L'IMPATTO SULL'ECONOMIA

Digitale: in Italia boost potenziale del 2,5% sul pil, 46 miliardi in 5 anni

La stima della società di analisi Opinium per Ricoh. Downing: “Un’opportunità che non va sprecata, specialmente in un momento in cui molte aziende si preparano ad affrontare una stagnazione economica e cali di produttività”. Ma processi lenti e manuali rallentano l’efficienza e generano un impatto negativo sui dipendenti

Pubblicato il 01 Dic 2022

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Una diffusione più ampia della digital transformation potrebbe far aumentare il Pil italiano del 2,5% nei prossimi cinque anni, innescando quindi una crescita pari a 45,9 miliardi di euro. Lo afferma una nuova ricerca Ricoh condotta dalla società di analisi Opinium su un campione di 1.000 lavoratori e 250 responsabili decisionali in tutta Italia, e i cui risultati sono stati successivamente analizzati da Cebr (Centre for economics and business research).

Secondo l’indagine, i business leader riconoscono che processi lenti e manuali rallentano la produttività e generano un impatto negativo sul morale dei dipendenti. Il 78% dei manager coinvolti sta quindi automatizzando i workflow nell’ambito delle strategie per la trasformazione digitale. In media un lavoratore dedica ancora quasi un terzo del proprio tempo (30%) ad attività amministrative, per cui le imprese devono accelerare il cambiamento se vogliono migliorare la produttività e l’employee engagement, due fattori indispensabili per la crescita.

Dipendenti a favore dell’automazione di compiti ripetitivi

La ricerca rivela anche che i dipendenti vorrebbero avere a disposizione tecnologie in grado di semplificare i flussi di lavoro, così da potersi dedicare ad attività più coinvolgenti e creative. La maggior parte dei lavoratori (72%) è convinta che, se venissero implementate le corrette soluzioni, sarebbe in grado di apportare più valore all’azienda e l’82% degli intervistati è favorevole all’implementazione di strumenti per l’automazione dei compiti ripetitivi. Le aziende europee che hanno introdotto questi strumenti hanno registrato un aumento della produttività pari al 14% e questa è indubbiamente una marcia in più per competere nell’attuale contesto di mercato sempre più incerto.

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Innovazione come sinonimo di soddisfazione

Emerge inoltre come gli investimenti in innovazione si tradurrebbero anche in una maggiore soddisfazione delle persone e in una riduzione del turnover. I dipendenti delle imprese che hanno compiuto questi investimenti si dichiarano più soddisfatti professionalmente e più inclini a continuare a lavorare per la propria organizzazione. Non è quindi un caso che l’implementazione di tecnologie per l’automazione sia correlata ad un minor turnover: il 17% rispetto a una media del 19% in relazione ad altre soluzioni IT.

Una criticità da non sottovalutare: il tempo stringe

“Un potenziale di crescita di miliardi di euro è un’opportunità che non va sprecata, specialmente in un momento in cui molte aziende si preparano ad affrontare una stagnazione economica e cali di produttività – afferma Nicola Downing, ceo di Ricoh Europe -. I leader aziendali ne sono consapevoli ed è incoraggiante vedere come, nell’ambito delle strategie per la trasformazione digitale, stiano realizzando interventi concreti per semplificare le attività, automatizzare i processi ed eliminare i compiti ripetitivi. Ma il tempo stringe e bisogna agire più in fretta. I dipendenti sono pronti a cogliere tutti i vantaggi delle nuove tecnologie e vorrebbero che fossero adottate dalla propria organizzazione. Le imprese che vogliono restare competitive e trattenere i talenti per promuovere una crescita sostenibile devono accelerare la trasformazione digitale, implementando soluzioni che permettano ai lavoratori di dedicarsi ad attività che generano reale valore per il business”.

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