IL PROGETTO

“Digitali per crescere”, in Italia Microsoft punta su Pmi e atenei

Laboratori digitali in sette università offriranno formazione gratuita alle imprese. Obiettivo: raggiungere un milione di aziende e 200mila giovani per incentivare l’uso delle tecnologie. Sostenuto da Miur e Mise, il progetto è in partnership con Unioncamere, Poste Italiane e Intel

23 Ott 2013

Luciana Maci

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Imprese, studenti e Università: sono i tre “cuori” del nuovo progetto di Microsoft Italia per la digitalizzazione del Paese, “Digitali per crescere”, che punta a raggiungere capillarmente sul territorio 1 milione di piccole e medie imprese (pmi) e 200mila giovani italiani per incentivare occupazione e crescita facendo leva sulle potenzialità delle nuove tecnologie.

A questo scopo verranno aperti in tutta Italia Laboratori di Esperienza Digitale (Led), in partnership con le principali Università, e organizzati eventi di formazione gratuita, in collaborazione con le associazioni del territorio, per aiutare le pmi a intraprendere un percorso d’innovazione e gli studenti ad acquisire competenze professionali in linea con gli attuali trend tecnologici. Grazie a un investimento in comunicazione, formazione e supporto ai partner, in questo primo anno verranno sviluppati progetti in 13 Regioni d’Italia con l’obiettivo di coinvolgere direttamente 300.000 aziende. Accedendo alla nuova piattaforma digitale (digitalipercrescere.it), pmi e giovani potranno interagire con gli esperti e i partner Microsoft e usufruire di strumenti come il check-up digitale della propria impresa e la formazione virtuale, per accrescere le competenze digitali o creare la propria startup.

L’iniziativa è sostenuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero dello Sviluppo Economico. Tra i partner strategici emergono in prima linea Unioncamere, 7 Università italiane (Politecnico di Milano, La Sapienza di Roma, Torino, Padova, Pisa, Napoli e Bari), Gruppo Poste Italiane e Intel, che insieme a Microsoft metteranno a disposizione delle piccole e medie aziende e degli studenti strumenti concreti per accompagnarli verso le nuove tecnologie e il Cloud Computing: dai laboratori ai dispositivi digitali, dagli eventi e corsi di formazione a un portale di condivisione, dal check up sul grado di innovazione dell’azienda alle modalità di finanziamento e ai programmi di accelerazione per start up e giovani imprenditori.

Ruolo fondamentale anche quello dei numerosi IT provider tra cui Acer, Asus, HP, Lenovo, Nokia, Panasonic, Sony, Toshiba, e 27.000 operatori italiani parte dell’ecosistema di Partner Microsoft, che offriranno alle aziende e ai giovani le loro soluzioni e la loro consulenza strategica per consentire di toccare con mano i vantaggi delle nuove tecnologie e del Cloud Computing.

Il primo Led apre oggi a Torino, in collaborazione con l’Istituto Superiore Mario Boella e il Politecnico di Torino, e nei prossimi mesi Microsoft inaugurerà anche i laboratori di Milano, Roma, Napoli, Padova, Bari, Pisa e di altre città del Nord, del Centro e del Sud Italia. Contestualmente si svolgerà, nelle maggiori città italiane, un ciclo itinerante di eventi focalizzato principalmente sul Cloud Computing, che consente alle pmi di recuperare il tradizionale gap di competitività con le grandi aziende, dotandosi in modo semplicissimo di tecnologia funzionale alla produttività.

“In Italia si è investito finora meno della metà in informatica rispetto ad altri Paesi europei come Germania o Francia – dice Carlo Purassanta, ad di Microsoft Italia – perciò abbiamo pensato che, se cominciamo a utilizzare il digitale come acceleratore della crescita, abbiamo davanti a noi un ampio spazio da esplorare. Dato che l’Italia ha un’economia ‘granulare’ sul territorio, abbiamo scelto di portare le idee a livello locale, piuttosto che nelle solite Milano e Roma. E ci è venuto in mente di farlo con le Università in modo che sia una doppia scommessa: dare elementi di formazione alle aziende ma anche permettere agli studenti di fare un passo dentro alle imprese in vista del loro futuro lavorativo”.

“L’economia digitale – ha commentato Stefano Firpo, Capo della Segreteria tecnica del ministro Flavio Zanonato è la leva per la competitività nazionale, perciò crediamo nel valore di questa iniziativa, che raggiunge capillarmente le aziende sul territorio per accompagnarle in un percorso di crescita che sfrutta le potenzialità delle ICT. Le imprese di piccole e medie dimensioni costituiscono circa il 90% del sistema produttivo Italia: se non si dimostrano all’altezza della sfida digitale non saremo in grado di competere a livello internazionale”.

“I giovani sono un capitale prezioso per il Paese – ha aggiunto Alberto Di Minin, Consigliere del ministro Maria Chiara Carrozza per l’Innovazione e tecnologie – e puntare sulla loro formazione è una leva strategica per la competitività del territorio. In uno scenario in cui la disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli senza precedenti, ma al contempo si assiste nel mercato del lavoro alla carenza di competenze qualificate in ambito tecnologico, è fondamentale il contributo di un progetto come ‘Digitali per crescere’ per colmare questo gap”.

“Noi che rappresentiamo circa 6 milioni di imprese siamo davvero felici di collaborare a questo progetto – gli ha fatto eco il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – per contribuire alla riduzione del gap digitale tra le diverse realtà del Paese. Le pmi che utilizzano i servizi digitali registrano una crescita due volte più grande, esportano due volte di più e creano il doppio di nuovi posti di lavoro, ecco perché è fondamentale promuoverne il processo di innovazione a vantaggio dell’intero sistema Paese”.

“È un’iniziativa importante – ha commentato Vincenzo Pompa, ad di Postecom, la società del Gruppo Poste Italiane focalizzata sullo sviluppo del business digitale – perché crea un’unica filiera di soggetti legati alla ricerca e all’impresa che possono fare sistema e contribuire a dare solido e costante supporto alle pmi e ai giovani attraverso la formazione”.

In rappresentanza dei partner tecnologici del progetto, Carlo Parmeggiani, direttore Public Sector Intel Sud Europa si è detto “lieto di essere parte attiva di questo progetto perché come Intel Italia, e grazie alle nuove tecnologie, siamo sempre in prima linea nel promuovere e supportare i giovani nello sviluppo di potenzialità che possono rivelarsi de-terminanti nell’ambito professionale”.

Infine è intervenuto Franco Bassanini, presidente di Cassa Depositi e Prestiti, ricordando che la missione pubblica di Cdp è sostenere lo sviluppo economico del Paese. “Quando abbiamo iniziato a parlare del progetto con Purassanta – ha spiegato – abbiamo convenuto che è opportuno far conoscere le pmi e dare loro strumenti per innovarsi. Da una ricerca è emerso che la stagnante produttività italiana dipende in parte dai ritardi della pubblica amministrazione e in parte proprio dalle pmi. Il problema è l’innovazione e la digitalizzazione. Perciò ben vengano iniziative di questo tipo. Ma non dimentichiamoci che esiste anche un problema di politiche pubbliche: siamo al penultimo posto in Europa per connettività nelle scuole. Vogliamo rivoluzionare la didattica, ma come è possibile farlo in questi termini?”.

Digitali per crescere – ha concluso Purassanta – nasce perché Microsoft crede nella capacità di imprenditorialità dell’Italia e degli italiani. Senz’altro vi sono carenze infrastrutturali, che comunque andranno a colmarsi con gli anni, ma gli italiani hanno una gran capacità di fare impresa, di evolversi e di risollevarsi dopo un impatto negativo. Perciò noi scommettiamo su questo Paese”.

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