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INFRASTRUTTURE

Digital transformation, scatta l’ora delle reti “personalizzate”

Sui network di nuova generazione viaggeranno servizi semplici da utilizzare ma complessi da mettere a punto. Marcello Forti (Adva): “Fondamentale che vengano adattati alle nuove esigenze dettate dal 5G”

24 Feb 2020

Digital transformation è ormai un concetto entrato nel lessico quotidiano, ed è sinonimo di innovazione e di nuove opportunità per le aziende e per i consumatori. L’ingresso del digitale nei processi e nelle attività produttive è sempre più considerato come un “must” a cui le imprese sono chiamate ad adeguarsi se vogliono rimanere competitive sul mercato, attrezzandosi per cogliere tutte le opportunità che si presenteranno grazie alle nuove tecnologie. Ma una delle caratteristiche della digital transformation è quella di rendere “semplici” per chi li utilizza una serie di servizi che invece a livello tecnologico comportano spesso una grande complessità, che passa essenzialmente dalle reti che veicolano e trasmettono le informazioni. Così il primo livello per un’azienda che voglia sfruttare al massimo le possibilità del digitale è quello di disporre di soluzioni che viaggino su reti sempre più “intelligenti” e flessibili, in grado di adattarsi al meglio alle esigenze dei singoli utenti e dei singoli service provider, in una logica di personalizzazione che è sempre più centrale per razionalizzare i costi e ottimizzare le prestazioni.

Ne consegue che l’anello di congiunzione tra le reti e le aziende che offrono e utilizzano i servizi, fino ad arrivare agli utenti finali, è presidiato da operatori specializzati che sono in grado di “modellare” le reti secondo le esigenze degli utenti. Un esempio è costituito da Adva, società nata in Germania nel 1994 e presente da 15 anni anche in Italia, specializzata nelle tecnologie di Cloud interconnection, cloud access ed edge computing, che ha come mission proprio di sviluppare tecnologie innovative per le reti di nuova generazione attraverso – ad esempio – soluzioni di open optical networking, carrier ethernet, network function virtualization e synchronization delivery.

Reduce da un recente rebranding (in precedenza il nome per esteso dell’azienda era Adva Optical Networking), Adva conta oggi su più di 1.800 dipendenti in 30 Paesi, con un fatturato globale che supera i 500 milioni di euro l’anno. Per adeguarsi alle necessità del mercato enterprise e telco e mantenere una posizione di primo piano nel suo segmento Adva ha inoltre recentemente acquisito due società: Oscilloquartz, specializzata in sincronizzazione delle reti, e Overture Networks, che invece si posiziona sul mercato del software network function virtualization.

In un momento in cui l’attenzione è puntata sulle soluzioni multi-cloud, sull’Internet of things e sull’edge computing, la necessità per gli operatori è di poter contare su reti flessibili, che contino su funzionalità realizzate via software, con il cosiddetto software defined network. Questo consentirà di utilizzare una sorta di sistema operativo di rete, con funzioni virtuali indipendenti dall’hardware e in grado di funzionare su server standard. L’efficienza crescerà di pari passo con l’utilizzo sempre più pervasivo di machine learning e intelligenza artificiale per raccogliere, analizzare e archiviare le informazioni sulle reti, sopratutto in un momento come quello attuale in cui il mercato si prepara all’avvento della nuova generazione di rete mobile, il 5G.

“Le reti oggi sono soggette a un profondo cambiamento, dettato dai requisiti del mondo del 5G e della trasformazione digitale della società – afferma Marcello Forti, vice president sales Italy di Adva – Noi ci candidiamo a sviluppare le componenti hardware e software a supporto di questi mercati”.

Proprio in vista del 5G la sfida principale per l’azienda è quella di mettere a punto soluzioni hardware e software che siano in grado di adattarsi alle nuove esigenze della rete: “L’obiettivo delle soluzioni hardware – spiega Daniela Bramante, System consultant di Adva – è da un lato di andare incontro alle maggiori esigenze di banda necessarie per il funzionamento die nuovi servizi, e dall’altro alle esigenze di ridotta latenza per i servizi in real time, il tutto accompagnato da meccanismi di sincronizzazione che mettono il network in grado di supportare i requisiti di timing imposti dal 5G”. Lato software, inoltre, le soluzioni messe a punto da Adva consentono di gestire da remoto le reti e di mettere in campo soluzioni di disaggregazione e automatismo che consentono agli operatori di rete una connessione dinamica, scalabile e rapida delle connessioni.

Man mano che aumenta la complessità è importante che vengano messi in campo tutti gli accorgimenti che consentono di mantenere sicure le reti. “La sicurezza deve essere a 360 gradi – sottolinea Luca Pagnozzi, System consultant di Adva – dal monitoraggio sulla fibra per evitare il fiber tapping, attraverso il quale possono essere ‘estratte’ informazioni dalla rete senza interrompere la connessione. Ovviamente disponiamo di sistemi all’avanguardia per criptare i dati, mentre le soluzioni software per il cloud garantiscono il trasporto sicuro dei dati per la network function virtualization”.

La strategia adottata da Adva da quando ha fatto il suo ingresso in Italia è sempre stata quella di vendere le proprie soluzioni attraverso i partner. “Questo vuol dire che il partner può avere tranquillità nell’investimento sulla nostra soluzione – spiega Andrea Maria Todarello, sales partner director di Adva in Italia – oltre che la garanzia di vedere quali sono i risultati delle attività realizzate insieme”.

Una serie di tasselli, quelli messi insieme da Adva, che compongono il quadro delle innovazioni necessarie per dare vita a reti di nuova generazione che siano efficienti e future-proof, grazie soprattutto a virtualizzazione, sincronizzazione e sicurezza.

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