E-commerce, ecco la "Carta" italiana - CorCom

IL PROGETTO

E-commerce, ecco la “Carta” italiana

Mise, Indicam e Netcomm uniscono le forze in nome della tutela del made in Italy dalla contraffazione online. Le piattaforme aderenti dovranno verificare l’originalità dei prodotti in vendita e rimuovere dai propri siti articoli non originali

14 Lug 2015

Flavia Gamberale Fraticelli

Un accordo per tutelare il Made in Italy dalla contraffazione anche sulle piattaforme di e-commerce. Questo il senso di Carta Italia, l’intesa firmata oggi dal Ministero dello Sviluppo Economico, Indicam (Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione) e Netcomm, il Consorzio italiano che riunisce oltre 500 operatori di commercio elettronico.

L’accordo prevede l’impegno da parte dei titolari delle piattaforme di vendita web aderenti a Netcomm a verificare l’originalità dei prodotti venduti e a rimuovere dal proprio sito l’offerta di articoli che risultino contraffatti, in base anche a fondate segnalazioni delle associazioni dei consumatori. Gli operatori potranno adottare una serie di provvedimenti anti contraffazione. Tra questi spicca la possibilità di bloccare gli account dei venditori d’imitazioni.

Regole ancora più severe anche per l’attribuzione del sigillo Netcomm, una sorta di bollino qualità che già da adesso il Consorzio assegna alle piattaforme online “virtuose”, ossia quelle che vendono prodotti originali e rispondono a una serie di altri parametri a garanzia del consumatore. Con l’accordo sottoscritto oggi, il Consorzio s’impegna, infatti, a conferire il sigillo solo dopo avere verificato l’originalità dei prodotti venduti via web.

Un meccanismo che a partire da settembre verrà esteso anche alle piattaforme e commerce europee.

“Essendo parte di Ecommerce Europe, l’organismo sovranazionale che accorpa tutte le Associazioni di ecommerce nazionali europee, avremo la possibilità di uniformare con il patrocinio dell’Unione Europea i Sigilli che hanno ottenuto oltre 40.000 siti in Europa”, spiega Roberto Liscia, Presidente di Netcomm.

Del resto, ormai, con lo sviluppo del commercio elettronico, che in Italia cresce a un ritmo annuo del 20% contro il 18% di media europea, la contraffazione va combattuta anche in rete.

Senza dimenticare che nel nostro Paese la vendita di merce contraffatta muove un giro d’affari di 6,5 miliardi di euro, come evidenziato dall’ultimo studio del Censis, con danni all’economia sia in termini di posti di lavoro persi (circa 105mila), sia in termini di mancato gettito tributario pari a un valore di 5,3 miliardi di euro.

Da qui la necessità di correre ai ripari.

“La vendita di prodotti contraffatti via Internet sta raggiungendo proporzioni sempre più allarmanti, tali da scoraggiare le imprese nell’utilizzo di un canale, l’E-commerce, che potrebbe rappresentare un potenziale altissimo di sviluppo”, segnala Simona Vicari, Sottosegretario allo Sviluppo economico.

“Per la prima volta in Italia”, commenta il Sottosegretario riferendosi all’accordo appena raggiunto, “sono stati assunti dalle parti impegni cogenti: s’impegnano i titolari dei diritti, che dal lato loro forniranno a chi di dovere tutte le informazioni utili per identificare i prodotti non originali e individuare quegli elementi distintivi dei venditori che potrebbero immettere prodotti falsi sul mercato. S’impegnano i merchant, che utilizzeranno queste informazioni per riconoscere i prodotti non originali e ovviamente non li venderanno. S’impegnano le piattaforme che in primo luogo veicoleranno le informazioni e poi interverranno nel modo ritenuto più opportuno per evitare che vengano venduti prodotti non autentici: informando il venditore e se necessario anche bloccando l’account del venditore stesso. Quella firmata oggi da Netcomm è una carta aperta a tutti i soggetti della filiera produttiva e distributiva operanti in Italia ed, in particolare, i merchant, le piattaforme di e-commerce, i titolari dei diritti, i produttori licenziatari e le associazioni dei consumatori.”

Per Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, in particolare Carta Italia rappresenta una prima importante operazione per “creare fiducia nel digitale da parte dei consumatori e garantire le imprese italiane contro la concorrenza sleale, che prolifera”. E purtroppo non solo nel Belpaese. Basti pensare che in Cina, primo mercato mondiale per l’e commerce, su Alibaba, operatore di commercio elettronico dominante, si trovano in vendita anche prodotti contraffatti”.

“Auspichiamo che questo accordo veda ben presto altri soggetti aderire”, afferma Mario Peserico, Presidente di Indicam, “al fine di creare una barriera sempre più alta ai contraffattori, potendo così tutelare l’industria che fa della capacità di innovazione la propria caratteristica, il consumatore, che deve poter contare su un eco-sistema digitale quanto più sicuro, e l’intero sistema distributivo e di filiera, che altrimenti è sempre più esposto ai rischi di infiltrazione da parte del sistema criminale. Carta Italia è anche un ottimo esempio di collaborazione pubblico privato, laddove il MISE ha sempre agito in sinergia con noi con grande spirito costruttivo.”

Per il momento l’Italia è il secondo Paese dopo la Francia ad istituire un proprio protocollo d’intesa contro la vendita online di merce contraffatta.

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