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E-commerce, balzo in avanti del 14% ma è pioggia di reclami

L’indagine presentata da Cec e Adiconsum mostra un forte aumento del ricorso ai  “negozi” online anche grazie alle politiche di sconto. Landi: “A Natale sarà boom di shopping in Rete”. Ma i consumatori protestano: consegne in ritardo e clausole contrattuali poco trasparenti

03 Dic 2010

Sono in crescita i reclami sugli acquisti on line: dai 3.356
registrati nel 2008 sono passati ai 4.921 del 2009, con un
incremento del 46%. Problemi nella consegna, problemi relativi al
prodotto o al servizio e clausole contrattuali sono i primi tre
motivi che fanno scattare il reclamo del consumatore. Lo rende noto
un'indagine sull'e-commerce condotta dal Centro europeo
consumatori (Cec), presentata oggi a Roma in occasione di un
convegno organizzato insieme ad Adiconsum.

"Se aumentano i reclami, presumibilmente aumentano anche le
transazioni on line", ha detto il direttore del Cec, Federico
Vicari, presentando la ricerca, secondo la quale, i prodotti che si
acquistano maggiormente su Internet sono: apparecchiature
audio/video, fotografiche e informatiche, seguite da articoli
ricreativi, prodotti da giardino, giocattoli, videogames,
decorazioni natalizie, ma anche scommesse online, corsi sportivi,
cinema, visite guidate e operazioni per trasporto personale.

Citando i dati resi noti dall'Osservatorio promosso dalla
School of Management del Politecnico di Milano, il presidente
Eurispes, Gian Maria Fara, ha ricordato che "l'e-commerce
è tornato a crescere", con un balzo in avanti delle vendite
online del 14% nel 2010, rispetto al 2009, raggiungendo i 6,5
miliardi di euro. Ma "la fetta più consistente
dell'e-commerce – osserva Fara – è in mano a poche
aziende". Inoltre, registriamo "un saldo negativo:
importiamo attraverso internet più di quanto esportiamo".

Il segretario generale di Adiconsum, Paolo Landi, ha detto che
"Il fenomeno dell'e-commerce è in forte crescita" e
in vista del Natale "ci aspettiamo un aumento degli acquisti
su Internet, a fronte di un calo complessivo delle spese
natalizie". "Sicuramente – secondo Landi – ci sarà un
travaso sui canali di acquisto: da quelli tradizionali, come il
supermercato o il negozio specializzato, ai canali
dell'e-commerce, dove i prezzi sono molto più bassi, con
sconti fino al 30%".