RIFORMA CARTABIA

Diritto all’oblio, in vigore le nuove regole per farsi “cancellare” dal web

Dal 1° gennaio 2023 deindicizzazione da Google & co per coloro che sono stati assolti o per i quali è scattata l’archiviazione. Vale anche per le testate online nel caso di richiesta da parte degli interessati

Pubblicato il 02 Gen 2023

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“I motori di ricerca dovranno dissociare i nomi degli assolti dalle notizie circolanti in rete sulle inchieste da cui sono risultati innocenti”. Il parlamentare di Azione Enrico Costa annuncia su Twitter la novità figlia dell’emendamento a sua firma alla Legge Cartabia che riforma il processo penale.

La Riforma Cartabia e l’articolo 64 ter

Il Decreto legislativo 10 ottobre 2022, n.150 – pubblicato in Gazzetta lo scorso 17 ottobre – è attuativo della legge 27 settembre 2021, n. 134 (Riforma Cartabia del processo penale). Il D.L. 31 ottobre 2022, n. 162 ha successivamente disposto l’entrata in vigore del provvedimento il 30/12/2022. È l’articolo 64 ter “Diritto all’oblio degli imputati e delle persone sottoposte ad indagini” – a disciplinare le nuove regole in materia di diritto all’oblio. “La persona nei cui confronti sono stati pronunciati una sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere ovvero un provvedimento di archiviazione può richiedere che sia preclusa l’indicizzazione o che sia disposta la deindicizzazione, sulla rete internet, dei dati personali riportati nella sentenza o nel provvedimento, ai sensi e nei limiti dell’articolo 17 del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 52 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196”.

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L’ordinanza della Cassazione sui dati extra Ue

A fine novembre un Ordinanza della Corte di Cassazione (n. 34658 del 24 novembre 2022) ha affermato un’importante principio di extraterritorialità della protezione dei dati personali ha stabilito che l’ordine impartito da un’autorità garante italiana di “eliminare” dai motori di ricerca una notizia non più attuale, deve valere per tutte le versioni web sparse nel mondo e non solo più per quelle dell’Unione europea. Per approfondimenti cliccare qui.

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