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LA DECISIONE

Dopo Varoufakis stretta della Rai: stop ai compensi degli ospiti

Dopo il caso sui 24mila euro all’ex ministro delle Finanze greco viale Mazzini decide di rendere più stringente il divieto di compenso per i politici nelle trasmissioni. Sarà esteso anche alle società esterne che lavorano per la tv pubblica. Il Codacons chiede l’indagine della Corte dei Conti

29 Ott 2015

Andrea Frollà

La Rai corre ai ripari dopo la polveriera del caos Varoufakis. Dai piani alti di vViale Mazzini è stata emanata infatti una direttiva che rende più “stringente il divieto per l’azienda di erogare compensi a politici che partecipano a trasmissioni televisive e radiofoniche”. Ma non è tutto: tale previsione è stata anche estesa a tutte le società che producono per il servizio pubblico e dunque anche per Endemol, la società di produzione nell’occhio del ciclone per i 24mila euro dati all’ex ministro delle Finanza greco per l’apparizione di martedì a Che Tempo Che Fa.

Il Codacons ha annunciato e presentato stamattina un esposto alla Corte dei Conti, denunciando non solo l’eccessività del compenso ma soprattutto il fatto che la rete pubblica decida di affidarsi a società esterne per produrre programmi e format che potrebbe realizzare in proprio.

“La Corte deve accertare se la spesa è stata congrua o se, al contrario, ha rappresentato una forma di spreco di risorse pubbliche si legge nella nota diffusa dall’associazione dei consumatori – Ricordiamo inoltre che trasmissioni basate su semplici interviste come Che tempo che fa sono produzioni affidate a società esterne”.

Sul caso è intervenuto anche il segretario della commissione Vigilanza Rai Michele Anzaldi (Pd): “Un passo necessario nell’immediato ma non basta, la vicenda non può chiudersi così – ha dichiarato – Ora l’azienda deve avviare verifiche profonde sugli appalti esterni e verificare se il costo pagato dalla Rai per la trasmissione sia giustificato o meno”.

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