Digital transformation, Polito (Indra): "Telco puntino sui servizi a valore aggiunto" - CorCom

L'INTERVISTA

Digital transformation, Polito (Indra): “Telco puntino sui servizi a valore aggiunto”

Il manager della multinazionale spagnola: “Il mercato delle Tlc ha ripreso a crescere, ma per fare il salto di qualità gli operatori non potranno relegarsi al ruolo di puri fornitori di connettività”

16 Ott 2018

Antonello Salerno

“Se da una parte il mercato delle telco in Italia ha ricominciato a crescere, seppur moderatamente, dopo anni di contrazione, dall’altro c’è da evidenziare che questo trend positivo rimane ancorato a percentuali piuttosto modeste, lo 0,9% secondo le ultime rilevazioni Agcom, in linea con i dati dell’area Ue che si attestano al +1%. Questi numeri, se confrontati con la crescita a doppia cifra degli Ott, suggeriscono che se le telco non vogliono rimanere relegate al ruolo di puri fornitori di connettività e di infrastrutture di rete, devono adattarsi a questa trasformazione del mercato con nuove offerte e nuovi servizi”. Lo dice in un’intervista a CorCom Erminio Polito, che tra le varie responsabilità in Indra ha quella di guidare il mercato Telco & Media in Italia. 

Polito, quali sono i vettori che stanno guidando il business model delle telco oggi, e come sta impattando sul settore la concorrenza degli Ott?

Oggi la crescita delle telco in Italia è trainata dal traffico dati e dall’accesso broadband, mentre gli Over the top hanno spezzato il vincolo tra rete e servizi. La sfida oggi è di esplorare, come in molti casi sta già avvenendo, modelli di business nuovi, a volte anche abbastanza lontani dal core business tradizionale, promuovendo l’integrazione con ecosistemi che soltanto fino a poco tempo fa erano impensabili, come nel caso dell’automotive, dell’industrial IoT o dell’industria dell’entertainment e della fornitura di contenuti, attraverso la partnership con altri operatori, a volte specializzati in specifici settori verticali, per realizzare una nuova gamma di servizi ad alto valore aggiunto. 

In questo contesto si inquadra perfettamente la questione 5G. In Italia si è appena conclusa l’asta per le frequenze, particolarmente onerosa per gli operatori, che sborseranno in tutto più di sei miliardi e mezzo di euro. Come impatterà il 5G sulle nuove strategie degli operatori? 

Il 5G è un abilitatore centrale di questa trasformazione, e può consentire agli operatori un nuovo posizionamento. Non si tratta soltanto di un un’evoluzione della connettività e di prestazioni migliori per gli utenti finali in termini di velocità di connessione, bassissimi tempi di latenza e granularità della rete. Il vantaggio più grande sarà quello che registreranno le imprese nel poter sviluppare e portare sul mercato servizi nuovi, basando le proprie strategie sulla comunicazione machine-to-machine e sull’IoT. Questo comporterà una rivoluzione nell’ambito ad esempio delle smart city, della smart mobility e dell’e-health, tutti settori su cui Minsait si sta focalizzando con un’offerta specifica, che rappresentano una grande opportunità per gli operatori, grazie alla combinazione di soluzioni tecnologiche come l’automazione, la virtualizzazione, il cloud, l’unified communication, la banda larga, la sensoristica e l’internet delle cose.  

Insieme al 5g un elemento chiave di questo processo è la digital transformation. Le telco stanno facendo abbastanza per cogliere questa opportunità?

La digital transformation è un altro elemento che abilita la realizzazione di nuovi servizi, prodotti e revenue model. È un elemento fondamentale per migliorare il time to market e la gestione dei costi, semplificando contemporaneamente la gestione dei servizi. Nata come opportunità per godere di vantaggi competitivi, oggi la trasformazione digitale è una questione di sopravvivenza per le telco e per il mondo enterprise in generale, una delle chiavi fondamentali per ingaggiare e fidelizzare i clienti, accedendo ai loro dati, che rappresentano un patrimonio enorme se utilizzato correttamente. 

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Quali sono i fattori alla base di questo processo?

Dal mio punto di vista sono essenzialmente due: i dati e il cloud. I dati, con la loro gestione, conservazione e utilizzo sono un patrimonio per le aziende che sono capaci di trasformarli in decisioni consapevoli – basti pensare all’impatto della manutenzione predittiva nel manifatturiero – e in applicazioni innovative basate proprio sulle necessità degli utenti. Il cloud dal canto suo è sempre più pervasivo e ha l’obiettivo di cambiare la modalità con cui i servizi vengono disegnati, gestiti e manutenuti. Questi due elementi insieme dimostrano come la digital transformation non sia soltanto un cambiamento tecnologico, ma anche – e probabilmente soprattutto – culturale, perché va a intervenire sul modo in cui gli individui utilizzano i servizi. Per questo acquista sempre più un ruolo chiave l’aumento della fiducia degli utenti verso i canali digitali, che passano attraverso una personalizzazione sempre più spinta dei servizi, “umanizzando” il più possibile l’interazione attraverso ad esempio l’intelligenza artificiale e le tecnologie di riconoscimento vocale. 

Quale ruolo può ritagliarsi Minsat in questo contesto, soprattutto per mettere a disposizione un modello “agile” a supporto degli operatori Tlc? 

“Agile” è in questo momento la parola chiave. Minsait è la società di Indra che raggruppa tutte le attività IT e di digital transformation, e si propone di accompagnare i clienti mettendo a disposizione l’esperienza maturata su scala internazionale in termini di esperienze e competenze. La mission è quella di aiutare i nostri partner a essere o diventare il più possibile “agili”: se fino a oggi il processo di creazione di un servizio ha coinvolto diversi attori, in una modalità a cascata, le caratteristiche del mercato odierno hanno altre necessità di time to market, che non consentono tempi così lunghi. Il problema si risolve cambiando paradigma, e utilizzando team polifunzionali e autorganizzati, che sviluppano i progetti in maniera incrementale e coinvolgendo passo dopo passo il cliente. 

Stiamo lavorando su progetti di Customer relationship management, o più in generale, di engagement del cliente, sugli advanced analytics, ERP, digital operation ed outsourcing e sulla migrazione infrastrutturale e applicativa verso il cloud. Portiamo in dote ai nostri partner in Italia un’esperienza solida su scala internazionale nel machine-to-machine e nell’Internet of things: una base privilegiata per guardare all’implementazione dei nuovi servizi abilitati dal 5G. D’altra parte i nostri numeri e la crescita che stiamo registrando testimoniano l’apprezzamento che i clienti dimostrano verso il nostro approccio e le nostre soluzioni.

Nell’ottica di supportare il mercato Telco anche Indra e Minsait si sono trasformati nel tempo, per stare al passo con il mercato e con le nuove opportunità che si stanno gradualmente aprendo. Ci descrive le direttrici di questo sviluppo? 

Il nostro impegno è in questo momento di rafforzare l’offerta orientandoci verso i servizi a valore aggiunto. Stiamo rivedendo anche il nostro portfolio, e lavoriamo su alcuni ambiti di eccellenza, come digital consulting e technology, customer engagement, digital operations e security, seguendo i nostri partner dalla definizione della strategia alla progettazione, dallo sviluppo all’integrazione tecnologica, fino all’execution, basandoci su professionisti specializzati integrati in team multidisciplinari.

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Antonello Salerno

Professionista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all'Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un'agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, su CorCom, nel 2013. Mi muovo su tutti i campi dell'economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.