PRIVACY

Diritto all’oblio, la Francia punisce Google

Multa da 100mila euro comminata dalla Commissione francese per l’Informatica e la libertà: non sono stati cancellati i link “non adeguati o non pertinenti” dal dominio globale. L’azienda pronta ad appellarsi

Pubblicato il 25 Mar 2016

google-ricerca-151130154823

Centomila euro di multa a Google per la violazione degli obblighi relativi al diritto all’oblio. È questa la sanzione decisa dalla Commissione nazionale francese per l’Informatica e la libertà (Cnil), che ha punito il colosso di Mountain View per aver applicato le disposizioni in materia solo per le ricerche effettuate dalle estensioni europee della sua piattaforma (come Google.it o Google.fr) ma non da Google.com. La sentenza della Corte di Giustizia Ue di maggio 2014 ha stabilito il diritto a veder cancellati dai motori di ricerca di Google link “non adeguati o non più pertinenti”. Ma la decisione della Corte non obbligava e non obbliga tuttora Big G a rimuovere informazioni anche dal dominio globale. Ciò nonostante, Google ha da poco annunciato di voler procedere comunque in questo passo. Ma evidentemente secondo Parigi l’annuncio non basta e la compagnia californiana non deve perdere altro tempo.

La soluzione che consiste nel far variare il rispetto dei diritti individuali in funzione dell’origine geografica di chi consulta il sito in questione non consente agli individui di godere del diritto” di essere pienamente rimossi dal web, spiega la Cnil nella decisione rivelata oggi da France Tv Info. I 100mila euro di multa sono inferiori ai 150mila paventati ad inizio della controversia. Indubbiamente sono una sciocchezza in confronto ai 20 milioni di euro (o 4% del fatturato) previsti nel progetto di legge francese sulla Repubblica digitale e nel regolamento Ue in discussione a Strasburgo.

“Abbiamo lavorato a lungo per implementare quanto previsto dalla sentenza sul diritto all’oblio in modo attento e completo in Europa e continueremo a farlo – replica un portavoce di Google. Tuttavia, per una questione di principio, siamo in disaccordo con l’idea che il CNIL abbia l’autorità di controllare i contenuti a cui possono accedere le persone al di fuori della Francia, e appelleremo questa decisione.”

Spetta ora al colosso Usa decidere se mettersi in conformità con i rilievi di Parigi o ricorrere al Consiglio di Stato. A quasi due anni dalla sentenza della Corte Ue, Google ha rimosso oltre 440mila link. Dagli europei sono arrivate 348mila richieste (26mila da italiani), inerenti a 1,2 milioni di link.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati