LO SCENARIO

Digitali e sostenibili, ecco come saranno i laboratori farmaceutici del futuro

Capgemini stila la lista delle azioni per efficientare la ricerca e spingere le terapie innovative. Utilizzo dell’intelligenza artificiale, digitalizzazione dei processi e diffusione delle e-skill le priorità

Pubblicato il 13 Feb 2024

Domenico Aliperto

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Digitalizzazione, utilizzo dell’AI, miglioramento dei processi e creazione di competenze e cultura adatte alla trasformazione degli ambienti sperimentali. Sono questi i driver attraverso i quali le organizzazioni farmaceutiche stanno riconfigurando il loro approccio alla struttura e alle attività dei propri laboratori. A dirlo è l’ultimo report del Capgemini Research Institute, intitolato “Building the next-gen pharma lab: Digitally connected, environmentally sustainable”, che esplora l’attuale livello di trasformazione dei laboratori farmaceutici, le sfide da superare e i benefici attesi dalla realizzazione di laboratori all’avanguardia. Secondo il report, la necessità di accelerare i tempi di produzione è alla base del cambiamento, con la maggior parte (92%) delle aziende farmaceutiche che indica questo aspetto come uno dei principali fattori che le spinge verso laboratori di nuova generazione.

Le iniziative di trasformazione dei laboratori sono in aumento

Più nello specifico, i principali fattori che spingono alla trasformazione dei laboratori sono la necessità di sviluppare più rapidamente farmaci innovativi, l’esigenza di ottimizzare i costi e quella di migliorare i tassi di approvazione dei farmaci. Di conseguenza, le aziende farmaceutiche cercano di creare laboratori più agili, efficienti, collaborativi e sostenibili per affrontare meglio queste sfide e favorire gli avanzamenti nella ricerca scientifica.

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Le grandi aziende farmaceutiche prevedono quindi di raddoppiare gli investimenti destinati alla trasformazione dei laboratori entro il 2025, fino ad arrivare a un’allocazione pari al 7% del fatturato, rispetto all’attuale 4%. Quasi il 75% delle aziende farmaceutiche ha già iniziato il proprio percorso di modernizzazione dei laboratori, mentre le altre stanno ancora pianificando il proprio approccio.

“Le aziende farmaceutiche si trovano oggi ad affrontare sfide sanitarie complesse a livello globale, e avere a disposizione laboratori all’avanguardia può dare un contribuito significativo per soddisfare le richieste del mercato e rendere accessibili in tempi rapidi medicinali e farmaci di importanza vitale. Grazie alla tecnologia e alla continua evoluzione in termini di competenze, processi e infrastrutture, i laboratori di nuova generazione svolgono un ruolo cruciale nell’accelerare il ritmo di scoperte rivoluzionarie”, spiega Eraldo Federici, Manufacturing, Aerospace & Life Sciences Director di Capgemini in Italia. “L’opportunità per le aziende sta nell’adottare le tecnologie più innovative e sviluppare una solida strategia, incentrata sui dati e sull’AI, per sfruttare appieno il potenziale della trasformazione dei loro laboratori. Fondamentale sarà inoltre la progettazione incentrata sull’essere umano, che metta gli scienziati al centro di questo processo”.

La maggior parte delle aziende deve ancora superare la fase pilota

Sebbene il valore di laboratori connessi e all’avanguardia sia evidente, la maggior parte delle aziende non è ancora andata oltre le fasi pilota e di proof-of-concept. Solo un’organizzazione su dieci tra quelle intervistate ha infatti portato su scala, parzialmente o completamente, le proprie iniziative di trasformazione dei laboratori.

Le aziende farmaceutiche che si impegnano a realizzare laboratori sempre più digitalizzati e moderni devono affrontare sfide importanti legate ai dati e alla tecnologia, così come ai processi e ai talenti. La diversificazione nello sviluppo di nuove terapie avanzate e innovative le pone inoltre di fronte a nuovi problemi con l’aumentare della complessità dei processi. Secondo il report, la maggior parte delle organizzazioni considera infatti i problemi legati ai dati (90%) e alla complessità dei processi (92%) come le principali sfide da affrontare.

È essenziale dunque che i laboratori di nuova generazione dispongano di professionisti con le giuste competenze analitiche, in grado di ricavare informazioni dai dati disponibili. La stragrande maggioranza (97%) delle organizzazioni si scontra però con la difficoltà nel reperire scienziati che abbiano il giusto mix di competenze, sia settoriali che legate a digitali e dati.

Le aziende leader stanno già ottenendo dei benefici

Sebbene come detto molte aziende si trovino ancora nella fase iniziale di trasformazione dei laboratori, le organizzazioni leader stanno già ottenendo benefici su ampia scala, registrando una riduzione negli errori, tassi di approvazione più elevati e costi ottimizzati rispetto alle aziende beginner. Inoltre, la metà delle prime ha velocizzato il time-to-market grazie alla trasformazione dei laboratori, a differenza del 23% delle seconde.

Le aziende leader stanno anche registrando benefici in termini di sostenibilità, con quasi il 36% che ha registrato una riduzione dell’impronta di carbonio grazie alle iniziative di modernizzazione dei laboratori, rispetto ad appena il 18% delle aziende beginner.

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