I REPORT

Digital transformation e AI: aziende focalizzate sulla gestione dei dati

Secondo una ricerca realizzata da Ibm la tecnologia è vista come un importante abilitatore di efficienze e competitività. Un altro studio Salesforce evidenzia che per l’86% dei responsabili IT italiani il data management è diventato centrale per trarre il massimo dei benefici dalla tecnologia

Pubblicato il 23 Nov 2023

Domenico Aliperto

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Nel corso del 2023 si è registrata una notevole crescita nella diffusione dell’AI generativa. La sempre maggiore adozione e affermazione di questa tecnologia nel mercato ha stimolato l’azione dei leader più lungimiranti e intenzionati a ricoprire un ruolo determinante nella trasformazione in atto. A dirlo è Ibm, che ha presentato il nuovo report “Leadership in the Age of AI“, realizzato sulla base di un sondaggio che ha coinvolto più di 1.600 senior leader e dirigenti C-level, nel Regno Unito e in Francia, Spagna, Germania, Italia e Svezia.

Cosa è emerso dal report Ibm

Secondo l’indagine, il 2024 sarà con tutta probabilità un anno di grandi cambiamenti, in cui un numero considerevole di aziende seguirà questo trend spinte anche da un crescente senso di responsabilità dei dirigenti nel prendere le decisioni più efficaci. Il 96% degli intervistati italiani, in linea con quelli degli altri Paesi coinvolti, ha dichiarato di aver adottato, o che adotterà, l’AI generativa e che è attivamente impegnato nella creazione di nuovi framework etici e di governance all’interno della propria organizzazione.

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I leader aziendali intervistati hanno affermato che le tre maggiori fonti di pressione per l’adozione dell’AI generativa provengono da dipendenti, membri del consiglio di amministrazione e investitori. In Italia, gli investitori e i partner sono i principali attori che ne spingono l’adozione, vista l’attenzione che le imprese stanno dimostrando nel nostro Paese a rilanciare la competitività e aumentare le quote di mercato.

Ciò deriva principalmente dal desiderio di modernizzare e migliorare l’efficienza operativa (48% a livello italiano, 45% negli altri Paesi), utilizzando l’AI per automatizzare i processi di routine e liberare il capitale umano a favore di attività di maggior valore, contribuendo a promuovere l’innovazione. A ciò segue il potenziale della tecnologia di migliorare l’esperienza del cliente (45% per i leader italiani, 43% per quelli dei restanti Paesi) e aumentare i risultati di vendita (38% per tutti i Paesi coinvolti).

Nel rispondere relativamente all’agenda del consiglio di amministrazione in materia di AI, i dirigenti italiani sono stati praticamente unanimi (97%) nel riconoscere il potenziale dell’AI generativa per migliorare la capacità decisionale (contro il 95% della media registrata negli altri Paesi). Qui, gli intervistati italiani si posizionano tra i più positivi in Europa, vedendo l’AI come uno strumento fondamentale per aiutarli a prendere le decisioni corrette in un contesto di business sempre più incerto.

La sicurezza dei dati e la privacy dovrebbero essere una priorità assoluta, ed è importante che i leader comprendano il ruolo positivo che l’AI, se correttamente integrata, può svolgere nell’ambito della sicurezza. Il report Ibm “Cost of Data Breach” del 2023 ha evidenziato che l’utilizzo dell’AI per la sicurezza può avere un impatto significativo nella riduzione dei cicli di violazione – un fattore importante da prendere in considerazione nella valutazione di quali debbano essere le aree prioritarie in cui integrare l’AI.

Il fatto che i dirigenti italiani comprendano il valore della posta in palio e non sottovalutino questa responsabilità è molto positivo. Quasi tutti (96%) gli intervistati che hanno adottato o prevedono di adottare soluzioni di AI generativa hanno affermato che stanno facendo progressi concreti sulla governance. Tra le azioni principali hanno incluso lo sviluppo di un comitato etico dedicato, di un framework di governance e di valutazioni d’impatto.

Con riferimento ai dati italiani, Stefano Rebattoni, amministratore delegato Ibm Italia, ha dichiarato: “Questa ricerca mostra che vi è la percezione di un reale senso di opportunità nei board delle aziende europee. Si tratta di una percezione particolarmente forte in Italia, dove la maggior parte delle imprese è già pronta a cogliere le opportunità offerte dall’AI per raggiungere nuovi traguardi di crescita. In particolare, ora che l’AI generativa, basata su Foundation Model, rende più veloce e semplice l’adozione dell’intelligenza artificiale da parte delle aziende, anche di piccole e medie dimensioni finora frenate dagli alti livelli di costo e competenze necessarie. Vedere l’AI generativa in cima alle priorità dei ceo italiani per il 2024 non rappresenta una sorpresa”.

In Italia il focus è sulla gestione dei dati

D’altra parte, i rapidi progressi nell’intelligenza artificiale stanno intensificando la domanda di dati affidabili e sicuri. Tuttavia il 62% dei responsabili IT delle aziende italiane afferma di avere ancora difficoltà a definire le priorità aziendali attraverso l’analisi dei propri dati. È quanto viene evidenziato da un altro report “State of Data & Analytics“, realizzato da Salesforce.

L’86% dei responsabili IT italiani afferma che i progressi dell’intelligenza artificiale rendono la gestione dei dati una priorità assoluta. Tuttavia, tali progressi sono rapidi e le aziende sono ansiose di trarre profitto dall’evoluzione, come l’intelligenza artificiale generativa. Il 63% dei leader aziendali in Italia è preoccupato di perdere i suoi vantaggi e questo esercita pressione sui team di gestione dei dati affinché riescano a fornire agli algoritmi dati di alta qualità.

Il percorso delle aziende verso un utilizzo ottimale dei dati è tortuoso: solo il 36% dei leader ha infatti piena fiducia nell’accuratezza dei propri dati. I principali ostacoli allo sviluppo potenziale dei dati sono le minacce alla sicurezza e la mancanza di fiducia.

Le aziende sfruttano la cultura e la governance dei dati per raggiungere i propri obiettivi. L’85% dei leader italiani nel settore dell’IT utilizza la governance dei dati per garantire e certificarne la qualità e il 78% dichiara che investirà di più nella formazione sui dati nel prossimo anno per rafforzare la cultura interna.

“La sicurezza e l’affidabilità dei dati sono da tempo elementi importanti per il successo delle iniziative aziendali. Ma le continue evoluzioni nel campo dell’intelligenza artificiale hanno reso questi elementi assolutamente fondamentali”, commenta Stefano Maio, Regional vp Sales Italy & Country Leader di Tableau per l’Italia. “La rivoluzione dell’AI è in realtà una rivoluzione dei dati, e la strategia AI di un’azienda deve essere forte quanto quella sui dati, tenendo sempre la fiducia come perno essenziale attorno a cui ruota tutto”.

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