LA GIORNATA INTERNAZIONALE

Donne e Ict, la “call to action” dell’Itu: formazione Stem e carriere hi-tech

Nell’International Girls in Ict Day l’agenzia dell’Onu accende un faro su accesso e sicurezza online per garantire le digital skill. Nel mondo solo il 30% dei professionisti è donna, serve più collaborazione tra governi, università e imprese

28 Apr 2022

Patrizia Licata

giornalista

Itu donne Ict

Nella giornata internazionale delle giovani donne nell’Ict (International Girls in Ict Day), celebrata come ogni anno ad aprile dall’Unione internazionale delle comunicazioni (Itu), l’agenzia delle Nazioni unite torna a sottolineare come il divario di genere nell’Ict sia ancora ampio: nel mondo solo il 30% dei professionisti della tecnologia è donna.

Nell’accesso a Internet il gap si sta chiudendo: il 57% delle donne va online contro il 62% degli uomini. Ma qui si nasconde una delle problematiche: le competenze per usare Internet non sono equamente distribuite nella popolazione. Per questo l’International Girls in Ict Day del 2022 si concentra su “accesso e sicurezza”, due elementi chiave per rendere le ragazze e tutti i giovani capaci di usare in modo consapevole le tecnologie Ict e muoversi nel mondo digitale traendone vantaggio in modo sicuro.

Call to action alle ragazze su studi Stem e carriere Ict

Uno degli ostacoli fondamentali alla partecipazione delle donne nell’Ict è la carenza di conoscenze e competenze sia di base che avanzate. L’accesso alla formazione scolastica di ogni livello è il presupposto irrinunciabile di un accesso consapevole e fruttuoso a Internet.

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Se le donne non hanno accesso a Internet e non si sentono sicure online non possono sviluppare le necessarie digital skill ed essere attive negli spazi digitali, osserva l’Itu. Ciò a sua volta riduce le opportunità per le donne di scegliere le discipline Stem tra le materie di studio e di lavorare nei settori scientifici e tecnologici.

“Girls in Ict Day è una call to action che vuole ispirare le ragazze e le giovani donne a intraprendere una carriera basata sulla conoscenza delle discipline Stem”, afferma il segretario generale dell’Itu, Houlin Zhao. “Faccio appello a governi, aziende, università e agli altri interlocutori affinché si impegnino al massimo per sostenere le ragazze e le giovani donne e diano loro la possibilità di realizzare i loro sogni”.

La tecnologia ha bisogno delle donne

Itu e i suoi partner i tutti i settori collaborano per trovare soluzioni e idee che riducano le barriere all’accesso e rafforzino la sicurezza online. L’iniziativa dell’Itu Partner2Connect fornisce un modello di cooperazione multisettorale e di creatività per sostenere le ragazze e le loro famiglie ovunque nel mondo.

“La giornata internazionale delle ragazze nell’Ict è anche uno stimolo alla creazione di alleanze per trovare soluzioni al gender gap nelle Ict. Invitiamo i partner a unirsi alla Partner2Connect Digital Coalition”, ha detto Doreen Bogdan-Martin, direttrice del Telecommunication development bureau dell’Itu. “In tutto il mondo le donne e le ragazze vogliono essere parte della rivoluzione digitale. Quando rimuoviamo gli ostacoli all’accesso e alla sicurezza le donne e le ragazze possono dare contributi eccellenti alle Ict e godere dei benefici portati da queste tecnologie. In poche parole: la tecnologia ha bisogno delle ragazze e le ragazze hanno bisogno della tecnologia”.

In Italia solo il 22% di ragazze nei corsi di laurea Stem

In Italia solo il 22% delle ragazze sceglie corsi universitari nelle materie Stem. E nonostante il 2021 abbia registrato un aumento del 15,74% delle immatricolazioni in informatica e tecnologie Ict, le materie scientifiche continuano ad essere percepite dalle ragazze come “poco adatte”. Meglio, ma non troppo, nel resto dell’Europa dove, secondo il Women in Digital Scoreboard 2021 della Commissione Ue, le donne rappresentano solo un terzo dei laureati Stem e solo il 15,5% delle startup ha come fondatrici donne attive sulla scena delle nuove imprese.

Ma le basi per un rilancio ci sarebbero: secondo un sondaggio Microsoft su 11.500 giovani donne in 12 paesi europei, le ragazze di 11-12 anni sono interessate alle materie Stem tanto quanto i ragazzi. Tuttavia, appena compiono 15-16 anni il loro interesse crolla. A quell’età, secondo l’Ocse, solo il 5% delle ragazze dice di aspettarsi di far carriera in informatica o ingegneria, rispetto al 18% dei ragazzi.

“C’è bisogno di una consapevolezza e di un cambio di passo che deve iniziare dalla famiglia e dalla scuola. Noi possiamo mettere in atto una serie di misure di incoraggiamento a iscriversi alle lauree Stem, e lo abbiamo fatto aumentando del 20% le borse di studio per le donne che si iscrivono a corsi di laurea Stem. Ma resta fondamentale un cambio culturale, bisogna togliere questi stereotipi di genere”. Lo dice la ministra dell’Università e della ricerca, Maria Cristina Messa. “Lo stereotipo nasce dalla famiglia – ha aggiunto la ministra -. Un conto è vivere in una grande città, altro è vivere in un paese più piccolo, in cui la famiglia fa differenze tra maschi e femmina. Siamo molto impegnati per cercare di calmierare questo fenomeno, e spero che parte dei fondi che andranno al Sud saranno investiti per trattenere i giovani”. Grazie ai fondi del Pnrr, ricorda la ministra, verranno aumentate le borse di studio, soprattutto per i fuorisede.

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