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L'INTERVISTA

Digital transformation, Grossi (Adelante): “Scommettiamo sulle Pmi”

Il direttore generale della holding appena entrata nel programma Elite di Borsa Italiana: “Sosteniamo le medie imprese nella transizione offrendo prodotti e assistenza su misura. Miriamo a raddoppiare gli utili da qui al 2020”

17 Nov 2017

Antonello Salerno

La trasformazione digitale può essere un driver di sviluppo importante per la crescita di un nuovo settore produttivo, quello delle società che affiancano e accompagnano passo dopo passo, con servizi e soluzioni tailor made, la transizione delle medie imprese italiane verso percorsi innovativi che le rendono più competitive sul mercato. E’ il caso di Adelante, holding che racchiude in sé più aziende specializzate in settori verticali come – per citarne alcuni – cloud computing, software custom, Bpo, Business Intelligence e Unified communication and collaboration. Ad Adelante fanno capo al momento In20 (managed service provider con esperienza nel campo della system integration), Commit Software (sviluppatori che si dedicano all’ingegneria del software) e Ictw Shpk (business process outsourcing e assistenza tecnica custom Fit). Adelante è tra le ultime new entry del programma Elite di Borsa Italiana, nato per accompagnare nella crescita le realtà più promettenti e innovative del panorama nazionale. A parlare in un’intervista a CorCom del percorso fatto finora e delle prospettive di Adelante è il direttore generale della holding, Chiara Grossi, che ricopre anche la carica di direttore operativo di In20.

Grossi, quali benefici vi aspettate dal vostro ingresso nel programma Elite?

Siamo molto orgogliosi di essere entrati a farne parte: siamo un’azienda di dimensioni ancora piccole, con un fatturato di sei milioni e mezzo di euro e un utile netto di quasi 600mila euro, ma abbiamo grandi ambizioni. Il piano industriale che ci traghetterà fino al 2020 ci dà obiettivi sfidanti, come quello di raddoppiare gli utili e ottenere risultati importanti di fatturato. Siamo reduci da alcune piccole acquisizioni, che hanno avuto lo scopo di portare la nostra presenza in aree geografiche dove siamo presenti da poco, come nel caso della nuova sede di Milano. In prospettiva, l’obiettivo è di ottenere risultati anche migliori da quelli fissati dal piano industriale, con un sogno di medio periodo, da posizionare in ogni caso dopo il 2020: quello di arrivare a una quotazione sul mercato Aim.

I numeri che state registrando sono la prova del fatto che anche le Pmi italiane si stanno velocemente indirizzando sulla via della digital transformation?

Direi di sì, e direi che in questo contesto si sta dimostrando adeguata la formula organizzativa che abbiamo scelto per il nostro gruppo, con aziende che nascono da basi diverse e si indirizzano ai temi verticali della trasformazione digitale. Ognuna ha ottenuto negli anni esperienze specifiche, e le mette a fattor comune per riuscire ad affrontare anche i problemi più complessi. Ci incoraggia il fatto che il mercato c’è, come confermano i numeri anno su anno: sono la prova degli investimenti crescenti in tutti i campi della digital transformation, un settore ampio e sempre più popolato di imprese che cercano nuovi spazi di mercato e nuovi vantaggi di competitività

Una fetta importante della vostra offerta è basata sul Cloud. C’è ancora diffidenza verso queste soluzioni?

Abbiamo iniziato sul cloud quando questa scelta ci costringeva a predicare nel deserto, e nei nostri interlocutori registravamo grande diffidenza. Ma ora l’atteggiamento dei clienti è cambiato radicalmente. Prima si volevano conoscere i dettagli tecnici dei data center, mentre oggi si parte dalle condizioni di servizio. Il tema è diventato la fiducia: i clienti voglio essere sicuri di cosa possono ottenere, e di poter ricevere l’assistenza ideale per le loro esigenze.

Qual è il valore aggiunto della vostra offerta rispetto a quella dei giganti del settore?

Stiamo facendo un investimento complessivo importate, dialoghiamo con diverse aziende con l’obiettivo di allargare ulteriormente la nostra offerta e migliorare quella già in essere. Tra i nostri clienti abbiamo alcune multinazionali, ma lavoriamo molto sulla media impresa, con società che magari non sono note a livello di brand, focalizzate sul B2b, ma che nel loro campo sono eccellenze e hanno bisogno di risposte, servizi e soluzioni il più possibile su misura. Questo è il nostro valore aggiunto, riusciamo a essere competitivi nel campo del rapporto tra costo e personalizzazione del servizio e dell’assistenza. Tra i nostri clienti, ad esempio, ci sono startup dove c’è un grande bisogno di assistenza e collaborazione man mano che proseguono nel loro cammino di crescita: difficilmente potrebbero chiedere o ottenere dai “giganti” il tipo di servizio di cui hanno bisogno.

Rimane la questione sicurezza: è ancora un freno per gli investimenti delle medie imprese nel digitale o nel cloud?

La sicurezza è uno dei temi del momento. Noi siamo nati con un approccio molto orientato “by design” a questi aspetti. Alla crescita di questa consapevolezza è intervenuto anche il Gdpr, che sarà in vigore da maggio: se da una parte è un modo per proteggere utenti e cittadini, al tempo stesso impone delle regole alle aziende: per essere compliant con le nuove norme si iniziano a stanziare fatte più importanti di budget rispetto a quanto accadeva in passato. Proprio sul Gdpr abbiamo creato un’offerta ad hoc, in collaborazione con una società di esperti nel settore legale.

A fine mese si terrà Wishes, la seconda edizione del vostro evento annuale. Di cosa parlerete?

Sempre sotto all’ombrello complessivo della digital transformation, il fil rouge dello scorso anno era stato la crescita, mentre quello di quest’anno sarà la complessità: a questo tema saranno dedicati i principali keynote speech. E’ un tema che abbiamo individuato proprio attraverso il dialogo e il confronto con i nostri partner e i nostri clienti. Per ospitare l’evento abbiamo scelto un luogo simbolo di Firenze, il cinema Odeon. Sarà un’occasione per incontrare e confrontarci sui risultati ottenuti finora e sulle opportunità e le sfide del futuro, oltre che per scambiarci gli auguri di Natale.

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