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Digital transformation, balzo della spesa mondiale: +17,6% in un anno

Le stime di Idc: giro d’affari da 1,8 trilioni di dollari entro fine anno e per il quinquennio 2022-2026 previsto un Cagr del 16,6%. Sempre più aziende votate al digital-first per migliorare l’efficienza operativa e anche la customer experience

13 Mag 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

La spesa globale per la trasformazione digitale del business raggiungerà gli 1,8 trilioni di dollari entro fine anno, un aumento del 17,6% sul 2021. È quanto emerge dalle stime aggiornate di Idc secondo cui il ritmo di crescita resterà sostenuto nel periodo 2022-2026 con un Cagr (tasso di crescita annuale composto) del 16,6%.

Digital-first, priorità numero uno

“Prevediamo una forte crescita degli investimenti in digital transformation dopo il lieve rallentamento durante il periodo della pandemia”, spiega Craig Simpson, senior research manager, Customer Insights & Analysis di Idc. “Le organizzazioni accelerano il perseguimento di una strategia digital-first e stanno incanalando gli investimenti sia nelle operazioni interne sia nel coinvolgimento esterno. Gli investimenti nelle operazioni interne sono in gran parte focalizzati sul miglioramento dell’efficienza e della resilienza e la trasformazione dell’esperienza del cliente è diventata una priorità per molte aziende”.

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Ecco dove si stanno concentrando gli investimenti

Gli investimenti operativi spiccano tra le 51 priorità strategiche incluse nella DX Spending Guide. Le priorità che vedranno il maggiore investimento quest’anno sono Back Office Support and Infrastructure, Smart Manufacturing e Digital Supply Chain Optimization. Queste tre aree di investimento rappresenteranno complessivamente più di 620 miliardi di dollari di spesa. Fra le altre priorità 2022 Connected Assets, Facility Management, and Operationalizing Data and Information. Gli investimenti nella Customer experience, come Omni-Experience Engagement e Omni-Channel Commerce, rappresenteranno oltre 300 miliardi di spesa quest’anno. Le priorità strategiche che sperimenteranno la crescita della spesa più rapida nel corso delle previsioni quinquennali includono priorità come Frictionless Insurance (27,4% Cagr) e Legale (27% Cagr), nonché priorità operative come Enterprise and Resource Management (26% Cagr).

Il settore dei servizi finanziari in pole

Riguardo ai segmenti di attività sono quelle legate al manufacturing e ai processi a rappresentare quasi il 30% della spesa mondiale, seguite dai servizi professionali e retail. Per i servizi pubblici e il banking la spesa quantificata è di 100 milioni quest’anno. Sarà il settore dei servizi finanziari a spingere maggiormente la crescita della spesa nel quinquennio 2022-2026 con un Cagr quinquennale che potrebbe superare il 19%.

Gli Usa top spender

Gli Stati Uniti sono in vetta alla classifica degli spender nel 2022, rappresentando quasi il 35% del totale mondiale. L’Europa occidentale al secondo posto seguita da vicino dalla Cina. La Cina registrerà la crescita più forte con un Cagr quinquennale del 18,5%. L’America Latina sarà la regione con la seconda crescita più rapida con un Cagr del 18,2%.

La guerra in Ucraina impatterà nell’area dell’Europa centrale

La spesa per la trasformazione digitale in Emea ammonterà a quasi 469 miliardi di dollari nel 2022, con un aumento del 16,7% rispetto al 2021″, sottolinea Angela Vacca, Senior Research Manager, European Industry Solutions, Customer Insights & Analisi. “La crescita maggiore si verificherà nei settori finanziario e manifatturiero, dove i casi d’uso relativi ai Big Data e all’intelligenza artificiale domineranno nelle istituzioni finanziarie e i casi d’uso relativi all‘IoT e alla robotica cresceranno in modo molto dinamico tra le aziende manifatturiere. Nell’Europa centrale e orientale, la guerra in Ucraina ritarderà gli investimenti per l’anno in corso con un impatto su molti settori, in particolare l’industria delle risorse. Le interruzioni della catena di approvvigionamento avranno un impatto anche su alcuni segmenti di produzione e distribuzione mentre l’interruzione delle catene di approvvigionamento di rete e IT contribuirà al rinvio di alcuni progetti nel settore delle telecomunicazioni”.

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