Diritti Tv, torna in campo l'ipotesi di un canale della Lega Serie A - CorCom

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Diritti Tv, torna in campo l’ipotesi di un canale della Lega Serie A

Svelati i bandi per la concessione 2021-2024. Obiettivo della gara è ottenere 1,15 miliardi di euro l’anno nel triennio. La finestra per la presentazione delle offerte è tra il 22 e il 26 gennaio. Due le modalità di vendita rivolte ai broadcaster: dividendo i match per piattaforme (Satellite, Dt e Internet) o per pacchetti di partite

05 Gen 2021

A. S.

Dalla cessione dei diritti Tv per il triennio 2021-2024 la Lega Serie A si aspetta un incasso da 1,15 miliardi di euro, 42 milioni di euro in più rispetto ai proventi della scorsa gara, e per arrivare al risultato mette in campo anche l’ipotesi di creare un canale tematico “in proprio”. Il bando è stato pubblicato nelle scorse ore, e svela le tre fasi secondo cui è stata organizzata la vendita, che lascia la prima parola ai broadcaster tradizionali per poi allargare la platea dei partecipanti in fasi successive agli intermediari indipendenti e alle manifestazioni di interesse per il canale tematico.

I bandi sono stati realizzati dalla Lega Serie A, che riunisce i club del massimo campionato di calcio nazionale, che quest’anno hanno deciso di non avvalersi di un advisor, “risparmiando” in questo modo 55 milioni di euro l’anno. La “finestra” per la presentazione delle offerte si aprirà alle 10 del 22 gennaio, per chiudersi alle 10 del 26. Per la realizzazione del bando la Lega Serie A ha tenuto conto di tutte le opportunità di mercato e delle norme stabilite dall’Antitrust.

Quanto alle modalità di cessione dei diritti, le possibilità sul tavolo sono due: la vendita per piattaforma, che prevede che i diritti esclusivi delle 380 partite l’anno vengano divisi tra satellite (con un’offerta minima di 500 milioni), digitale terreste (dove la soglia minima è di 400 milioni). Il prezzo pacchetto è quello di internet, dove l’offerta minima è di 250 milioni ma prevede la coesclusiva con il canale della Lega, a cui si aggiunge anche un pacchetto opzionale con diritti accessori, come le immagini dagli spogliatoi e le interviste prima, durante e dopo i match, che vale 20 milioni.

Quanto poi alla vendita mista, divide le partite di serie A in tre pacchetti, senza distinguere tra piattaforme. Il primo contiene 266 partite in esclusiva per satellite, digitale e internet, per una base di 750 milioni annui, il secondo 114 partite per satellite, digitale e internet per un’offerta minima da 250 milioni e il terzo 114 partite solo per internet , con una base da 150 milioni. Il canale della Lega entrerebbe in questo caso in ballo nel caso in cui Sky si aggiudicasse il primo pacchetto, perché sarebbe costretta a cedere l’esclusiva dei diritti su Internet per rispettare la sentenza del Consiglio di Stato che per la vicenda R2 vieta le esclusive su internet a Sky.

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Se i diritti non venissero assegnati per questa via, tornerebbe in ballo un canale tematico che trasmetterebbe tutto il campionato su tutte le piattaforme, per la gestione del quale si dovrebbe presentare alla Lega serie A un’offerta minima da 1,15 miliardi di euro, scegliendo anche se dare vita a una piattaforma che si rivolga direttamente agli utenti finali, quindi ai telespettatori, o al B2C, quindi ai broadcaster che poi trasmetterebbero i match sulle proprie piattaforme.

Rimangono invariate le strutture dei calendari: tre match il sabato nella fascia oraria delle 15, delle 18 e delle 20.45), sei la domenica, con un anticipo alle 12.30, tre gare alle 15, una alle 18 e un posticipo alle 20:45, più la partita del “monday night”, il lunedì alle 20.45.

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