamento sulle relazioni piattaforme/imprese, sui risultati dell’osservatorio dell’economia delle piattaforme online e sulla vasta esperienza maturata dalla Commissione in materia di mercati online tramite l’applicazione del diritto della concorrenza. In particolare stabilisce norme armonizzate definendo e vietando le pratiche sleali messe in atto dai controllori dell’accesso e prevedendo un meccanismo di applicazione basato su indagini di mercato. Lo stesso meccanismo garantirà l’aggiornamento degli obblighi stabiliti nel regolamento in funzione della realtà digitale in costante evoluzione.

Concretamente, la legge sui mercati digitali:

  • si applicherà solo ai principali fornitori dei servizi di piattaforme di base più inclini a ricorrere a pratiche sleali, come i motori di ricerca, i social network o i servizi di intermediazione online, che soddisfano i criteri legislativi oggettivi per essere designati come controllori dell’accesso;
  • fisserà soglie quantitative come base per individuare controllori dell’accesso presunti. La Commissione avrà inoltre la facoltà di designare imprese che fungano da controllori dell’accesso, a seguito di un’indagine di mercato;
  • vieterà una serie di pratiche chiaramente sleali, come impedire agli utenti di disinstallare software o applicazioni preinstallati;
  • imporrà ai controllori dell’accesso di predisporre in modo proattivo determinate misure, ad esempio misure mirate che consentano al software di terzi di funzionare correttamente e di interoperare con i loro servizi;
  • prevederà sanzioni in caso di inadempienza, che potrebbero comprendere ammende fino al 10% del fatturato mondiale del controllore dell’accesso, al fine di garantire l’efficacia delle nuove norme. In caso di recidiva, queste sanzioni possono prevedere anche l’obbligo di adottare misure strutturali, fino all’eventuale cessione di determinate attività nei casi in cui non siano disponibili altre misure alternative altrettanto efficaci per garantire il rispetto delle norme;
  • consentirà alla Commissione di svolgere indagini di mercato mirate per valutare se a tali norme debbano essere aggiunte nuove pratiche e nuovi servizi dei controllori dell’accesso al fine di garantire che le nuove norme relative ai controllori dell’accesso tengano il passo con la rapida evoluzione dei mercati digitali.

Il Parlamento europeo e gli Stati membri discuteranno le proposte della Commissione nell’ambito della procedura legislativa ordinaria. In caso di adozione, il testo definitivo sarà direttamente applicabile in tutta l’Unione europea.

Il commento di Etno

Etno accoglie con favore “la posizione della Commissione secondo cui alcuni player hanno una maggiore responsabilità nel mantenere i servizi digitali liberi da materiale illegale e garantire che lo Stato di diritto sia rispettato online con lo stesso rigore in cui è rispettato offline”. Per l’associazione delle telco europee è possibile raggiungere questo obiettivo “rispettando le libertà di Internet e proteggendo i principi di base sanciti dalla direttiva sul commercio elettronico”.

Per quanto riguarda il Dma, Etno condivide le preoccupazioni della Commissione circa i comportamenti anticoncorrenziali di alcuni grandi player che agiscono come gatekeeper. “Attendiamo con impazienza che la Dma proponga un audace quadro normativo ex ante per i mercati digitali, insieme a una revisione degli strumenti della politica di concorrenza per affrontare le dinamiche in evoluzione dell’economia digitale”, sottolinea l’associazione.

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