Digital Venice, cantiere aperto sull'Internet governance - CorCom

VERSO VENEZIA

Digital Venice, cantiere aperto sull’Internet governance

Il sottosegretario alle comunicazioni Giacomelli al nostro sito: “Stiamo cercando di portare il tema sul tavolo del summit. L’Europa ha bisogno di un approccio unitario”

13 Giu 2014

Antonello Salerno

Tra i temi che saranno all’ordine del giorno delle discussioni tra i capi di Stato e di Governo Ue durante “Digital Venice”, l’8 luglio a Venezia, potrebbe esserci anche la governance di Internet. Il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli sarà impegnato nei prossimi giorni in un tour nelle principali capitali europee che lo porterà lunedì a Madrid, giovedì a Parigi e la settimana successiva a Berlino, per preparare l’agenda del semestre italiano di presidenza del Consiglio Ue, ed è probabile che tra gli argomenti in discussione possa esserci anche questo.

“Nei workshop e nei momenti di approfondimento del pomeriggio – dichiara al Corriere delle Comunicazioni – ciascuno di noi toccherà i propri punti di competenza. Vedremo se trovare lì l’occasione di discutere della governance di Internet”.

Un tema che negli Usa è in queste settimane al centro del dibattito, e che anche l’Europa vuole affrontare con determinazione per non lasciarsi sfuggire la possibilità di rappresentare l’interesse generale dei cittadini. “Questa è probabilmente una delle questioni la cui soluzione influenzerà più lo sviluppo del nostro mondo: ormai la centralità della rete fa sì che il suo governo sia tema di straordinaria delicatezza. Su questo – continua Giacomelli – c’è la disponibilità e l’interesse di tutti a discutere”.

Le due “vision” in campo sono essenzialmente quella di chi vorrebbe i Governi totalmente disinteressati allo sviluppo della Governance della rete, e quella di chi immagina il modello “Onu” come punto di approdo.

“Noi – conclude Giacomelli – pensiamo che sia fondamentale che l’Europa provi a individuare una posizione unitaria, di sintesi, magari non definita nei dettagli ma che indichi un approccio unitario, e che si apra su questo un confronto con gli Stati Uniti”.