Digitale e sostenibilità, la spinta di Brunetta e Di Maio: "Pilastri del rilancio italiano" - CorCom

STRATEGIE

Digitale e sostenibilità, la spinta di Brunetta e Di Maio: “Pilastri del rilancio italiano”

L’accoppiata “Green & Blue” sarà al centro del nuovo Pnrr targato Draghi. Il ministro degli Esteri: “Pronti a fare il salto di qualità in questi settori”. Il responsabile della PA: “Lo sviluppo sostenibile e innovativo del Paese va di pari passo con quello dell’amministrazione”. Necessario un impegno forte sulle skill per governare la transizione

31 Mar 2021

Federica Meta

Giornalista

Green e digitale, accoppiata vincente per la ripresa. Il governo Draghi sta spingendo molto su questi due fronti, soprattutto nella revisione del Piano nazionale ripresa e resilienza. E, in attesa del varo del nuovo Pnnr, i ministri iniziano a dettagliare la visione alla base di questa riscrittura. Dal il ministro degli Esteri Luigi Di Maio,che ha evidenziato l’intenzione del governo di far fare al Paese il salto di qualità in questi settori, con ruolo forte del neo nato ministero per la Transizione ecologica, fino a Renato Brunetta secondo cui nessun rilancio, economico e sociale, è possibile senza una PA che innova. Ma perchè l’Italia possa agganciare il treno della transizione ecologica e digitale servono competenze adeguate, dentro e fuori la PA.

Di Maio: “Digitale e sostenibilità accoppiata vincente”

In occasione del convegno “Acqua 2050”, Di Maio ha sottolineato che “l’obiettivo di questo Governo è di fare un salto di qualità ulteriore che ci ponga all’avanguardia nei settori del green e del tech anche dal punto di vista amministrativo e infrastrutturale”.

WHITEPAPER
Mobility Manager: chi è, che cosa fa in azienda, le competenze e perché è diventato obbligatorio
Smart Mobility
Sviluppo Sostenibile

Per Di Maio la chiave è quella della “doppia transizione”, ecologica e digitale, verso un modello produttivo e sociale che guardi alle prossime generazioni, al 2050.

“E dobbiamo dirci chiaramente che la transizione ecologica ed energetica, con un avvicinamento progressivo all’obiettivo di un’economia decarbonizzata fondata sull’impiego massiccio delle rinnovabili e la sostenibilità dei processi produttivi, è semplicemente irrealizzabile senza la razionalizzazione dell’impiego dell’acqua”, ha evidenziato.

“Per raggiungere questi obiettivi, c’è un altro elemento essenziale: la transizione digitale – ha aggiunto – Le possibili applicazioni del digitale sono, come ben sappiamo, sconfinate: basti pensare ai sistemi di telerilevamento e di monitoraggio delle risorse idriche; alla pianificazione della loro gestione, sia in ambiente rurale sia in ambiente urbano, attraverso l’Intelligenza Artificiale; ai vantaggi di modelli predittivi sempre più accurati per eventi critici climatici o idrogeologici; all’irrigazione di precisione e così via”.

E cosa ha fatto il governo su questo fronte? “Abbiamo messo in campo due strumenti principali per realizzare queste due transizioni. Vi abbiamo anzitutto destinato una parte preponderante del nostro Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che sta per essere definito. Nella macro-missione dedicata alla rivoluzione “verde” e alla “transizione ecologica”, un’intera sezione è riservata alla protezione delle risorse geologiche e idriche, e prevede interventi e progetti che garantiscano: la sicurezza delle forniture d’acqua per usi potabili, irrigui e industriali; la riduzione della dispersione idrica; la sostenibilità delle risorse idriche lungo l’intero ciclo del suo impiego e il riciclo; il miglioramento della qualità delle acque interne e marittime, prevenendone il depauperamento e la contaminazione”.

Il secondo strumento è l’istituzione del Ministero per la Transizione Ecologica (MiTE). “Siamo assolutamente certi che sarà un attore istituzionale determinante per il raggiungimento dei nostri obiettivi – ha puntualizzato – agendo sia sulla leva di investimenti pubblici produttivi, sostenibili e lungimiranti, sia su quella della semplificazione amministrativa e la razionalizzazione dei vincoli burocratici”.

“Serve concretezza e serve determinazione, per realizzare quella visione olistica e responsabile del nostro abitare come cittadini del nostro Paese e del nostro pianeta che sin dal principio è alla base del nostro impegno politico – ha concluso – E la protezione di un bene pubblico essenziale come l’acqua è al centro di tutto questo”.

Il piano “Green & Blue” di Cingolani

Le parole di Di Maio sono in linea con quanto detto in audizione in commissioni riunite Ambiente e Attività produttive di Camera e Senato, da Roberto Cingolani, ministro per la Transizione ecologica. Presentando  le linee programmatiche del suo dicastero, Cingolano ha dedicato ampia parte del suo intervento alle tecnologie sia come strumento chiave per attuare la strategia sia per riorganizzare le attività e i processi del ministero della Transizione ecologica (Mite). Per Cingolani l’Italua deve diventare una nazione sicura e smart, investendo su tutte le tecnologie disponibili a tutela dell’ambiente: intelligenza artificiale, deroni, satelliti, cloud sensori a terra.

  • Agenda 2030: Per quanto attiene alle Strategie per lo sviluppo sostenibile e la fiscalità ambientale, il ministero contribuirà all’attuazione dell’Agenda 2030, a livello nazionale e internazionale, e dei programmi ambientali in ambito Onu e Unione europea, “finalizzando – ha puntualizzato – il processo di revisione triennale della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile e garantendo un’ampia partecipazione della società civile, delle istituzioni scientifiche e degli attori territoriali”.
  • Economia circolare: Nel contesto del Piano d’azione europeo per l’economia circolare, il ministero – attraverso l’interlocuzione con gli enti territoriali e la costante consultazione degli operatori pubblici e privati e delle associazioni di categoria – intende mettere a punto gli strumenti tecnici e amministrativi per garantire il sostegno e lo sviluppo di filiere produttive coerenti, secondo un’impostazione di circolarità economica. “In tale contesto, il ministero porrà in essere il monitoraggio dell’implementazione dei decreti legislativi di recepimento del “Pacchetto economia circolare” e la predisposizione dei decreti correttivi – ha annunciato Cingolani – definirà il Piano d’azione nazionale per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della Pubblica amministrazione con l’obiettivo di massimizzare la diffusione del Green Public Procurement; perfezionerà gli strumenti di supporto allo sviluppo di filiere “circolari”, attraverso l’adozione di Criteri Ambientali Minimi per i nuovi settori merceologici; si dedicherà alla stesura dei decreti relativi alla cessazione della qualifica di rifiuto (cd. end of waste); aggiornerà il Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti; revisionerà il registro della tracciabilità dei rifiuti”.

Brunetta: “PA digitale e sostenibile per la ripartenza”

Sul tema del mix strategico tra digitale e green è intervenuto anche il ministro della PA, Renato Brunetta. In occasione della Conferenza Mena-Ocse dal titolo: “Vision for Recovery in Mena – Governance digitale per servizi pubblici più aperti, accessibili ed efficienti”, Brunetta, ha evidenziato come l’emergenza sanitaria ci ha insegnato che “amministrazione pubblica e sviluppo digitale vanno di pari passo: quanto più si dispone di dati accurati e aggiornati, tanto più l’amministrazione è in grado di prendere decisioni efficaci, fornire servizi adeguati e rispondere alle esigenze dei cittadini”.

“Nessuna innovazione, nessuna crescita sostenibile potrà essere compiutamente realizzata senza la valorizzazione del capitale umano, chiave del successo di qualsiasi processo di riforma”, ha sottolineato il ministro. “La sovranità di un Paese risiede anche nella sua capacità di valorizzare e gestire al meglio le proprie risorse, così da orientare e gestire lo sviluppo tecnologico sulla base di un equilibrato rapporto pubblico-privato”.

“È con questa ferma convinzione – ha continuato Brunetta – che partecipo a questo importante incontro: nel momento in cui il mandato del Programma Mena dell’Ocse viene rinnovato, ritengo che il nostro Centro di Caserta, nato dall’evoluzione del programma Distance learning for Innovative Public sector che avevo lanciato nel 2010, possa costituirne strumento qualificato per intensificare, con lo strumento della formazione, la cooperazione con i Paesi dell’area Mena, Medioriente e Nordafrica, per il sostegno alle riforme istituzionali e allo sviluppo delle competenze della pubblica amministrazione, affinché sia in grado di affrontare le nuove sfide: transizione digitale e transizione ecologica, per una crescita sostenibile e inclusiva”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 2