LA SFIDA

Digitale, in Europa potenziale “inespresso” per 2,8 trilioni di euro

Uno studio commissionato da Aws a Public First simula lo scenario al 2030 considerando un’accelerazione sulla roadmap che potrebbe generare un extra valore. Ma avverte: la Ue rischia di non raggiungere gli obiettivi del piano “Path to the Digital Decade” prima del 2040

16 Giu 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

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L’Europa deve accelerare sulla digital transformation pena il mancato raggiungimento degli obiettivi al 2030 del “Path to the Digital Decade” – il piano che punta all’80% della popolazione dotata di competenze digitali di base, connettività 5G ovunque e a 1 Gigabit per tutti, il 100% dei servizi pubblici di base online e il 75% delle aziende cloud-based – con uno slittamento di ben 10 anni ossia non prima del 2040.

Non solo: c’è un potenziale “nascosto” che vale 2,8 trilioni di euro aggiuntivi di qui al 2030 ma se non si darà una spinta consistente alla digitalizzazione non sarà possibile beneficiarne. Queste le due allarmanti conclusioni a cui giunge il report “Unlocking Europe’s Digital Potential” commissionato da Aws a Public First.

2,8 trilioni di extra valore

Secondo il rapporto di Public First si potrebbero sbloccare oltre 2,8 trilioni di euro di valore aggiunto lordo (Gva), cifra che equivale a quasi il 21% del valore attuale dell’economia Ue. E lo studio evidenzia che il 55% del Gva stimato dipende dal cloud computing. I potenziali 2,8 trilioni di euro comprendono 1,3 trilioni di euro che l’Ue è già sulla buona strada per raggiungere più altri 1,5 trilioni di euro se si accelerasse sull’execution. Ma se si procederà al ralenti l’Ue raggiungerà solo il 45% del potenziale Gva del decennio digitale e al ritmo attuale il raggiungimento dell’obiettivo della Digital Europe non potrà essere messo a seno prima del 2040, 10 anni in più rispetto alla “deadline” 2030.

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Per sbloccare questo valore è necessario che i settori pubblico e privato uniscano le forze per accelerare l’adozione e l’adozione di competenze e tecnologie digitali. “L’UE sta facendo buoni progressi verso alcuni dei suoi obiettivi del decennio digitale. Ad esempio, è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di raddoppiare il numero di “unicorni”, startup che valgono oltre 1 miliardo di dollari, entro il 2030. L’UE sta anche facendo progressi verso la digitalizzazione del 100% dei servizi pubblici di base ed è probabile che raggiunga l’obiettivo 1 Gigabit per tutti e il full 5G”, si legge nel report.

Accelerare la trasformazione digitale

Nel 2021, l’UE aveva oltre 200 unicorni, il doppio rispetto al 2017, e il numero è sulla buona strada per raddoppiare di nuovo entro il 2030. Tuttavia, molte aziende europee non hanno ancora adottato tecnologie digitali. La digitalizzazione dell’economia in generale aumenterebbe la crescita del 20%, che è 8,5 volte il valore della crescita del settore tecnologico dell’UE. Il rapporto stima inoltre quanto segue:

  • Poche aziende europee hanno adottato tecnologie fondamentali come il cloud (26%), l’intelligenza artificiale (AI) (25%) e i big data (14%).
  • Utilizzando servizi basati sul cloud, ad esempio la gestione delle relazioni con i clienti (Crm), le aziende possono aumentare la produttività aziendale del 10–25%.
  • Se le imprese dell’UE accelerassero del 10% l’adozione di cloud, intelligenza artificiale e big data, aggiungerebbero 370 miliardi di euro di Gva all’economia dell’UE, un importo superiore al settore dei servizi finanziari dell’UE.
  • Molte aziende intervistate non erano a conoscenza dei vantaggi della tecnologia digitale. I governi possono svolgere un ruolo cruciale, in particolare per le piccole imprese, fornendo formazione e supporto per affrontare questo problema”

Colmare il divario di competenze

Sebbene la maggioranza degli europei possieda competenze digitali di base, permangono differenze significative tra i paesi, con la percentuale della popolazione che raggiunge almeno competenze digitali di base che vanno dal 29% al 79%. Il miglioramento delle competenze digitali di base e l‘aumento del numero di donne nei ruoli delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono stati lenti negli ultimi cinque anni. Di questo passo, è improbabile che l’obiettivo dell’80% di popolazione dotato di competenze digitali di base venga raggiunto al 2030: solo il 61% della popolazione dell’UE avrà competenze digitali di base entro il 2030. Altri dati sulle competenze chiave presentati nel rapporto includono quanto segue:

  • La carenza di competenze digitali sta ostacolando lo sviluppo di aziende digitalmente più avanzate: il 79% delle aziende considera le competenze digitali importanti o essenziali, salendo al 93% tra le imprese “digitalmente intensive”
  • Tra le imprese ad alta intensità digitale, la carenza digitale ha rallentato la crescita (40% delle imprese), aumentato i costi (33%) e rallentato lo sviluppo di nuove tecnologie (35%).
  • Raggiungere l’obiettivo dell’UE di 20 milioni di specialisti Ict entro il 2030 sarà complesso se non si procede con l’inclusione delle donne esperte in Ict. Sulla base delle tendenze attuali, nel 2030 meno del 25% degli specialisti Ict saranno donne.

Gran parte dell’impatto economico dell’agenda del decennio digitale proverrà dall’utilizzo di tecnologie come l’apprendimento automatico per automatizzare le attività esistenti. È probabile che ciò acceleri la necessità per i settori pubblico e privato di sostenere la riqualificazione e il miglioramento delle competenze dei lavoratori esistenti, poiché le descrizioni delle mansioni cambiano”.

Accesso alle infrastrutture e sostegno alla sostenibilità

Mentre l’UE è sulla buona strada per raggiungere i suoi obiettivi di connettività, con il 59% delle famiglie coperte da reti fisse ad altissima capacità (Vhcn), sarà necessario spingere verso lo sviluppo di tecnologie come l’edge computing, che consente l’elaborazione e l’archiviazione dei dati più vicino all’origine dati. Oltre alla trasformazione digitale, l’altro importante cambiamento strutturale che le economie dell’UE dovranno affrontaresarà la transizione verso un’economia decarbonizzata. Un maggiore utilizzo della tecnologia digitale giocherà un ruolo essenziale nel sostenere questo cambiamento per promuovere la sostenibilità.

Dal report emerge che:

  • Oltre il 40% dei consumatori e oltre il 50% delle aziende considera la connettività più veloce e affidabile come priorità persino su strade, ferrovie e aeroporti migliori.
  • Tra le imprese europee, l’89% considera la sostenibilità un fattore fondamentale nelle decisioni aziendali. Ma il 44% delle imprese, in particolare lepmi, non è sicuro di disporre di strumenti digitali adeguati per monitorare e migliorare la sostenibilità.

Digitalizzare i servizi pubblici

L’UE ha raggiunto circa il 75% dell’obiettivo del 100% dei principali servizi pubblici online e l’84% dell’obiettivo dei servizi digitali per le imprese. Circa il 64% dei cittadini dell’UE utilizza servizi governativi digitali e il 66% ha affermato di accedere a informazioni e servizi tramite siti Web o app governativi. Molti cittadini dell’UE si dicono favorevoli nell’utilizzare più servizi pubblici digitali: il 35% ha avuto accesso alle cartelle cliniche o all’identificazione online, il 55% è favorevole ad accedere alle proprie cartelle cliniche e il 46% a certificare la propria identità online.

Public First stima che spostare il 10% dei sistemi IT governativi nel cloud potrebbe far risparmiare ai contribuenti dell’UE oltre 900 milioni di euro all’anno. Public First ha riscontrato un’elevata disponibilità tra i cittadini dell’UE a utilizzare i servizi pubblici digitali. “L’UE dovrebbe fungere da facilitatore tra gli Stati membri per aiutarli a imparare gli uni dagli altri a replicare le migliori pratiche per la trasformazione digitale, compresa la standardizzazione dei dati e l’automazione delle transazioni”.

Aws pronta a supportare la sfida

Aws – si legge nel report – si impegna a fare la propria parte nel potenziare il decennio digitale e sostenere l’Europa. “L’Europa sta aprendo la strada a una nuova rivoluzione industriale verso un futuro sostenibile e digitale. Continueremo ad aiutare i clienti a soddisfare le leggi e gli standard europei in evoluzione e a raggiungere i massimi livelli di sicurezza, privacy e resilienza. Lavoreremo ogni giorno per guadagnare la fiducia come partner in questa trasformazione”. Secondo Aws la prossima generazione di leader in Europa dovrà lavorare in modo diverso per avere successo in un futuro digitale. “Continueremo ad aiutare le economie ad affrontare la carenza di competenze digitali e cloud attraverso l’istruzione, la formazione e il supporto attraverso una serie di schemi. Faremo la nostra parte nello sviluppo delle competenze innovative di cui i cittadini e le imprese europee hanno bisogno per competere e avere successo sulla scena mondiale”.

Il futuro digitale dell’Europa è un futuro sostenibile. “Siamo sulla buona strada per alimentare le nostre operations con il 100% di energia rinnovabile entro il 2025, cinque anni prima del nostro obiettivo originale del 2030. Stiamo lavorando al fianco dei clienti su nuove idee che sfruttano il potenziale delle tecnologie emergenti per aiutare a ridurre le emissioni di carbonio e proteggere l’ambiente. In qualità di maggiore acquirente mondiale di energia rinnovabile, continueremo a trasformare la nostra infrastruttura per raggiungere i nostri obiettivi di sostenibilità”.  Aws si impegna inoltre a ridurre i costi dell’innovazione, “consentendo una rapida iterazione, implementazione e scalabilità, fornendo a inventori e costruttori la possibilità di utilizzare l’elaborazione ad alta potenza senza la spesa e la limitazione dell’acquisto e dell’esecuzione dei propri server. Aiuteremo i migliori e i più brillanti ad affrontare le sfide più urgenti dell’Europa”.

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