Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Digitale, Pitruzzella: “Non blocchiamo il mercato, la stella polare è l’innovazione”

Il presidente dell’Antitrust: “Ci troviamo di fronte alla quarta rivoluzione industriale, in cui le authority saranno chiamate a scelte impegnative e complesse. Sarà fondamentale che non sia impedito l’ingresso al mercato di nuove idee e nuovi competitor”

16 Lug 2015

Antonello Salerno

“Il nuovo potere di mercato che si afferma in Internet richiede interventi rispetto ai rischi di abuso di posizione dominante. Il rischio è di bloccare l’innovazione in mercati estremamente dinamici: se si costituiscono barriere che sono di blocco all’innovazione c’è bisogno di un intervento. Si tratta di un sentiero tortuoso e complesso che ha come stella polare l’innovazione. Dico con franchezza che l’Antitrust è molto sensibile ai temi dell’innovazione: bisogna sempre tenere presente un funzionamento efficiente del mercato, dove l’innovazione è un elemento centrale. Le società e le economie che crescono hanno premiato la capacità di innovare, hanno premiato le buone idee. Antitrust e Agcom avranno molto da fare nel garantire questo obiettivo”.

Lo ha detto Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Autorità antitrust, intervenendo alla presentazione del Libro “La regolamentazione dei contenuti digitali. Studi per i primi quindici anni dell’autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni”, a cura degli avvocati Ernesto Apa e Oreste Pollicino. Alla presentazione, che ha avuto luogo nelle sala del cenacolo della Camera dei Deputati, moderata da Anna Masera, capo ufficio stampa e responsabile della comunicazione della Camera dei deputati, hanno partecipato Stefano Quintarelli, deputato di Scelta Civica, Alberto Maria Gambino (Università europea di Roma – Italian Academy of the Internet), Marcello Dolores (Discovery Italia), Gina Nieri (Mediaset), Pierluigi Parcu (Center for media pluralism and media freedom – European University Institute), Stefano Parisi (Chili Tv), e Augusto Preta (ITMedia Consulting).

“In questo volume di affrontano tematiche rilevantissime per il futuro del Paese – ha proseguito Pitruzzella – Gli autori non si limitano a ricostruire e a commentare il passato, ma tracciano scenari e prospettive per il futuro, con un’attenzione particolare al web all’economia digitale e all’evoluzione dell’audiovisivo. Viviamo un momento di passaggio storico importante, in cui le autorità saranno chiamate a scelte impegnative e complesse. Ci troviamo di fronte alla quarta rivoluzione industriale, quella del digitale, che attraversa tutti i settori: l’audiovisivo, come tutti gli altri scenari industriali”.

“È necessario che si possa disporre di banda in quantità sufficiente – ha proseguito Pitruzzella – Le tlc sono la spia dorsale dell’economia digitale. Speriamo che si passi rapidamente a una implementazione del piano del Governo sulla band ultralarga. Parlando di svolta digitale non possiamo non tenere conto dell’infrastruttura, che è la base di tutto, dove si garantirà la parità di accesso alla rete. Mi fa piacere in questo settore registrare l’interazione virtuosa e la collaborazione in atto con Agcom”.

“Un secondo tema – ha concluso Pitruzzella – sono i nuovi conflitti nel mondo del web. La narrazione comunemente accettata fino a poco tempo fa parlava di regno della libertà privo di gerarchie, paritario, diffuso. Ma ora sorgono posizioni di potere e di mercato significative, conflitti sui diritti, tutti ambiti che richiedono regolamentazione. Che si tratti dei taxi e di Uber, o di chi utilizza i contenuti e chi li produce. C’è il rischio che emergano posizioni neo luddistiche che per difendere modelli di business di altre epoche vogliano bloccare la situazione, ma resta centrale la regolazione, come nel campo del diritto d’autore rispetto al nuovo ambiente digitale. Agcom ha fatto un lavoro importante, ma si dovrebbe rilfettere se il tema non debba entrare nel l’agenda politica. In un quadro di regolamentazione a livello europeo, in ogni caso, io auspico che l’Italia possa dare un contributo importante”.

Articolo 1 di 4