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Digitale per la crescita, la politica: “Passa da qui il rilancio di Pil e occupazione”

Convegno Noovle “Strategie per la crescita digitale del Sistema Paese”: obiettivo dell’Italia è una transizione completa alla “modalità digitale”. I progetti ci sono: ora attuazione veloce contro ogni resistenza per far vincere merito e trasparenza. Ecco gli interventi dei politici all’evento

28 Set 2016

Patrizia Licata

Politica e trasformazione digitale al centro della terza sessione, moderata da Gildo Campesato, direttore CorCom, del convegno “Strategie per la crescita digitale del Sistema Paese”, tenutosi oggi a Roma, promosso da Noovle, con CorCom come media partner. I decisori politici hanno infatti un ruolo chiave nello spianare la strada all‘innovazione.

Paolo Coppola, Consigliere Ministro Madia, Partito Democratico: “La digitalizzazione in italia non si fa solo con le norme ma le norme servono, purché siano chiare, semplificate, e noi le miglioreremo costantemente. Le grandi resistenze incontrate sul cammino della digitalizzazione della PA sono incompetenza e corruzione. Il digitale aiuta a combattere la corruzione e corrotto non è solo chi prende una mazzetta ma chi non fa l’interesse dei cittadini, frena il cambiamento e non attua le regole. L’obiettivo è dunque sia gestire il cambiamento che lottare contro la resistenza al cambiamento. Importante anche il tema del controllo di gestione e la misurazione delle performance: se si dice che si deve fare una cosa, ci devono essere gli indicatori per valutare il raggiungimento degli obiettivi, gli obiettivi non possono annegare in pdf che nessuno legge. Il ciclo di gestione della performance è ampiamente boicottato in Italia”.

Enza Bruno Bossio, Componente Commissione Parlamentare Trasporti, Partito Democratico: “Non siamo all’anno zero della crescita digitale, come dimostrano il nuovo CAD, il progetto Industria 4.0 e il piano banda ultra larga, ma sull’attuazione concreta resta la difficoltà a spendere i soldi pubblici secondo un nuovo modello; anche i ricorsi al TAR degli operatori telefonici preoccupano. La PA ha fatto passi in avanti soprattutto con la fatturazione elettronica, un successo garantito anche dall’interazione con le imprese; ora il piano Industria 4.0 cerca di colmare i ritardi delle imprese stesse. L’Italia è partita dopo gli altri paesi Ue ma ha un punto di forza: le PMI che sono disponibili a modificare loro natura tradizionale. Non bisogna avere paura dell’innovazione, non perderemo per questo posti di lavoro, li perdiamo invece se non facciamo crescere il Pil. Dobbiamo investire in aumento della produttività basata sulle competenze“.

Antonio Palmieri, Responsabile Internet e Nuove Tecnologie, Forza Italia: Innovazione e digitale sono fatti di persone. Su Industria 4.0 apprezzo le intenzioni e il piano del governo, è molto importante l’impostazione di fondo, con l’eliminazione del sistema dei bandi e l’accento invece sugli incentivi fiscali: è veramente un approccio disruptive perché disintermedia, toglie passaggi burocratici che fanno perdere tempo e aprono spazi alle scelte discrezionali. Ora occorre passare dal dire al fare, incalzare il governo: attendiamo la legge di stabilità che accompagni il processo di cambiamento”.

Linda Lanzillotta, Vice Presidente del Senato: “Il premier e il suo staff hanno messo la digitalizzazione al centro delle loro politiche. L’italia ha anche un problema generazionale in tutta l’economia e la PA: il mancato ricambio generazionale ritarda la trasformazione in tutti gli ambiti, dalle imprese alla scuola; c’è una resistenza delle generazioni più mature che temono una perdita di potere. E invece la digitalizzazione ci dà un valore aggiunto, cambia il modo di lavorare e rompe gli schemi tradizionali di burocrazia e gerarchia nella PA. Questa è la sfida culturale e meritocratica creata dall’innovazione digitale che dobbiamo vincere perché avrà effetti su tutta l’economia e la società. Le competenze digitali devono evolvere in tutti i settori e l’obiettivo per la PA è lo switch off, la transizione definitiva alla modalità di operare digitale: così la PA farà da volano per tutto il sistema paese”.

Agostino Santoni, presidente Assinform: “La nostra industria vive la più grande trasformazione di sempre, con impatto su tutti gli aspetti del fare impresa: la logica delle competenze e dell’innovazione va portata in tutta la filiera IT italiana per accompagnare l’Italia nel processo di trasformazione e sostenere l’occupazione. Dobbiamo puntare su un’attuazione veloce: piano banda larga, riforma della PA e della scuola, industria 4.0, tutti i progetti per l’innovazione vanno implementati presto. Non c’è crescita senza digitale: è il digitale l’opportunità per crescita del Pil e per dare un futuro al paese”.

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