E-banking, Italia fanalino di coda. E il conto è salato - CorCom

L'ANALISI

E-banking, Italia fanalino di coda. E il conto è salato

Report Bem Research: solo il 28% degli italiani convertito all’online, ben al di sotto della media dei big europei. La causa? Le barriere tecnologiche e culturali. E il ritardo pesa sui costi operativi degli istituti di credito

23 Feb 2017

Andrea Frollà

L’Italia è tra i paesi europei con la più bassa diffusione dell’Internet banking. Una cultura digitale diffusa e un’offerta semplificata aiuterebbero non poco. È quanto emerge dal report realizzato da Bem Research, che segnala il ritardo italiano sul fronte e-banking e i risvolti negativi sul sistema bancario. Nel 2015 solo il 28% degli italiani ha utilizzato i servizi bancari via web, con una performance lontana da quella di altri grandi paesi dell’Eurozona come Spagna (39%), Germania (51%) e Francia (58%). Il nostro Paese si trova oggi a fronteggiare alcuni fattori ostativi, che frenano l’utilizzo e lo sviluppo della banca digitale: livello di istruzione, occupazione, densità della popolazione, barriere tecnologiche, uso di dispositivi mobili, età e sesso.

Il rapporto di Bem Research rileva che al crescere del titolo di studio aumenta la propensione a utilizzare tale servizio. Il dato dei soggetti residenti nell’area euro con basso livello di istruzione che utilizza i servizi di e-banking si attesta al 22%, ben oltre l’indice relativo all’Italia (11%). Lo stesso vale per il fattore occupazione: se lavori usi di più questi servizi 2.0. Una maggiore propensione all’utilizzo dell’e-banking si registra inoltre nelle zone dell’Eurozona con maggiore densità di popolazione: in tale aree il valore è pari al 51% della popolazione, 32% per l’Italia. Considerando invece le zone a bassa densità, la quota scende al 43% per l’eurozona e al 23% per l’Italia.

A incidere negativamente sulla diffusione dell’internet banking ci sono pure le barriere tecnologiche. Tra gli individui che hanno accesso alla connessione web più efficiente e veloce, la cosiddetta banda larga, la diffusione dell’e-banking è più ampia. Mentre l’utilizzo dei dispositivi mobili è un fattore incentivante anche nel nostro Paese. Osservando, infatti, il sottogruppo di soggetti che fanno uso dei dispositivi mobili si rileva effettivamente un maggior utilizzo dell’e-banking. Da notare infine che anche età e sesso influenzano l’indice di utilizzo dei servizi bancari digitali, con l’Italia che registra picchi una volta raggiunti i 35 anni e un uso maggiore da parte degli uomini (33% contro il 24% delle donne).

Il ritardo italiano nell’uso dell’e-banking pesa anche sui conti bancari. Alcune stime econometriche, riportate nel rapporto, mostrano come l’internet banking consenta di aumentare l’efficienza, ovvero di ridurre l’incidenza dei costi operativi rispetto ai ricavi, e di incrementare la redditività delle banche europee. Una maggiore diffusione dell’e-banking potrebbe anche fungere da volano per lo sviluppo del FinTech, le tecnologie digitali applicate alla finanza. Inoltre, l’uso delle home banking consente di generare un ingente flusso di informazioni, utili per la profilazione e fidelizzazione dei clienti nell’ambito dei big data.

“Per accrescere la diffusione dell’e-banking le banche italiane dovrebbero in primo luogo ripensare la funzione degli sportelli, impiegandoli come punti di contatto fisico attraverso cui accompagnare la clientela verso una modalità di relazione multicanale, che sfrutti appunto il web – spiega Carlo Milani, direttore di Bem Research – ma anche i promotori finanziari, i call center e le filiali per dialogare al meglio con famiglie e imprese”.

Gli analisti di Bem Research propongono una ricetta dal doppio binario. Sul fronte della domanda, spiega il report, bisogna agire primariamente sugli aspetti culturali: giovani con basso livello di istruzione e persone adulte dovrebbero essere accompagnate verso un maggior utilizzo degli strumenti digitali attraverso campagne di formazione e informazione.

Sul fronte dell’offerta, invece, maggiore attenzione dovrebbe essere probabilmente prestata per semplificare la modalità di fruizione dei servizi bancari via web, al fine di garantire facilità di accesso preservando allo stesso tempo elevati standard di sicurezza. Il sistema bancario italiano dovrebbe sfruttare uno dei suoi apparenti punti deboli, ovvero l’alta presenza sul territorio attraverso filiali, per cercare di colmare il gap culturale della clientela. A tal fine la funzione degli sportelli andrebbe radicalmente ripensata: attraverso le filiali si dovrebbe puntare ad aiutare famiglie e piccoli imprenditori a comprendere meglio l’uso della tecnologia, ma anche ad accrescere la cultura finanziaria, altro forte punto debole italiano. Lo sportello potrebbe quindi diventare un punto di contatto per accompagnare la clientela verso una modalità di relazione multicanale, che sfrutti appunto il web, ma anche i promotori finanziari e i call center per dialogare al meglio con famiglie e imprese.

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