LA VISIONE

Digitale, Macron: “Costruire il mercato Ue all’insegna dello spirito illuminista”

Il presidente francese delinea il programma della presidenza di turno al Consiglio Ue: “Dobbiamo creare dei campioni europei, rispettando i nostri diritti e le nostre libertà”. La Plenaria al voto sul Dsa. Confindustria Cultura: “Il pacchetto sia un’opportunità per l’Europa”

19 Gen 2022

F. Me

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Realizzare il mercato unico digitale all’insegna dello spirito illuminista. È la visione delineata dal presidente francese, Emmanuel Macron, intervenendo nella plenaria del Parlamento europeo per presentare il programma della presidenza di turno francese del Consiglio Ue.

“La rivoluzione digitale è una delle grandi sfide del secolo. C’è una doppia sfida: costruire un vero mercato unico digitale, che consenta di creare dei ‘campioni’ europei. È  un investimento in nuove tecnologie e nuovi settori, e si tratta di consolidare un’Europa che sappia finanziare questi campioni e semplificare il proprio diritto per costruire un vero mercato unico interno, che ha una dimensione gigante. Al contempo, bisogna costruire un’Europa che sappia dare un quadro ai soggetti del digitale per conservare lo spirito ‘illuminista’: proteggere i nostri diritti, le nostre libertà, rispettare le nostre vite private e lottare contro i discorsi d’odio. Con voi parlamentari avremo da completare dei testi importanti”.

Focus anche sul lavoro che cambia. “La pandemia ha dimostrato che la solidarietà è una forza incomparabile dell’Europa. Voglio e auspico di proseguire questo lavoro, con atti forti per promuovere un lavoro di qualità e meglio pagato con salari minimi che siano dignitosi, creando nuovi diritti per i lavoratori delle piattaforme digitali, introducendo quote per le donne nei nostri consigli aziendali”.

Il Digital services Act arriva all’Europarlamento

Oggi pomeriggio la proposta del Dsa sarà discussa alla plenaria del Parlamento europeo con la vicepresidente esecutiva della Commissione Margrethe Vestager e lo stesso commissario Breton. Domani la votazione. “È tempo di mettere un po’ d’ordine nel “Wild West” Digitale. Un nuovo sceriffo è in città e si chiama Digital Services Act (Dsa)”, ha twittato il commissario Ue al mercato interno, Thierry Breton.

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La proposta di una legge sui servizi Digitali stabilisce regole per contrastare i contenuti illegali online e rendere le piattaforme responsabili dei loro algoritmi. I deputati adotteranno il mandato negoziale del Parlamento per i colloqui con la presidenza francese del Consiglio Ue. I risultati delle votazioni finali saranno annunciati domani pomeriggio.

“Dire che ciò che è illegale offline deve essere illegale anche online non è un mero slogan e una volta che le nuove norme Ue sulle Big Tech saranno adottate ci impegneremo a farle rispettare con forza e tempestivita’ a beneficio dei cittadini – ha detto Margrethe Vestager – Oggi mandiamo un chiaro segnale: la nostra democrazia ha la forza di fissare le regole affinché i cittadini abbiano il controllo, quella dell’Ue è una posizione unica.  I principi guida restano fondamentali: rendere Internet di più sicura e proteggere tutti dai prodotti e contenuti illegali garantendo la libertà di espressione online”.

Cosa prevede il Digital services Act

Concretamente il pacchetto introdurrà una serie di nuovi obblighi armonizzati per i servizi digitali a livello dell’UE, attentamente calibrati in funzione delle dimensioni di tali servizi e del loro impatto, quali:

  • norme per la rimozione di beni, servizi o contenuti illegali online;
  • garanzie per gli utenti i cui contenuti sono stati erroneamente cancellati dalle piattaforme;
  • nuovi obblighi per le piattaforme di grandi dimensioni di adottare misure basate sul rischio al fine di prevenire abusi dei loro sistemi;
  • misure di trasparenza di ampia portata, anche per quanto riguarda la pubblicità online e gli algoritmi utilizzati per consigliare contenuti agli utenti;
  • nuovi poteri per verificare il funzionamento delle piattaforme, anche agevolando l’accesso dei ricercatori a dati chiave delle piattaforme;
  • nuove norme sulla tracciabilità degli utenti commerciali nei mercati online, per contribuire a rintracciare i venditori di beni o servizi illegali;
  • un processo di cooperazione innovativo tra le autorità pubbliche per garantire un’applicazione efficace in tutto il mercato unico.

Le piattaforme che raggiungono più del 10% della popolazione dell’Ue (45 milioni di utenti) sono considerate di natura sistemica e sono soggette non solo a obblighi specifici di controllo dei propri rischi ma anche all’introduzione di una nuova struttura di sorveglianza. All’interno di questo nuovo quadro in materia di responsabilità si inserirà l’attività di un consiglio dei coordinatori nazionali dei servizi digitali, e la Commissione sarà dotata di poteri speciali per quanto riguarda la supervisione delle piattaforme molto grandi, anche con la possibilità di sanzionarle direttamente.

Dsa, le riflessioni di Confindustria Cultura

In vista della votazione plenaria del 20 gennaio al Parlamento europeo sulla legge sui servizi digitali, l’industria culturale e creativa italiana chiede al Parlamento europeo di non perdere l’opportunità di creare un ambiente online equo e sicuro. “Il digital Services Act – sottolinea il presidente di Confindustria Cultura Italia, Innocenzo Cipolletta – rappresenta un’opportunità unica per aggiornare le regole applicabili ai servizi online e garantire un ambiente online equo e sicuro per i consumatori. Il comparto dell’industria culturale ha bisogno di regole efficaci per garantire la protezione dei nostri contenuti, nonché di obblighi chiari e forti affinché le piattaforme digitali, i fornitori di hosting e altri intermediari non distribuiscano o facilitino la distribuzione di contenuti illegali e dannosi. In quest’ottica l’Europa ha l’opportunità di dare l’esempio al mondo, come ha gia’ fatto in passato in altre politiche digitali”.

“Purtroppo – prosegue Cipolletta – il risultato raggiunto dalla Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (Imco) rischia di indebolire alcuni obblighi già esistenti, invece di rafforzarli. Molti dei progressi compiuti a livello europeo nell’ultimo decennio, che erano giaà insufficienti per proteggere adeguatamente le imprese e i cittadini europei, sarebbero vanificati e l’attuale legislazione sarebbe obsoleta al momento dell’approvazione”.

“Il Digital Services Act – conclude Cipolletta – è un provvedimento di grande impatto per tutta l’industria culturale se mantiene saldi gli obbiettivi prefissati dal legislatore. Si tratta di un’occasione per migliorare e modernizzare l’attuale quadro giuridico sui servizi digitali e l’auspicio è che non venga sprecata questa opportunità. Con il voto di domani c’è la possibilità di migliorare il testo e assumere così un ruolo guida nel rendere le piattaforme online piu’ responsabili e Internet piu’ sicuro per i cittadini europei”.

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