L'INTERVISTA

Digitale, Rubaga: “Italia pronta alla svolta, investire di più in formazione e R&S”

Il Managing Director di Sirti Digital Solutions: “Le risorse del Pnrr sono di rilevanza assoluta per costruire un futuro all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità”. Spinta dalle nuove regole europee contenute nel Dma e nel Dsa

31 Ott 2022

Federica Meta

Giornalista

luca -Rubaga- sirti

Formazione, infrastrutture e ricerca e sviluppo: sono queste le tre direttrici entro cui si deve muovere il Paese per mettere a valore la chance del Pnrr. Ne è convinto Luca Rubaga, Managing Director di Sirti Digital Solutions.

Rubaga, l’Italia sta attraversando una delicata fase di transizione: il cambio di governo e la necessità di spendere al meglio i fondi del Pnrr sono questioni importanti. A suo avviso, quali sono le priorità digitali strategiche di cui il Paese si deve occupare?

Con il Pnrr, l’Unione Europea ha deciso di rendere disponibili ai vari Paesi dell’Unione risorse di rilevanza assoluta con l’obiettivo di ripartire in modo congiunto dopo l’emergenza sanitaria e realizzare un futuro di sviluppo e benessere all’insegna del digitale e della sostenibilità. Le priorità digitali strategiche che il Paese e il nuovo governo dovrà indirizzare passano a mio avviso attraverso tre direttrici principali.

Quali sono?

Innanzitutto, il miglioramento, ma anche l’incremento dei percorsi di formazione in materia di competenza tecnologica e digitale per tutti i livelli della società, non solo nei giovani ma anche nella classe dirigente e manageriale. L’investimento in adeguate infrastrutture tecnologiche “strutturali” che possano far fare un balzo in avanti nell’ammodernamento del sistema paese. E infine, l’accelerazione di progetti di Ricerca & Sviluppo per dare modo al sistema produttivo italiano di colmare il gap rispetto ai competitor internazionali. Siamo ovviamente fiduciosi che questa rinnovata consapevolezza circa la centralità degli investimenti nel digitale sia il prerequisito per fornire servizi digitali più innovativi e di maggiore qualità ai cittadini e alle imprese italiane.

Quali sono i punti di forza su cui il Paese deve fare leva?

L’Italia è una delle economie a maggior trazione manifatturiera del mondo e si distingue per un sistema imprenditoriale forte, creativo, e particolarmente votato all’export. Questo nostro punto di forza deve spingerci a investire e credere in quella trasformazione digitale che è vitale per preservare la competitività e incrementare la produttività delle nostre aziende, in uno scenario sempre più sfidante e in continua evoluzione.

La digitalizzazione è un processo che va letto anche in chiave europea. Come giudica i recenti regolamenti europei, Digital Markets Act e Digital Services Act?

Credo che in qualsiasi mercato sano – compreso quello digitale – debba regnare l’assoluta trasparenza e il pieno rispetto delle giuste pratiche di concorrenza. Per far ciò bisogna darsi delle regole chiare, ben vengano quindi il Dsa (Digital services act), e il Dma (Digital markets act), approvati dal Parlamento Europeo. Costituiscono un pacchetto normativo atto a regolamentare le piattaforme digitali online, tenendo conto dell’evoluzione di un mercato digitale che oggi è totalmente diverso rispetto a quello di due decenni fa.

Quale ruolo può svolgere un’azienda come Sirti Digital Solutions per spingere innovazione del sistema Paese?

Sirti Digital Solutions è uno dei più importanti system integrator nello scenario Ict italiano e vanta una consolidata capacità di sviluppare e realizzare progetti complessi di trasformazione digitale. Grazie alla competenza di un team altamente specializzato nelle tecnologie di ultima generazione, operiamo già su una serie di infrastrutture “mission critical” per il funzionamento del sistema Paese collaborando con i principali operatori dei settori di mercato più strategici: Energia, Finanza, Telecomunicazioni, Banche, Pubblica Amministrazione e Difesa.

Ci può dare un’idea della traiettoria di crescita di Sirti Digital Solutions?

Sirti Digital Solutions ha raggiunto nel 2021 un volume di business pari a 200 milioni di euro (vs 191 milioni di euro nel 2020) con un incremento di ordini del +10% anno su anno. L’aspetto significativo è che possiamo contare già contare su una pipeline di progetti che rafforzeranno ulteriormente la crescita del business nel corso del 2022, anno in cui sono previste 70 nuove assunzioni. Come quello di co-creazione annunciato di recente con Terna in ambito Internet of Things, in cui è stato creato un sistema dotato di sensori, moduli di edge computing e di trasmissione dei dati verso una piattaforma centrale in grado di monitorare le infrastrutture elettriche anche in aree di difficile raggiungimento e sottoposte a condizioni ambientali estreme, caratterizzate dalla presenza di forti venti e basse temperature.

Su cosa punterete nei prossimi mesi?

Nei prossimi mesi, in particolare, focalizzeremo i nostri investimenti su quelli che riteniamo gli ambiti cruciali – ed abilitanti – del processo di digitalizzazione del Paese, ovvero l’Edge computing e le reti Intelligenti, la cybersecurity, l’automation ed artificial intelligence, facendo leva su un’ampia rete di partnership con i più importanti player tecnologici di livello globale e sulla nostra sistematica adozione del paradigma dell’open innovation.

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