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RAPPORTO UNIONCAMERE

E-commerce, aumentano del 150% le imprese che vendono online

Rapporto Unioncamere: nel 2015 attivi 9mila webstore in più rispetto al 2009. Più che triplicati quelli abruzzesi, pugliesi e campane

06 Giu 2016

Andrea Frollà

Borse, cosmetici, accessori, gadget, abbigliamento, articoli per bambini e per la pesca. Ma anche auto e moto, casalinghi, vino, scarpe, biciclette, parquet, prodotti elettronici e farmaceutici, libri, occhiali, giocattoli fino alle “piante di acqua dolce”, ai sistemi di allarme e ai servizi di pompe funebri. Aumentano i prodotti disponibili sui portali online, ma ancor più importante è l’aumento delle imprese che negli ultimi anni hanno deciso di sposare l’e-commerce. A dipingere il ritratto del fenomeno è l’ultimo rapporto elaborato da InfoCamere per Unioncamere, che segnala un boom delle imprese di vendita via internet: circa 9mila imprese in più dal 2009 al 2015. Una crescita del 151,6%, in media il 25,3% all’anno.

Nello stesso periodo, l’insieme del settore del commercio al dettaglio, poco più di 870mila aziende, ha guadagnato solo 7.170 imprese, pari ad una crescita dello 0,83% nell’arco dei sei anni. Considerando anche chi vende all’ingrosso, l’intero comparto del commercio, costituito da 1,5 milioni di imprese, ha fatto un passo praticamente impercettibile: 1.876 aziende in più, lo 0,12%. Come dire che l’intera crescita, in termini di operatori, del commercio, si rispecchia nel saldo di quelli che hanno scelto il web.

A guidare la corsa del commercio virtuale sono gli imprenditori abruzzesi (+260% le imprese con sede nella regione adriatica, nel periodo considerato), seguiti da quelli pugliesi (+218%) e da quelli campani (+202%). In termini assoluti, la crescita più consistente si registra invece in Lombardia (1.694 imprese in più nei sei anni), in Campania (+1.069) e nel Lazio (+983). La classifica delle prime tre regioni si rimescola, infine, guardando alle province: prima è Roma (1.384 le imprese con sede in provincia alla fine del 2015), seconda è Milano (1.260) e terza Napoli (897).

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